Il centenario dell’aviazione viene ricordato con una mostra fotografica allestita all’aeroporto «D’Annunzio». Nel 1909 il Circuito aereo internazionale fu seguito anche da Kafka

Montichiari vola nella storia

19/12/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Cen­to anni fa, il 17 dicem­bre 1903, i fratel­li Orville e Wilbur Wright con un biplano Fly­er effet­tuarono il pri­mo volo del­la sto­ria. Sulle dune statu­niten­si di Kill Dev­il Hills, in North Car­oli­na, iniz­iò l’era dell’aviazione mod­er­na. Tra i pio­neri dell sto­ria del volo c’è Mon­tichiari dove, il 9 set­tem­bre 1909, si tenne il pri­mo Cir­cuito aereo inter­nazionale. Per cel­e­brare il cen­te­nario dell’impresa dei fratel­li Wright, nel­la sala d’imbarchi dell’aeroporto «» è sta­ta inau­gu­ra­ta una mostra fotografi­ca dal tito­lo «D’Annunzio e la pro­mozione del volo», con immag­i­ni inedite prove­ni­en­ti dall’archivio del­la Cam­era di Com­mer­cio di Bres­cia e dal Vit­to­ri­ale di Gar­done Riv­iera. La rasseg­na resterà aper­ta fino fino al 28 feb­braio ed è cura­ta dall’associazione cul­tur­ale «Mont­fort» di Chiari. Gli orga­niz­za­tori spie­gano che «l’obiettivo è omag­gia­re la prospet­ti­va aerea che il Poeta ha desider­a­to toc­care, una prospet­ti­va che l’avrebbe por­ta­to a Vien­na a “bom­bar­dare” gli aus­triaci di volan­ti­ni inneg­gianti una nuo­va visione del­l’Eu­ropa». Un dono di grande val­ore cul­tur­ale, loda­to dall’avvocato Ful­vio Cav­al­leri, pres­i­dente dell’aeroporto «Cat­ul­lo» di Vil­lafran­ca (che possiede l’85 per cen­to del «D’Annunzio») che ha dichiara­to come «in realtà un’aerostazione è come una por­ta che si apre ver­so il mon­do. È come l’arte che non ha oriz­zon­ti e come tale si adat­ta benis­si­mo a ogni for­ma di pro­duzione del­la fan­ta­sia dell’uomo». Fan­ta­sia, arte ma anche impren­di­to­ria, che pro­prio domani porterà all’aeroporto bres­ciano i nuovi col­lega­men­ti set­ti­manali con Roma-Ciampino e Leopoli, in Ucraina. Come det­to, Mon­tichiari ha un pos­to di riguar­do nel­la sto­ria dell’aviazione civile. Una sto­ria che si puà risco­prire anche attra­ver­so i gior­nali dell’epoca: «… E la brughiera di Mon­tichiari che per molto tem­po ha offer­to solo pochi frut­ti del­la sua ter­ra, ora offre a tut­to il mon­do uno spet­ta­co­lo uni­co…», scrisse La Provin­cia di Bres­cia il 9 set­tem­bre 1909, la data d’inizio del del pri­mo Cir­cuito aereo inter­nazionale, che gli orga­niz­za­tori sta­vano preparan­do da mesi con grande cura in quel­la vas­ta «pia­nu­ra sas­sosa», ma non più deser­ta, e che già nel 1905 e 1907 era sta­ta scelta per le prime impor­tan­ti com­pe­tizioni auto­mo­bilis­tiche. L’evento fu osteggia­to da una vio­len­ta trom­ba d’aria che a fine agos­to dis­trusse tut­to: il pal­co, le casette, gli hangar. Perfi­no la data d’inizio venne funes­ta­ta dal­la notizia prove­niente dal­la Fran­cia, cioè la morte in un inci­dente aereo il pilota Lefebre, uno tra i pri­mi «temer­ari su quelle mac­chine volan­ti». Ma nul­la fer­mò quel­la gara, vin­ta da Glenn Cur­tiss davan­ti a Mario Calder­ara, con cui volò anche il vate, Gabriele D’Annunzio. Una gara segui­ta per una set­ti­mana da migli­a­ia di per­sone, dal fior fiore del gior­nal­is­mo europeo, da dig­ni­tari di corte, prin­cipi e autorità. L’impianto, costa­to tan­ti mesi di sudore, dopo la man­i­fes­tazione venne sman­tel­la­to in pochi giorni e “Il Cit­tadi­no” di Bres­cia si inter­rogò così: «…Sul­la stra­da q uasi deser­ta s’incontrano di trat­to in trat­to car­ri che trasportano via i resti dell’aerodromo. Vedremo risorg­ere la pic­co­la cit­tà di leg­no, rive­dremo la via bat­tuta dalle auto­mo­bili ricor­ren­tisi rumor­osa­mente in file inter­minabili?…». La rispos­ta è arriva­ta molti anni, esat­ta­mente il 15 mar­zo 1999, con l’inaugurazione dell’aeroporto ded­i­ca­to a D’Annunzio. E due due stori­ci mon­te­claren­si, Vir­gilio Tisi e Fer­nan­da Bottarel­li per l’occasione scrissero un arti­co­lo, pub­bli­ca­to nel libro «Aero­por­ti del Gar­da» (Bams edi­zioni), dal tito­lo «1909: a Mon­tichiari il pri­mo cir­cuito aereo». Quei giorni del 1909 sono sta­ti ricor­dati con grande cri­te­rio scen­tifi­co anche da una classe di stu­den­ti del­la Quar­ta Ragione­r­ia di Mon­tichiari, nel 1979, a settant’anni dal cir­cuito con il libro dal tito­lo «La nasci­ta dell’aviazione ital­iana» (Zanet­ti edi­tore), con la pre­mes­sa di un mon­te­clarense illus­tre, il sen­a­tore Mario Pedi­ni, scom­par­so 5 mesi fa. Un’altra pub­bli­cazione «Mon­tichiari Nove­cen­to» (Bams edi­zioni) è sta­ta pre­sen­ta­ta nei giorni scor­si, alla vig­ilia dell’anniversaio dell’impresa dei fratel­li Wright ma anche «di una nuo­va rinasci­ta per la cul­tura, l’economia e la polit­i­ca mon­te­clarense», come ha sot­to­lin­eato lo stori­co Mar­cel­lo Zane. Il quale scrive, a propos­i­to del 1909, che «…i pio­nieri del volo, i Ble­ri­ot, i Cur­tiss, i Fac­ci­oli, i Cobianchi, real­iz­za­vano nell’immensa pia­nu­ra mon­te­clarense il sog­no di Icaro e del genio di Leonar­do, esaltati dal­la pen­na di D’An­nun­zio e del gio­vane cor­rispon­dente Franz Kaf­ka, i quali, pre­sen­ti alle gare, uni­vano la loro voce a quel­la di altri nomi del­la cul­tura euro­pea per cel­e­brare quelle prime man­i­fes­tazioni del volo. E Calder­ara, che sarà il pri­mo ital­iano a ottenere il brevet­to di pilota sul cam­po di Mon­tichiari, guadag­na­va la Cop­pa del Re volan­do per 60 chilometri».