Anche l'associazione Riccardo Pinter sottoscrive l'appello a favore dell'unica sala cinematografica dell'Alto Garda

«Morandi e Marino, fate qualcosa per salvare il Roma»

27/02/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Anche l’as­so­ci­azione Ric­car­do Pin­ter spez­za unba lan­cia a favore del­la neces­sità di garan­tire al pub­bli­co del­l’Al­to Gar­da una sala cin­e­ma­tiografi­ca. «L’of­fer­ta cul­tur­ale del Bas­so Sar­ca — scrive il pres­i­dente Ric­cadon­na ‑ulti­ma­mente sem­bra des­ti­na­ta ad un impov­er­i­men­to mar­ca­to. Da un lato la ques­tione del teatro non tro­va una soluzione, dal­l’al­tro anche le occa­sioni di arric­chi­men­to cul­tur­ale sem­bra­no des­ti­nate a seg­nare il pas­so. Ci rife­ri­amo a quel­la che viene denom­i­na­ta come «set­ti­ma musa», la cin­e­matografia, dove ci si sta avviano all’azzera­men­to: dal­l’inizio del 2004, l’u­ni­ca sala anco­ra esistente (ormai chiusi il cinema/teatro Peri­ni e il San Mar­co a Riva, il cin­e­ma Nuo­vo ad Arco) nel­l’Al­to Gar­da, il supercin­e­ma Roma, chi­ud­erà i bat­ten­ti, negan­do così di fat­to un dirit­to a cir­ca 30.00 res­i­den­ti, i quali dovran­no d’o­ra in avan­ti recar­si lon­tano, a Rovere­to o Tren­to, per pot­er accedere a una visione cin­e­matografi­ca e vedere una pel­li­co­la. Nat­u­ral­mente questo sarà molto più dif­fi­cile per i gio­vani e gli ado­les­cen­ti, i quali risen­ti­ran­no del­la lim­i­tazione ogget­ti­va dei mezzi e degli spazi, e non potran­no seguire min­i­ma­mente la for­ma di espres­sione artis­ti­ca che meglio di altre è in gra­do di comu­ni­care val­ori, sug­ges­tioni, modi di sen­tire apren­do nuovi sce­nari sul mon­do del­l’at­tual­ità e del dibat­ti­to cul­tur­ale. Per questo agli asses­sori alla Cul­tura del Bas­so Sar­ca mag­gior­mente inter­es­sati, e che sap­pi­amo davvero pre­oc­cu­pati, Moran­di e Mari­no, chiedi­amo ven­ga data una rispos­ta alla doman­da di cui l’as­so­ci­azione si fa inter­prete: quali azioni inten­dono intrapren­dere affinché i concit­ta­di­ni pos­sano godere di uno spazio di aggregazione cul­tur­ale, cin­e­matografi­co-teatrale, final­iz­za­to alla for­mazione di una comu­nità con­sapev­ole e crit­i­ca, capace di inter­a­gire con i sem­pre più com­pli­cati mec­ca­n­is­mi di rap­p­re­sen­tazione? La doman­da sorge spon­tanea, pro­prio il giorno in cui scom­pare una figu­ra mit­i­ca del cin­e­ma ital­iano, come Alber­to Sor­di. L’as­so­ci­azione intende con ques­ta let­tera sot­to­scri­vere l’ap­pel­lo lan­ci­a­to in questi giorni da diver­si sogget­ti, tra cui gli stu­den­ti del liceo e il grup­po di pro­fes­sion­isti (Bon­isol­li, , Odor­izzi et alii), inte­so a scon­giu­rare la chiusura del­l’u­ni­ca sala cin­e­matografi­ca del Bas­so Sar­ca».

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