L’iniziativa di realizzare a Desenzano una moschea ed un centro culturale islamico ha compiuto ieri un importante passo avanti.

Moschea nel cinema

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Di Luca Delpozzo
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L’Islam arriverà sul ? L’iniziativa di real­iz­zare a Desen­zano una moschea ed un cen­tro cul­tur­ale islam­i­co ha com­pi­u­to ieri un impor­tante pas­so avan­ti, anche se non deci­si­vo. Infat­ti, c’è sta­to un sopral­lu­o­go che è servi­to a vision­are l’immobile al cen­tro dell’iniziativa. Si trat­ta, come già abbi­amo antic­i­pa­to una deci­na di giorni fa su queste colonne, del prog­et­to di uti­liz­zare in modo dif­fer­ente l’edificio dell’attuale cin­e­ma teatro Alber­ti, che un tem­po ospi­ta­va la chiesa dell’antico con­ven­to di S. Maria De Senioribus. La chiesa venne chiusa agli inizi dell’Ottocento. Fu trasfor­ma­ta poi in teatro con serie di palchi. L’iniziativa ebbe suc­ces­so tan­to che sul Gar­da la definirono la pic­co­la Scala. Poi a scalzare i fasti del­la belle époque arrivò il cin­e­matografo. Così i palchet­tisti cedet­tero le quote attorno agli anni Cinquan­ta alla famiglia Berga­m­aschi, padre dell’attuale pro­pri­etaria. La sala venne trasfor­ma­ta in cin­e­matografo e seguì le sor­ti dei cin­e­ma di provin­cia, reg­is­tran­do un inevitabile decadi­men­to. Così la pro­pri­etaria si sta muoven­do per trovare soluzioni alter­na­tive, soprat­tut­to eco­nomi­ca­mente più inter­es­san­ti. In quest’ottica si è mossa la comu­nità musul­mana di (cir­ca 250.000 per­sone) infor­ma­ta dell’esistenza del­la grande strut­tura e delle inten­zioni del­la pro­pri­etaria. Ieri il pres­i­dente dell’Istituto cul­tur­ale islam­i­co di viale Ien­ner, l’architetto Abdel Hamid Shari, è venu­to a Desen­zano per vedere le carat­ter­is­tiche del cin­e­ma Alber­ti. «Il luo­go — dice — appare adat­to a sod­dis­fare le nos­tre esi­gen­ze. In par­ti­co­lare, le dimen­sioni del cin­e­ma, soprat­tut­to l’altezza del salone, sem­bra­no adeguate a ricavarvi un cen­tro cul­tur­ale musul­mano, ma ci potrebbe stare anche la moschea. La zona tur­is­ti­ca è adat­ta anche a orga­niz­zare incon­tri e con­veg­ni. Per di più l’immobile che è anti­co, tornerebbe all’originaria des­ti­nazione, cioè ad essere chiesa. Noi siamo inter­es­sati all’acquisto per­ché l’intendimento è quel­lo di radi­car­ci. La pro­pri­etaria ha altre pro­poste e le sta val­u­tan­do; sem­bra ori­en­ta­ta a dare in affit­to, anche per un peri­o­do lun­go, il cin­e­ma. Vedremo.» Dunque le trat­ta­tive sono avvi­ate. Res­ta da vedere quale inter­esse potrebbe avere il Comune in ques­ta «par­ti­ta». Desen­zano, infat­ti, dispone solo dell’auditorium Celesti, rica­va­to in un’ex chiesa, men­tre res­ta un’idea quel­la di ristrut­turare il castel­lo rica­van­dovi una sala da 800 posti. L’auditorium è una strut­tura di pic­cole dimen­sioni. L’Amministrazione potrebbe dunque dare alla cit­tà un vero teatro, affit­tan­do l’Alberti. I con­tat­ti con la pro­pri­età non sono mai appro­dati a nul­la. Ci sarà un ripensamento?

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