Provincia chiamata in causa mentre continua ad allargarsi il fronte del no, ma il presidente attende i documenti ufficiali

Mosele sul caso Affi-Pai:«Solo parole, e i piani?»

19/10/2007 in Attualità
A Affi
Di Luca Delpozzo
Paolo Mozzo

Pri­ma il prog­et­to. Trac­ciati, opere, cifre. «Solo allo­ra avrà sen­so esprimere una posizione», scan­disce Elio Mose­le, pres­i­dente del­la Provin­cia. Di Affi-Pai si par­la «tan­to, forse trop­po». «Ma l’ente sovra­co­mu­nale può inter­venire solo di fronte a dati defin­i­ti, che i tec­ni­ci pos­sano vagliare, sot­to il pro­fi­lo fun­zionale e ambi­en­tale. In assen­za di ciò non è utile né serio lan­cia­r­si in prese di posizione». Ma sui Palazzi scaligeri fioc­cano richi­este di disce­sa in cam­po. L’ultima da parte di Ser­gio Ruzzenente e Vin­cen­zo D’Arienzo: «Si chie­da subito a Venezia di fer­mare l’iter del prog­et­to, ci si dica con­trari all’inserimento del­la super­stra­da nel prossi­mo piano d’area del Gar­da e alla pos­si­bil­ità portare l’Affi-Pai nel­la Legge obi­et­ti­vo». Manovra, quest’ultima, che sposterebbe la par­ti­ta in sede min­is­te­ri­ale, tarpan­do ogni «chance» di con­trasto locale.L’alternativa alla nuo­va super­stra­da («A paga­men­to, come ormai tut­to potrebbe diventare nel com­pren­so­rio del lago», rimar­ca D’Arienzo), è lega­ta, sec­on­do gli espo­nen­ti del Pd, alla riqual­i­fi­cazione dei col­lega­men­ti tra le arterie region­ali già esisten­ti e alla soluzione dei nodi viari di Sega di Cavaion e Albarè di Coster­mano. «C’è invece, a fronte del­la lev­a­ta di scu­di delle comu­nità e ammin­is­trazioni locali, un silen­zio assor­dante da parte del­la Provin­cia, l’ente che dovrebbe per pri­mo farsene cari­co», accusa Ser­gio Ruzzenente.Di fat­to, la trincea del «no» si estende ormai lun­go tut­to il fronte politi­co. «Ci sono respon­s­abil­ità pre­cise da parte del cen­tode­stra», è la frec­cia­ta degli espo­nen­ti del Pd. «Al momen­to del­la votazione del­la famiger­a­ta delib­era a Venezia, si reg­is­tra­vano con­sen­si che ora non ci sono più. Ben vengano i cam­bi­a­men­ti di opinione…».Resta sul tavo­lo la richi­es­ta alla pres­i­den­za del­la Provin­cia di «non inserire la Affi-Pai nel piano di coor­di­na­men­to ter­ri­to­ri­ale» e di con­vo­care «un’urgentissima con­feren­za dei servizi per­ma­nente in cui indi­vid­uare, in accor­do con i Comu­ni e i cit­ta­di­ni, le soluzioni alter­na­tive e di impeg­no nei con­fron­ti dei vari liv­el­li isti­tuzion­ali». D’Arienzo e Ruzzenente insistono anche per un Con­siglio stra­or­di­nario «in uno dei Comu­ni garde­sani inter­es­sati». Fac­cia a fac­cia, insom­ma, tra ammin­is­trazioni e comu­nità locali.Elio Mose­le, di fronte al fuo­co di fila («So che, in qual­ità di con­sigliere, sarò chiam­a­to a esprimer­mi sulle mozioni che saran­no pre­sen­tate») non si scom­pone: «L’istituzione sovra­co­mu­nale deve val­utare i dati ogget­tivi: e quan­do questi saran­no chiari così si farà». Nel frat­tem­po i sin­daci si schier­a­no, pres­soché com­pat­ti, con il movi­men­to «anti Affi-Pai». «Li ascolterò, è evi­dente, per­ché così dev’essere, loro sono la voce del ter­ri­to­rio», promette il pres­i­dente del­la Provin­cia, «ma pri­ma tut­ti dob­bi­amo sapere di cosa si stia par­lan­do. Da un lato non capis­co i no pre­con­cetti, i comi­tati che nascono ogni­qual­vol­ta si pro­pon­ga un’opera pub­bli­ca. Dall’altro, ho ben chiara la neces­sità di val­utare l’impatto che ques­ta potrebbe avere sulle comu­nità, sul ter­ri­to­rio. Ma, ripeto, con i prog­et­ti in mano e un quadro da sot­to­porre ai tec­ni­ci e alla val­u­tazione di impat­to ambientale».Su un pun­to i con­tes­ta­tori del­la nuo­va super­stra­da a paga­men­to ed Elio Mose­le sem­bra­no vici­ni. I pri­mi con­tes­tano lo svilup­po «quan­ti­ta­ti­vo» del com­pren­so­rio garde­sano, in stile Riv­iera romag­no­la, che il nuo­vo nas­tro d’asfalto porterebbe con sé. Il pres­i­dente esplici­ta il medes­i­mo dub­bio: «Bas­ta costruzioni sul lago, stop ad altre attrazioni di traf­fi­co: si rischia di vedere implodere l’intero sis­tema, di arrivare oltre a quel­lo che, già oggi, è per me, il liv­el­lo di sat­u­razione. Il tur­is­mo è una ric­chez­za ma, a questo pun­to, serve puntare sul­la qual­ità». Tan­topiù che, con­fes­sa a mal­in­cuore, «ora come ora la Regione ci appare lon­tana, trop­po, dal ter­ri­to­rio». Sul­la Affi-Pai, dunque, «niente parole in lib­ertà» finché non si «dis­cuterà sui documenti».D’Arienzo pun­go­la: «La Provin­cia scen­da in cam­po, dimostri di esistere e di con­tare». A giorni i prog­et­ti sul­la Affi-Pai saran­no meno oscuri. Il pres­i­dente Elio Mose­le attende le carte, comi­tati e par­ti­ti si muovono. Venezia pro­cede, in silenzio.