I materiali di scavo del tunnel in Gardesana sono diventati nuova sponda. Tutto ok?

Mucchio selvaggio sul lungolago: un esposto alle Procure

13/01/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Gli «Ami­ci del­la Ter­ra del­l’Al­to Gar­da e Ledro», nei giorni scor­si, han­no pre­sen­ta­to alla Mag­i­s­tratu­ra, pre­cisa­mente il Procu­ra­tore del­la Repub­bli­ca del Tri­bunale di Rovere­to e il Procu­ra­tore del­la Repub­bli­ca del Tri­bunale di Bres­cia (ognuno per quan­to riguar­da il ter­ri­to­rio di sua com­pe­ten­za: Provin­cia di Tren­to e Provin­cia di Bres­cia), un espos­to-denun­cia riguardante l’u­ti­liz­zo del mate­ri­ale di sca­vo del­la nuo­va gal­le­ria Riva-Limone inau­gu­ra­ta l’8 luglio 2001 dal Pres­i­dente del­la Repub­bli­ca, Ciampi.Lungo ed arti­co­la­to l’e­s­poso degli ambi­en­tal­isti. Rias­sumen­done i motivi prin­ci­pali di per­p­lessità inoltrati alla Mag­i­s­tratu­ra, al fine di riscon­trare pos­si­bili vio­lazioni di legge, sono quat­tro le ques­tione «calde».Primo. Pre­sunte irre­go­lar­ità nel­l’iter autor­iz­za­ti­vo allo scari­co a lago del mate­ri­ale, per esem­pio a Limone una sem­plice autor­iz­zazione del sin­da­co di Limone, a Riva una autor­iz­zazione del­la Con­feren­za dei servizi basa­ta su un prog­et­to provvi­so­rio, l’as­so­lu­ta man­can­za di tale opera in tut­ti piani urban­is­ti­ci vigen­ti, com­pre­so il Piano rego­la­tore in itinere in via di approvazione, la man­can­za di qual­si­asi dibat­ti­to nelle sedi politiche appro­pri­ate, Com­mis­sione urban­is­ti­ca e Con­siglio comu­nale di Riva.Secondo. Il sospet­to che il mate­ri­ale di sca­vo sia sta­to inquina­to da car­bu­rante, esplo­si­vo eccetera, sospet­to non fuga­to dalle anal­isi, appar­ente­mente tran­quil­liz­zan­ti, ese­gui­te dal­l’Ap­pa (Agen­zia provin­ciale per l’am­bi­ente) anche per­ché tali anal­isi sem­bra­no ese­gui­te dopo l’aper­tu­ra del­la gal­le­ria (relazione data­ta 25 luglio 2001) e non pri­ma, come sarebbe sta­to più logico.Terzo. Il sospet­to che il prog­et­to di riu­ti­liz­zo del mate­ri­ale di sca­vo come «dife­sa spon­dale» nascon­da il propos­i­to di un sem­plice allarga­men­to del lun­go­la­go D’An­nun­zio, cosa vieta­ta dalle norme vigen­ti, in par­ti­co­lare le Norme di attuazione del Piano urban­is­ti­co provin­ciale del­la Pat, trat­tan­dosi di zona «a ris­chio geologico»;Quarto. Il sospet­to che il man­u­fat­to in ogget­to, cioè il nuo­vo lun­go­la­go D’An­nun­zio, non sia del tut­to sicuro e sta­bile, vis­to che nel prog­et­to non sono pre­viste opere di con­sol­i­da­men­to del­la mas­sa di sca­vo e che la zona è nota pro­prio per la sua insta­bil­ità geologica.