Ordinanza comunale: chi sgarra paga 300 mila lire. Una ditta privata controllerà tutte le siepi lungo le recinzioni

Multe salate ai proprietari se i rami invadono la strada

31/05/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Pre­viste multe salate per chi non taglia siepi o rami che si pro­ten­dono oltre il ciglio delle strade comu­nali nascon­den­do la seg­nalet­i­ca o com­pro­met­ten­do comunque la leg­gi­bil­ità dal­la dis­tan­za e dal­la ango­lazione pre­scritte per legge o per rego­la­men­to. L’amministrazione comu­nale ha già appal­ta­to a una dit­ta pri­va­ta, come fat­to negli anni scor­si, l’intervento nei casi in cui pro­pri­etari e fit­tavoli non abbiano provve­du­to per tem­po a fare quan­to dis­pos­to dall’ordinanza del respon­s­abile dell’ufficio lavori pub­bli­ci e manuten­zione del pat­ri­mo­nio. Cit­ta­di­ni atten­ti: oltre a pagare le spese dell’intervento, gli inadem­pianti dovran­no pagare una mul­ta di 300 mila lire. A sta­bilir­lo è lo stes­so codice del­la stra­da, in quan­to prevede che nei cen­tri abi­tati e al di fuori di essi in pre­sen­za di curve o inter­sezioni a raso per una dis­tan­za di 20 metri dalle stesse, siepi di qual­si­asi genere e reti metal­liche non pos­sono super­are l’altezza di un metro. Impianti che lat­eral­mente alle strade, al di fuori dei cen­tri abi­tati — siano siepi, reti metal­liche, fili spinati o mate­ri­ale sim­i­lare — devono essere col­lo­cati a un metro dal con­fine stradale se sono alti meno di un metro e a tre metri dal con­fine se super­a­no il metro di altez­za. L’ordinanza vieta anche la mes­sa a dimo­ra di alberi a una dis­tan­za infe­ri­ore di sei metri dal con­fine stradale, come l’apertura di canali fos­si o qual­si­asi escav­azione nei ter­reni entro i tre metri dal­la stra­da comu­nale. L’obiettivo che si pro­pone l’amministrazione comu­nale non è solo di offrire una mag­giore sicurez­za a quan­ti usano e fre­quen­tano le strade meno traf­fi­cate, ma anche di pre­sentare un’immagine cura­ta dei luoghi che oltre di abbel­li­men­to sia di orgoglio per tut­ti i cittadini.