Da tre mesi un’ordinanza vieta il naturismo al Parco della Rocca. Dal 2006 cartelli in tre lingue. Una ventina i verbali, tra denunce penali e sanzioni amministrative

Multe salate, meno nudisti

21/09/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Elena Cerqui

Sono ormai trascor­si tre mesi da quan­do è entra­ta in vig­ore l’ordinanza dell’amministrazione comu­nale di Maner­ba che vieta la prat­i­ca del natur­is­mo all’interno del Par­co del­la Roc­ca e del Sas­so. E non sono man­cati i trasgres­sori, puni­ti con ammende da 516 euro o addirit­tura con una denun­cia penale per atti osceni in luo­go pub­bli­co. Per evitare pro­prio questi ulti­mi casi, e non tan­to per una for­ma di razz­is­mo ver­so i nud­isti, è sta­ta volu­ta l’ordinanza che, se da un lato ha fat­to nascere in paese qualche sor­riso per l’argomento, dall’altro ha anche cre­ato polemiche. Come quel­la soll­e­va­ta dal­la sezione laziale dell’Unione natur­isti ital­iani, che han­no invi­ta­to i par­ti­can­ti nud­isti, ed in sen­so lato tut­ti i tur­isti, «a non fre­quentare le spi­agge di Maner­ba ma le oltre 1400 strut­ture natur­iste sparse per l’Europa». Ma dai ver­bali degli agen­ti del­la dell’Unione dei Comu­ni del­la Valte­n­e­si, che pat­tugli­a­vano la zona sovente anche in borgh­ese, noti­amo che i nud­isti non sono man­cati. «Abbi­amo effet­tua­to una venti­na di ver­bali — ha dichiara­to il coman­dante Rossi del­la Polizia locale dell’Unione dei Comu­ni del­la Valte­n­e­si — da quan­do è in vig­ore l’ordinanza. Si trat­ta di 6/7 denunce penali per atti osceni in luo­go pub­bli­co, men­tre le restanti sono state sanzioni pecu­niarie per nud­is­mo; tutte riscon­trate a cit­ta­di­ni ital­iani. Gra­zie alla vig­i­lan­za abbi­amo riscon­tra­to una dimin­uzione di atti di esi­bizion­is­mo ses­suale e che offend­e­vano il comune sen­so del pudore, che sta­vano aumen­tan­do nel­la zona del Par­co». Per anni la zona imper­via sot­tostante il Sas­so è sta­ta meta di fre­quen­tazioni di natur­isti. Finchè la prat­i­ca è rimas­ta cir­co­scrit­ta alla zona del­la spi­ag­gia, il Comune ha toller­a­to i nud­isti. Il prob­le­ma è sor­to nei mesi scor­si quan­do sono giunte in munici­pio numerose seg­nalazioni da parte di cit­ta­di­ni che, durante passeg­giate tra i sen­tieri nel­la parte supe­ri­ore del par­co, si sono imbat­tuti in atti di esi­bizion­is­mo ses­suale e di pros­ti­tuzione, maschile e fem­minile. L’amministrazione comu­nale ha così emana­to l’ordinanza del 22 giug­no scor­so per tute­lare tut­ti gli uten­ti del par­co, ad inter­esse sovra­co­mu­nale con impor­tan­ti reper­ti che van­no dal neoliti­co al peri­o­do medio­e­vale, divenu­to meta di di escur­sioni orga­niz­zate da scuole o famiglie, grup­pi inter­es­sati all’archeologia ed alla botan­i­ca, per cer­care di arginare il tur­is­mo ses­suale. Una pic­co­la dimen­ti­can­za, però, è sta­ta fat­ta notare in questi giorni. I cartel­li che seg­nalano il divi­eto di nud­is­mo sono scrit­ti nel­la sola lin­gua ital­iana, che potrebbe non essere com­pren­si­bile ai numerosi tur­isti stranieri che vis­i­tano il ter­ri­to­rio garde­sano. «Non abbi­amo uti­liz­za­to un’altra lin­gua straniera — spie­ga Mariel­la Speziani, sin­da­co del Comune garde­sano — per­ché rite­ni­amo che i tedeschi che fre­quen­tano l’Italia siano a conoscen­za del­la nos­tra lin­gua, o almeno infor­mati sulle ordi­nanze in vig­ore. Ma, dal momen­to che siamo con­sapevoli che le nos­tre spi­agge sono fre­quen­tate per gran parte da stranieri, dal­la prossi­ma sta­gione met­ter­e­mo la traduzione anche in inglese e tedesco». Del­la stes­sa idea sono anche le forze dell’ordine che han­no con­trol­la­to che l’ordinanza venisse rispet­ta­ta. «Durante il nos­tro pat­tuglia­men­to — rac­con­ta il coman­dante Rossi — abbi­amo nota­to che il 99% delle per­sone che fre­quen­tano la zona del­la Roc­ca sono ital­iani. Nes­sun tedesco è mai venu­to a chieder­ci delu­ci­dazioni in mer­i­to all’ordinanza scrit­ta in italiano».

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