Danneggiato dal terremoto del 2004, l’edificio è stato risanato in un anno di lavoro. Oggi l’«inaugurazione» del palazzo restaurato

Municipio, si taglia il nastro

08/09/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Oggi, a Salò, si fes­teggerà il restau­ro del Palaz­zo comu­nale, grave­mente dan­neg­gia­to dal ter­re­mo­to del 24 novem­bre 2004, e recu­per­a­to in un anno (dal giug­no 2005 allo scor­so giugno).Il pro­gram­ma del­la gior­na­ta, dif­fu­so con l’in­vio di un opus­co­lo in tutte le famiglie, è den­so di appun­ta­men­ti. Si com­in­cerà con un con­veg­no nel­la Sala dei Provved­i­tori. Alle 10 il salu­to del sin­da­co , quin­di le relazioni degli esper­ti. Mon­i­ca Ibsen par­lerà dei cinque sec­oli di sto­ria del Palaz­zo, derivante dal­l’u­nione di due edi­fi­ci costru­iti in epoche diverse (nel 1386 il lato ovest, nel 1524 quel­lo a est, ver­so piaz­za del­la Vit­to­ria, conosci­u­ta per l’im­bar­cadero), su prog­et­to del­l’ar­chitet­to Sanso­vi­no, il cui vero nome era Jacopo Tat­ti. Gian Pao­lo Trec­ca­ni, pro­fes­sore all’ di Bres­cia, Facoltà di ingeg­ne­r­ia, si sof­fer­merà sui tim­o­ri di nuove scosse, su pre­ven­zione e riparazioni. Pier­car­lo Belot­ti, inseg­nante all’Is­ti­tu­to tec­ni­co Bat­tisti, riv­ivrà i ter­re­moti del 1901 e del 2004. Poi sarà inau­gu­ra­ta la mostra fotografi­ca che lo stes­so Belot­ti e Clau­dia Dal­boni han­no cura­to, con immag­i­ni del­l’archiv­io di Pierange­lo Del Man­ci­no e del munici­pio. Ver­rà proi­et­ta­to anche un video, prepara­to dagli stu­den­ti del Bat­tisti. Nel pomerig­gio, alle 16, sem­pre nel­la Sala dei Provved­i­tori, con­cer­to ded­i­ca­to alle con­trade. Musiche del mae­stro Ange­lo Tono­li, testi di Gian­fran­co Lig­asac­chi e Giuseppe Scarazzini.Successivamente (ore 17) la fes­ta si sposterà all’ester­no, con l’in­stal­lazione sul lun­go­la­go del bron­zo che ritrae Gas­paro Bertolot­ti, con­sid­er­a­to l’in­ven­tore del vio­li­no. Alle 17.45, in piaz­za Vit­to­ria, con­cer­to del­la ban­da cit­tad­i­na. Alle 18.30 la cer­i­mo­nia di inau­gu­razione del Palaz­zo. Un rap­p­re­sen­tante dei , uno del­la e un vig­ile del­la alz­er­an­no la bandiera. Un aereo Cess­na 170 effettuerà un volo sul gol­fo, lan­cian­do corian­doli. Tre para­cadutisti si lancer­an­no nel lago, con i fumo­geni tri­col­ori ai pie­di, col­oran­do il cielo. Poi i dis­cor­si del sin­da­co e delle autorità, la benedi­zione del­l’ar­ciprete, mon­sign­or Francesco Andreis, e la posa del­la perga­me­na: ver­rà sig­illa­ta in una teca di mate­ri­ale plas­ti­co, e mura­ta nel pavi­men­to, «a perenne memo­ria del­la volon­tà di non rin­un­cia­re a questo stori­co edi­fi­cio». Cer­i­moniere: Flavio Casali.Parteciperanno all’inaugurazione il min­istro del­la Gius­tizia Clemente Mas­tel­la, la vice pres­i­dente del­la Viviana Becca­los­si, il Com­mis­sario stra­or­di­nario del Gov­er­no Mas­si­mo Busce­mi, il pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li, il prefet­to del­la Provin­cia di Bres­cia Francesco Pao­lo Tron­ca e tut­ti i sin­daci del Gar­da e del­la Valle Sabbia.Alle 20 il buf­fet, sot­to il por­ti­ca­to del munici­pio. Alle 22 chiusura con lo spet­ta­co­lo pirotec­ni­co, che richia­ma ogni anno migli­a­ia di spet­ta­tori. I fuochi saran­no scan­di­ti da cele­bri brani: l’inno d’Italia (in aper­tu­ra), poi musiche di , Ennio Mor­ri­cone, Andrea Bocel­li, Zuc­chero, eccetera. Per non rimanere invis­chiati nel traf­fi­co del cen­tro stori­co, molti si fer­mano sulle strade per­iferiche (la Tormi­ni-Cunet­tone, la costiera ver­so Portese) o sal­go­no in col­li­na (a San Bar­tolomeo, San Michele, Vil­la, Cisano). La con­for­mazione del gol­fo di Salò è tale da con­sen­tire di assis­tere allo spet­ta­co­lo come in uno stadio.Il prog­et­to di restau­ro del Palaz­zo è sta­to fir­ma­to dal­l’ar­chitet­to Anna Gat­ti, respon­s­abile del­l’Uf­fi­cio tec­ni­co e dell’Urbanistica, e dal geome­tra Ange­lo Del Miglio, con la col­lab­o­razione di Pao­lo Beschi, del­lo stu­dio Techne di Bres­cia e del­l’ingeg­nere Gian­ni Zilet­ti. Il risul­ta­to ottenu­to è stra­or­di­nario. Chi approf­itterà dell’inaugurazione per una visi­ta se ne ren­derà con­to. L’intervento è costa­to tre mil­ioni e 600 mila euro, di cui due mil­ioni e 300 mila ero­gati dal­la Regione Lom­bar­dia come con­trib­u­to a fon­do per­du­to. Il resto, un mil­ione e 300 mila, è giun­to dal­la Reale Assi­cu­razione. Mer­i­to del diret­tore gen­erale, Giuseppe Iovene, che alcu­ni anni fa mod­i­ficò le polizze, chieden­do alle com­pag­nie di intro­durre il ris­chio terremoto.All’interno del pregev­ole fab­bri­ca­to sono rien­trati gli uffi­ci di Demanio, Ragione­r­ia, Trib­u­ti, Econo­ma­to, , Pub­bli­ca istruzione, cul­tura e sport, ospi­tati per un anno e mez­zo nel­la palazz­i­na del­la Tele­com e al Bat­tisti. Nei prossi­mi giorni l’Ana­grafe, rimas­ta nel­l’au­di­to­ri­um del­l’is­ti­tu­to tec­ni­co, si trasferirà in via Fan­toni, nel­l’ex liceo, a con­tat­to di gomi­to con gli . I vig­ili urbani andran­no invece al sec­on­do piano.La scelta dell’8 set­tem­bre non è dovu­ta alla cel­e­brazione del­la data del­l’armistizio durante la sec­on­da guer­ra mon­di­ale (quel­la sera del 1943 il mares­cial­lo Badoglio, capo del gov­er­no, comu­nicò che il gen­erale amer­i­cano Eisen­how­er, coman­dante delle forze alleate, ave­va accetta­to la richi­es­ta di armistizio), ma a un altro avven­i­men­to antecedente. L’8 set­tem­bre 1906 venne infat­ti inau­gu­ra­to il nuo­vo Palaz­zo comu­nale di Salò, ricostru­ito dopo il ter­re­mo­to del 1901. A dis­tan­za di cen­to anni la cer­i­mo­nia si ripete.