Varo previsto in primavera nell’ex portinera di Maina Inferiore. Dalle foto agli attrezzi, un percorso culturale in cartiera

Museo della carta, cantiere aperto

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«In pri­mav­era inau­gur­ere­mo il — annun­cia il sin­da­co di Toscolano Mader­no, Pao­lo Ele­na, ai lavo­ra­tori anziani del­la cartiera, riu­ni­ti per la fes­ta del tessera­men­to -. Abbi­amo effet­tua­to la gara di appal­to, e la dit­ta vincitrice si sta attrez­zan­do per i lavori, che inizier­an­no preved­i­bil­mente dopo le feste natal­izie. Tem­po per­me­t­ten­do, l’ese­cuzione dovrà essere effet­tua­ta in tre mesi. «Ci auguri­amo che quel­lo nel­l’ex portine­r­ia di Maina Infe­ri­ore sia il pri­mo di una serie di inter­ven­ti nel­la valle, dopo l’ac­cor­do siglato in agos­to con la Provin­cia e la Comu­nità mon­tana par­co Alto Gar­da». Bisogn­erà inoltre con­sol­i­dare, met­tere in sicurez­za i per­cor­si esisten­ti e creare nuovi trac­ciati, miglio­ran­do il sis­tema via­bilis­ti­co di acces­so e di col­lega­men­to inter­no, nel rispet­to del quadro ambi­en­tale e nat­u­ral­is­ti­co. Gian­gia­co­mo Spag­no­li, il coor­di­na­tore del­l’­op­er­azione, ha ricorda­to che, effet­tua­ta la ristrut­turazione, l’ed­i­fi­cio accoglierà quat­tro sale. «La pri­ma ver­rà chia­ma­ta: stan­za del­la memo­ria. Accoglierà ricerche, tesi di lau­rea (in architet­tura, sto­ria, geolo­gia, ecc.), video­cas­sette, doc­u­men­tari, una carti­na del­l’im­pero aus­troun­gari­co. Nel 1862 le cartiere del­la valle occu­pa­vano duemi­la addet­ti. Molti giungevano da varie local­ità del­la zona. «La sec­on­da sarà la sala del ricor­do, con un centi­naio di fotografie scat­tate agli inizi del sec­o­lo. Sis­te­mer­e­mo anche un argano di leg­no, uti­liz­za­to per cinque­cen­to anni dai frati Domeni­cani. Curiosa, poi, la sto­ria dei rimorchi­a­tori, che ser­vivano per gli sposta­men­ti sul lago. «L’ul­ti­mo, costru­ito nel 1920 nei cantieri di Mon­fal­cone, fu trasporta­to a pezzi fino a Peschiera, e lì mon­ta­to. Dove­va trasportare numerose chi­at­te, ma le cor­ren­ti con­sen­tirono di aggan­cia­rne (al mas­si­mo) tre. Altri­men­ti c’era il ris­chio che si stac­cassero. Quel rimorchi­a­tore fu poi trasfor­ma­to in una specie di yacht, dota­to di quat­tro cab­ine di lus­so e uti­liz­za­to per le crociere». Spag­no­li aggiunge che «la terza stan­za ver­rà ded­i­ca­ta alle fil­igrane. Ci sarà uno stac­cio del 1740, con la sigla V.F., cioè Verone­si Francesco, l’u­ni­co impren­di­tore che non si era sis­tem­ato nel­la valle. La sua attiv­ità, infat­ti, si svol­ge­va in piaz­za a Mader­no, nel­l’ed­i­fi­cio ora diven­ta­to hotel Gol­fo. «Nelle bacheche esporre­mo la car­ta­mon­e­ta stam­pa­ta nel peri­o­do del­la Rsi, la Repub­bli­ca sociale di Ben­i­to Mus­soli­ni. In un ango­lo, cinque rul­li bal­leri­ni in bron­zo. Da ulti­mo, il locale del­la fab­bri­cazione, con cinque ripro­duzioni: dal­la cer­ni­ta degli strac­ci alla essi­cazione. Non mancherà un raf­fron­to con la lavo­razione attuale. Nel gia­rdi­no ester­no col­locher­e­mo gli attrezzi pesan­ti. Aut­en­ti­ca chic­ca: una calan­dra alta due metri e larga 80 cen­timetri. E’ da tre anni che sti­amo recu­peran­do mate­ri­ale nelle can­tine o sui solai. Molti reper­ti sono sta­ti but­tati via”. Anche per­chè le nuove tec­nolo­gie man­da­vano in pen­sione le vec­chie. Il pres­i­dente Gior­gio Bom­bardieri ha ricorda­to l’at­tiv­ità svol­ta dal Grup­po lavo­ra­tori anziani: il con le cartiere di Chi­ampo e Sarego, apparte­nen­ti alla famiglia vicenti­na Marchi; il pre­mio del 1 mag­gio, tra gli stu­den­ti delle scuole medie; le in fab­bri­ca (“siamo sta­ti chia­mati a fare da docen­ti ai ragazzi”). Bom­bardieri ha con­clu­so affer­man­do che l’an­no prossime le inizia­tive saran­no sostanzial­mente le stesse, anche se sta­vol­ta toc­cherà a quel­li di Chi­ampo e Sarego sbar­care sul lago. Il sin­da­co Ele­na ha ram­men­ta­to che al Grup­po ver­rà affi­da­ta la ges­tione del Museo del­la car­ta («sti­amo dis­cu­ten­do la convenzione»).