Nel 2001 più di ventimila visitatori. Nuove iniziative per incrementare ancora le presenze. Concorso tesi di laurea: vince la valtriumplina Barbara Scala

Museo di Riva, un anno da sogno

09/01/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Il civi­co come ful­cro attorno al quale ruotano tutte le inizia­tive cul­tur­ali. Un’immagine che non vuole avere nul­la in comune con stanze umide e reper­ti ammuf­fi­ti, ammi­rati solo da poche per­sone, ma che vuole sem­pre più con­fig­u­rar­si con un pun­to di attrazione per tut­ti: res­i­den­ti, tur­isti e soprat­tut­to gio­vani. Con l’intero edi­fi­cio ristrut­tura­to, il museo civi­co di Riva del Gar­da pun­ta più in alto, aven­do a dis­po­sizione l’in­tero edi­fi­cio ristrut­tura­to. Nel 2001 il museo trenti­no è sta­to vis­i­ta­to da 20.000 per­sone, alle quali van­no aggiun­ti poco meno di 5.000 stu­den­ti che han­no usufruito delle inizia­tive didat­tiche dell’ente: «È un numero che inten­di­amo incre­mentare — annun­cia il vice diret­tore del museo, — attra­ver­so una serie di inizia­tive che si aggiunger­an­no ai per­cor­si per­ma­nen­ti». Il museo di Riva eserci­ta un notev­ole fas­ci­no sull’alto lago, non sola­mente sul­la spon­da trenti­na, ma si quel­la vene­ta e bres­ciana. Anche dal­la nos­tra provin­cia, infat­ti, sono sem­pre più numerose le scuole di casa nos­tra che lo vis­i­tano. Se il 2001 è sta­to ric­co di appun­ta­men­ti, il 2002 non sarò da meno: la mostra «Erbe del Gar­da, spezie del mon­do» in col­lab­o­razione con il Villi­no Campi e il museo tri­denti­no di scien­ze nat­u­rali; «Raf­fig­u­razione del ter­ri­to­rio dal 1300 al 1800», una rasseg­na di pit­tura in col­lab­o­razione con la civi­ca. Entram­bi gli appun­ta­men­ti sono pro­gram­mati da mar­zo a otto­bre. Da luglio, invece, sarà aper­ta al sec­on­do piano la sezione per­ma­nente ded­i­ca­ta alla Preis­to­ria, all’Epoca romana, al Medio­e­vo, men­tre nel sot­totet­to ver­rà ospi­ta­to il per­cor­so espos­i­ti­vo «Tra sto­ria e ambi­ente» per doc­u­mentare le mod­i­fiche urban­is­tiche del­la cit­tà dal­la sec­on­da metà dell’800 alla Grande Guer­ra. Ma c’è un’altra mostra, «Ali del Gar­da», che ha per tema gli uccel­li acquati­ci del lago: «Il nos­tro museo non è riv­olto solo alla cit­tà, ma all’Alto Gar­da e alle asso­ci­azioni cul­tur­ali — spie­ga il vice diret­tore Pel­le­gri­ni- come gli Ami­ci del­l’arte, il , il grup­po mico­logi­co don Por­ta e l’as­so­ci­azione Ric­car­do Pin­ter». Lo scor­so anno (ma l’iniziativa ver­rà ripro­pos­ta) con solo 4.000 lire (il cos­to dell’ingresso al museo) si pote­va salire sul­la torre Aponale, ammi­ran­do uno stra­or­di­nario pae­sag­gio che si estende dal lago (a sud) fino a Cas­tel Drena (dal­la parte oppos­ta) e sul mas­tio del­la Roc­ca. Inutile seg­nalare il grande inter­esse riscos­so, soprat­tut­to da parte dei tur­isti. Tra le realtà cul­tur­ali altog­a­rde­sane che appog­giano il lavoro del museo c’è l’associazione “Ric­car­do Pin­ter”, gui­da­ta da Graziano Ric­cadon­na. Gli obbi­et­tivi: val­oriz­zare la cul­tura locale e sostenere gli stu­den­ti nelle ricerche, evi­den­zian­do l’ar­go­men­to di indagine più che la res­i­den­za. Ad esem­pio, la pri­ma edi­zione di un pre­mio per tesi di lau­rea con sogget­to altog­a­rde­sano è anda­ta a una neo­lau­re­a­ta di Gar­done Val Trompia: Bar­bara Scala. «Nel 2002 — spie­ga Ric­cadon­na — altre attiv­ità cul­tur­ali si accoster­an­no ai con­cor­si per neo­lau­re­ati (a caden­za bien­nale), per stu­den­ti medi infe­ri­ori e supe­ri­ori (annuale) e bam­bi­ni delle ele­men­tari (annuale) che già teni­amo e coin­vol­go­no anche gio­vani bres­ciani. Sti­amo chieden­do l’apertura ai pedoni del­la vec­chia stra­da per il Ponale e sul­lo stes­so argo­men­to alle­stire­mo una mostra. C’è poi una com­p­lessa idea sul recu­pero di alcu­ni for­ti aus­troun­gari­ci, in sin­er­gia tra diver­si enti, tra cui la Provin­cia, Musei di Riva e di Rovereto».

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