Dal manoscritto del Duce al berretto del generale Papa

Museo di Salò

01/02/2005 in Cultura
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Di Luca Delpozzo

Cimeli che fan­no gola agli appas­sion­ati di sto­ria, ai collezion­isti di armi e ai nos­tal­gi­ci del Ven­ten­nio e del­la Rsi. Tra il mate­ri­ale recu­per­a­to dalle Fiamme gialle di Salò anche elmet­ti rari, come quel­lo delle Ss in servizio agli aero­por­ti tedeschi o la medaglia resti­tui­ta allo Sta­to dall’eroe del­la Pri­ma guer­ra che si sen­ti­va offe­so e che ha prefer­i­to ricon­seg­nare quell’encomio guadag­na­to sul cam­po. Tra i 1.666 ogget­ti in «mostra» alla caser­ma Leones­sa anche un berret­to del gen­erale Achille Papa e un mano­scrit­to con la fir­ma di Ben­i­to Mus­soli­ni. Il Duce, nelle poche righe scritte a mano, non par­la di polit­i­ca, ma del Man­zoni e di un pit­tore fer­rarese. Si legge: «due spir­i­ti pro­fon­da­mente reli­giosi; due spir­i­ti squisi­ta­mente ital­iani, mal­gra­do la diver­sità e il loro tem­pera­men­to artis­ti­co: arden­te­mente liri­co quel­lo del pit­tore fer­rarese, sol­i­da­mente reli­gioso quel­lo del grande lom­bar­do.…». Tra le armi vec­chie pis­tole, baionette, fib­bie, spade, cimeli del­la Pri­ma grande guer­ra e del sec­on­do con­flit­to. Mate­ri­ale di notev­ole val­ore storico.

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