La collezione lasciata dall’artista rischia di venire smantellata

Museo Sciltian a Villa Alba una soluzione «onorevole»

10/01/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Attilio Mazza

Il Museo Scilt­ian, inau­gu­ra­to nel­l’au­tun­no 1989 nel­la Vil­la Mirabel­la del Vit­to­ri­ale, sarà prob­a­bil­mente sman­tel­la­to in modo defin­i­ti­vo. Questo sem­bra essere il prog­et­to del­la pres­i­dente del­la Fon­dazione gar­donese Anna­maria Andreoli. Dopo essere rimas­to chiu­so per anni, con la con­seguen­za che le opere sono state inac­ces­si­bili al pub­bli­co, molte tele antiche del Museo (fra cui quelle del Pitoc­chet­to, del Cifron­di, del Tode­s­chi­ni) sono state date in comoda­to alla Pina­cote­ca di Bres­cia per un anno. Tut­tavia, essendo bisog­nose di restau­ri, e non poten­do la Pina­cote­ca far­li eseguire, per­ché non di sua pro­pri­età, non sono state esposte e si prevede che saran­no presto resti­tu­ite all’ente gar­donese. Da tem­po è noto il prog­et­to del­l’at­tuale pres­i­dente di alle­stire a Vil­la Mirabel­la la mostra del guardaro­ba dan­nun­ziano; in tal caso i quadri di Scilt­ian ver­reb­bero esposti come «arreda­men­to». Alcu­ni esper­ti riten­gono però pos­si­bili altre soluzioni: la con­ser­vazione del Museo Scilt­ian nel­la sua integrità con sede a Vil­la Alba, dove il Comune potrebbe alle­stire ai piani supe­ri­ori la Pina­cote­ca del Gar­da di sicuro inter­esse tur­is­ti­co, men­tre a Vil­la Mirabel­la del Vit­to­ri­ale, potrebbe essere riallesti­to, al piano supe­ri­ore, l’ap­par­ta­men­to del­la moglie di Gabriele D’An­nun­zio con i mobili sti­pati nei deposi­ti e, al piano infe­ri­ore, la Mostra del guardaro­ba di D’An­nun­zio, un insieme che cos­ti­tuirebbe una felice alter­na­ti­va alla visi­ta del­la Prio­r­ia. Tor­nan­do a Gre­go­rio Scilt­ian, la sua figu­ra di artista è stret­ta­mente lega­ta a Gar­done Riv­iera. Il pit­tore di orig­ine arme­na — nato a Ros­tov 1900 e mor­to a Roma 1985 — acquistò una dimo­ra a Morgna­ga negli anni ’30, fre­quen­ta­ta sta­bil­mente nel peri­o­do bel­li­co e saltu­ar­i­a­mente sino all’ul­ti­mo tem­po del­la vita. La vedo­va, sig­no­ra Ele­na Bober­man, mem­o­re di quegli anni sereni, donò nel 1988 alla Fon­dazione del Vit­to­ri­ale 16 opere antiche acquis­tate nel­l’ar­co degli anni e 16 tele del mar­i­to, grande artista entra­to nel­la nos­tra sto­ria del­l’arte, alcune a grande for­ma­to e dip­inte pro­prio a Morgna­ga. L’im­por­tante don­azione — all’e­poca del val­ore di alcu­ni mil­iar­di di lire — era sta­ta accetta­ta sul­la fine degli anni ’80 dal Con­siglio di ammin­is­trazione del Vit­to­ri­ale, ret­to dal sen. Arios­to. Il prof. Pietro Gibelli­ni, insigne stu­dioso di D’An­nun­zio, osservò che le opere e il Museo non era­no per­ti­nen­ti al mon­do dan­nun­ziano. Era sta­to argo­men­ta­to, tut­tavia, che la Collezione veni­va accol­ta solo per non far­la appro­dare altrove, a Roma ad esem­pio, come era nelle inten­zioni del­la vedo­va Scilt­ian, nel­l’even­tu­al­ità di man­ca­ta accettazione; in tem­pi suc­ces­sivi avrebbe potu­to trovare sede in altro ambito, entran­do a far parte del pat­ri­mo­nio del­la comu­nità gar­donese, come del resto nelle inten­zioni del­la stes­sa dona­trice. Il trasfer­i­men­to del Museo Scilt­ian a Vil­la Alba, ad esem­pio, potrebbe cos­ti­tuire un pri­mo nucleo del­la pub­bli­ca Pina­cote­ca, nuo­va oppor­tu­nità per il tur­is­mo cul­tur­ale, da una parte, e val­oriz­zazione di un edi­fi­cio mon­u­men­tale sostanzial­mente esclu­so dal cir­cuito tur­is­ti­co quo­tid­i­ano, dal­l’al­tra. Sem­bra però che a tale ipote­si l’Am­min­is­trazione comu­nale oppon­ga la con­sid­er­azione che Vil­la Alba è pri­va di allar­mi; ma se esistesse la volon­tà di des­tinare Vil­la Alba, almeno in parte a museo — tute­lando al con­tem­po gli inter­es­si gar­done­si, come si affer­ma con­tin­u­a­mente — il prob­le­ma potrebbe essere risolto nel­l’am­bito del­la nuo­va con­ven­zione con l’ente (e per­ché non la ?) o la soci­età che dovrà gestire il pres­ti­gioso edi­fi­cio. Il prob­le­ma del­lo sman­tel­la­men­to del Museo Scilt­ian non è nuo­vo. Già nel dicem­bre 1997 Anna­maria Andreoli — neo­pres­i­dente del Vit­to­ri­ale — dichiarò alla stam­pa che le 32 tele del Museo Scilt­ian sareb­bero state trasferite alla Pina­cote­ca di Bres­cia. Il prog­et­to sus­citò una soll­e­vazione da parte dei gar­done­si che sot­to­scrissero una petizione affinché l’in­gente pat­ri­mo­nio non venisse smem­bra­to e rimanesse a Gar­done. E cinque anni fa venne pro­pos­to, come alter­na­ti­va, che la Collezione fos­se even­tual­mente cedu­ta in comoda­to all’Am­min­is­trazione comu­nale per l’alles­ti­men­to del Museo Scilt­ian a Vil­la Alba, anche in via sper­i­men­tale. Tale petizione, sot­to­scrit­ta da 186 cit­ta­di­ni, venne inoltra­ta il 27 gen­naio 1998 alla pres­i­dente del Vit­to­ri­ale e per conoscen­za al dot­tor Mario Serio, diret­tore gen­erale del min­is­tero ai Beni cul­tur­ali e ambi­en­tali e al Soprint­en­dente di Bres­cia arch. Rug­gero Boschi. Sul­la ques­tione del Museo Scilt­ian l’on. Lui­gi Negri pre­sen­tò l’in­ter­rogazione n. 4–15799, pub­bli­ca­ta nei Reso­con­ti del­la Cam­era dei Dep­u­tati del 23 feb­braio 1998. Nel­la repli­ca il min­istro scrisse fra l’al­tro: la pres­i­dente del­la Fon­dazione «ha reso noto che è in fase di stu­dio un prog­et­to di val­oriz­zazione del­la collezione stes­sa che ne assi­curi la fruibil­ità otti­male nel­l’am­bito delle collezioni di pro­pri­età del­la Fon­dazione medes­i­ma (sic!). Si pre­cisa, inoltre, che qual­si­asi prog­et­to elab­o­ra­to dal­la Direzione del Vit­to­ri­ale deve essere, comunque, comu­ni­ca­to alla com­pe­tente Soprint­en­den­za per le val­u­tazioni e le autor­iz­zazioni pre­viste per legge». Non rimane da sper­are che gli organi di tutela fac­ciano seguire i fat­ti alle parole.