Il paracadutista scomparso in settembre aveva raccolto cimeli della Grande Guerra. Il padre Giuseppe completerà l’allestimento nella Batteria alta

Nasce il museo «Walter Rama»

01/02/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Camilla Madinelli

Riv­o­li. Sarà inti­to­la­to alla memo­ria di Wal­ter Rama, il gio­vane scom­par­so nel set­tem­bre del­lo scor­so anno per un inci­dente col para­cadute, il del­la Grande Guer­ra allesti­to al Forte Wohlge­muth di Riv­o­li. Wal­ter, insieme al padre Giuseppe e al fratel­lo Mas­si­mo, ha dato for­ma e sostan­za alla pas­sione per la sto­ria e la mon­tagna, por­tan­do in cinque sale del­la Bat­te­ria alta del Forte i numerosi cimeli del­la pri­ma guer­ra mon­di­ale, rac­colti pez­zo dopo pez­zo sui mon­ti. Un museo sog­na­to a lun­go dal gio­vane e infine real­iz­zatosi a Riv­o­li nel mag­gio del 2002. La delib­era per l’avvio delle pro­ce­dure di inti­to­lazione è sta­ta vota­ta all’unanimità dall’amministrazione nell’ultimo con­siglio comu­nale, durante il quale i pre­sen­ti han­no volu­to ricor­dare il ragaz­zo con un lun­go applau­so. «Ques­ta deci­sione è nata da una serie di seg­nalazioni che ci sono per­venute da parte dei rap­p­re­sen­tati dell’associazione Ami­ci del Forte, da volon­tari di alcu­ni grup­pi del paese e da molte altre per­sone che han­no conosci­u­to Wal­ter e col­lab­o­ra­to con lui per la real­iz­zazione del museo», ha dichiara­to il sin­da­co Mir­co Cam­pag­nari. «L’intitolazione alla sua memo­ria ha un sig­ni­fi­ca­to pro­fon­do per tut­ti noi e vuole essere un gesto con­cre­to, per ricor­dare quan­to ha volu­to e saputo fare a ben­efi­cio del­la nos­tra comu­nità. La sua figu­ra, uni­ta alla pas­sione per la mon­tagna e per le tes­ti­mo­ni­anze bel­liche che ama­va rac­cogliere, vivrà per sem­pre nel museo». In queste set­ti­mane le sale dell’esposizione potreb­bero arric­chir­si di altri cimeli recu­perati dal padre Giuseppe, il quale con­tin­ua instan­ca­bile l’opera inizia­ta con il figlio, che arric­chisce ancor più il val­ore stori­co e architet­ton­i­co del forte mil­itare (uno dei meglio con­ser­vati del­la Val d’Adige). Il sin­da­co Cam­pag­nari da parte sua si sta atti­van­do chieden­do alla Regione un con­trib­u­to finanziario a favore del com­pen­dio, che rien­tra a pieno tito­lo nei gran­di com­p­lessi stori­ci. «A pic­coli pas­si sti­amo cer­can­do di val­oriz­zare appieno il Forte e di dare spazio alla vocazione che più gli si addice, quel­la cul­tur­ale», ha affer­ma­to il pri­mo cit­tadi­no. «Per reperire i fon­di incon­tr­erò alcu­ni espo­nen­ti di vari enti, ma riten­go che la via più fat­tibile sia quel­la di sen­si­bi­liz­zare la Regione. A breve, inoltre, stil­ere­mo un doc­u­men­to da inviare al min­istro Urbani, affinché il nos­tro forte ven­ga inser­i­to nell’anagrafe dei Beni cul­tur­ali». Nel frat­tem­po l’amministrazione di Riv­o­li si è già mossa a favore del forte. Dopo l’organizzazione di svari­ate inizia­tive volte alla sua pro­mozione e l’approvazione del­la con­ven­zione con gli Ami­ci del Forte per la ges­tione, sono in parten­za i lavori per il real­iz­zo delle vie di fuga pre­viste per legge. «Si trat­ta di un inter­ven­to nec­es­sario per la mes­sa in sicurez­za del com­p­lesso», ha con­clu­so Cam­pag­nari, «dopo la quale potremo pen­sare con più tran­quil­lità all’organizzazione di even­ti di rilievo».

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