Presentate ufficialmente le «Cantine Cin Cin», un'azienda agricola sicuramente virtuale, ma progettata e avviata nel rispetto di tutte le regole economiche e di marketing.

Nasce la cantina virtuale

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Di Luca Delpozzo

Piccoli imprenditori crescono. Per il momento solo nel mondo virtuale. In futuro, si vedrà. L’importante è acquisire le basi, gli strumenti necessari per non trovarsi impreparati di fronte alle sfide del mondo del lavoro. Ed è proprio questo del resto l’obiettivo del progetto sperimentale messo in cantiere dall’Istituto tecnico commerciale «Bazoli» di Desenzano: un progetto che ha consentito ai ragazzi della 5D di improvvisarsi imprenditori e di dare vita ad una propria azienda. Così ieri, nella sala dell’Orologio del comune di Desenzano, professori e alunni, di fronte al preside Giorgio Montanari, al presidente del consiglio comunale di Desenzano Maria Ida Germontani e all’assessore provinciale all’Agricoltura Giampaolo Mantelli hanno presentato ufficialmente le «Cantine Cin Cin», un’azienda agricola sicuramente virtuale, ma progettata e avviata nel rispetto di tutte le regole economiche e di marketing.I ragazzi, sotto la guida della professoressa Concetta Grosso, hanno lavorato per due anni a questa «area progetto» che ha assorbito il 10 per cento delle loro ore di insegnamento: ne è nato un esperimento praticamente unico nel suo genere nella nostra provincia, che nonostante l’assenza difondi per sostegni e consulenze professionali ha permesso ad alcuni ragazzi ormai alle soglie della maturità di misurarsi per un paio d’anni con la concretezza del mondo lavorativo extrascolastico. Il tutto, scegliendo un ambito commerciale, quello agricolo, che sul lago di Garda offre sempre più potenzialità anche sul fronte turistico.«E’ molto positivo il fatto che questi ragazzi abbiano guardato all’agricoltura con occhio nuovo rispetto a quanto accadeva alcuni anni fa – ha detto l’assessore Mantelli -. Oggi infatti, soprattutto in zone come il Garda, scindere agricoltura e turismo non e più possibile. L’enogastronomia diventa il punto chiave per la sopravvivenza delle aziende, come anche il successo enorme di iniziative come Cantine Aperte ha lasciato presagire». Divisi in cinque gruppi di lavoro, i ragazzi della 5D hanno cominciato studiando la storia del basso Garda dal 1900, passando in seguito allo studio della morfologia del territorio. Poi, grazie alla collaborazione delle Cantine Visconti di Desenzano e di quelle della Valtenesi e della Lugana di Moniga hanno potuto rendersi conto della realtà di un’azienda vitivinicola nonché dell’importanza della coltura della vite e dell’olivo nella zona. Infine hanno affrontato gli aspetti dell’istituzione di un’azienda dal punto di vista giuridico e da quello economico, con tanto di ricerche di marketing, ipotizzando anche un vino, un Lugana, con sue precise caratteristiche, una sua etichetta, un suo slogan di lancio.«E’ stato un lavoro supplementare rispetto a quanto i ragazzi già dovevano svolgere – ha detto la professoressa Grosso – ma di certo abbiamo avuto l’occasione di affrontare la didattica in un modo completamente diverso, offrendo ai ragazzi l’opportunità di conoscere meglio se stessi e di guardare al mondo del lavoro con un po’ di creatività e di capacità organizzativa». Insomma, un’esperienza come ce ne vorrebbero tante, nel mondo ancora troppo ripiegato su se stesso della scuola italiana.

Claudio Andrizzi
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