Presentate ufficialmente le «Cantine Cin Cin», un'azienda agricola sicuramente virtuale, ma progettata e avviata nel rispetto di tutte le regole economiche e di marketing.

Nasce la cantina virtuale

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Di Luca Delpozzo
Claudio Andrizzi

Pic­coli impren­di­tori crescono. Per il momen­to solo nel mon­do vir­tuale. In futuro, si vedrà. L’im­por­tante è acquisire le basi, gli stru­men­ti nec­es­sari per non trovar­si impreparati di fronte alle sfide del mon­do del lavoro. Ed è pro­prio questo del resto l’o­bi­et­ti­vo del prog­et­to sper­i­men­tale mes­so in cantiere dal­l’Is­ti­tu­to tec­ni­co com­mer­ciale «Bazoli» di Desen­zano: un prog­et­to che ha con­sen­ti­to ai ragazzi del­la 5D di improvvis­ar­si impren­di­tori e di dare vita ad una pro­pria azien­da. Così ieri, nel­la sala del­l’Orolo­gio del comune di Desen­zano, pro­fes­sori e alun­ni, di fronte al pre­side Gior­gio Mon­ta­nari, al pres­i­dente del con­siglio comu­nale di Desen­zano Maria Ida Ger­mon­tani e all’asses­sore provin­ciale all’A­gri­coltura Giampao­lo Man­tel­li han­no pre­sen­ta­to uffi­cial­mente le «Can­tine Cin Cin», un’azien­da agri­co­la sicu­ra­mente vir­tuale, ma prog­et­ta­ta e avvi­a­ta nel rispet­to di tutte le regole eco­nomiche e di marketing.I ragazzi, sot­to la gui­da del­la pro­fes­sores­sa Con­cetta Grosso, han­no lavo­ra­to per due anni a ques­ta «area prog­et­to» che ha assor­bito il 10 per cen­to delle loro ore di inseg­na­men­to: ne è nato un esper­i­men­to prati­ca­mente uni­co nel suo genere nel­la nos­tra provin­cia, che nonos­tante l’assen­za difon­di per sosteg­ni e con­sulen­ze pro­fes­sion­ali ha per­me­s­so ad alcu­ni ragazzi ormai alle soglie del­la matu­rità di mis­urar­si per un paio d’an­ni con la con­cretez­za del mon­do lavo­ra­ti­vo extrasco­las­ti­co. Il tut­to, sceglien­do un ambito com­mer­ciale, quel­lo agri­co­lo, che sul lago di Gar­da offre sem­pre più poten­zial­ità anche sul fronte turistico.«E’ molto pos­i­ti­vo il fat­to che questi ragazzi abbiano guarda­to all’a­gri­coltura con occhio nuo­vo rispet­to a quan­to accade­va alcu­ni anni fa — ha det­to l’asses­sore Man­tel­li -. Oggi infat­ti, soprat­tut­to in zone come il Gar­da, scindere agri­coltura e tur­is­mo non e più pos­si­bile. L’enogas­trono­mia diven­ta il pun­to chi­ave per la soprav­viven­za delle aziende, come anche il suc­ces­so enorme di inizia­tive come Can­tine Aperte ha las­ci­a­to pre­sa­gire». Divisi in cinque grup­pi di lavoro, i ragazzi del­la 5D han­no com­in­ci­a­to stu­dian­do la sto­ria del bas­so Gar­da dal 1900, pas­san­do in segui­to allo stu­dio del­la mor­folo­gia del ter­ri­to­rio. Poi, gra­zie alla col­lab­o­razione delle Can­tine Vis­con­ti di Desen­zano e di quelle del­la Valte­n­e­si e del­la Lugana di Moni­ga han­no potu­to ren­der­si con­to del­la realtà di un’azien­da vitivini­co­la nonché del­l’im­por­tan­za del­la coltura del­la vite e del­l’o­li­vo nel­la zona. Infine han­no affronta­to gli aspet­ti del­l’is­ti­tuzione di un’azien­da dal pun­to di vista giuridi­co e da quel­lo eco­nom­i­co, con tan­to di ricerche di mar­ket­ing, ipo­tiz­zan­do anche un vino, un Lugana, con sue pre­cise carat­ter­is­tiche, una sua etichet­ta, un suo slo­gan di lancio.«E’ sta­to un lavoro sup­ple­mentare rispet­to a quan­to i ragazzi già dove­vano svol­gere — ha det­to la pro­fes­sores­sa Grosso — ma di cer­to abbi­amo avu­to l’oc­ca­sione di affrontare la didat­ti­ca in un modo com­ple­ta­mente diver­so, offren­do ai ragazzi l’op­por­tu­nità di conoscere meglio se stes­si e di guardare al mon­do del lavoro con un po’ di cre­ativ­ità e di capac­ità orga­niz­za­ti­va». Insom­ma, un’es­pe­rien­za come ce ne vor­reb­bero tante, nel mon­do anco­ra trop­po rip­ie­ga­to su se stes­so del­la scuo­la ital­iana.

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