La guerra dell’acqua. Domani a Verona l’insediamento degli 11 responsabili. Avrà diritto all’ultima parola sulla gestione della diga di Salionze

Nasce la commissione di esperti per regolare i livelli del Garda

Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

La guer­ra per la ges­tione dei liv­el­li dell’acqua del lago potrebbe final­mente con­clud­er­si. Dopo l’atto isti­tu­ti­vo di fine gen­naio, s’insedia infat­ti domani mat­ti­na a Verona, alle 11 nel­la sala dei Palazzi Scaligeri sede del­la Provin­cia, la Com­mis­sione per la rego­lazione dei liv­el­li del , coor­di­na­ta dall’Autorità di baci­no del fiume Po. La Com­mis­sione sarà cos­ti­tui­ta da 11 com­po­nen­ti: un rap­p­re­sen­tante del min­is­tero dei Lavori pub­bli­ci, uno dell’Autorità di baci­no del fiume Adi­ge, uno del­la e uno per il Vene­to, uno per la Provin­cia Autono­ma di Tren­to e per cias­cu­na del­la altre province inter­es­sate: Verona, Bres­cia e Man­to­va. Faran­no parte del grup­po di lavoro, inoltre, anche un mem­bro in rap­p­re­sen­tan­za dei comu­ni riv­ieraschi verone­si e un rap­p­re­sen­tante di quel­li lom­bar­di, per­sone scelte diret­ta­mente dall’Associazione nazionale comu­ni ital­iani. Per la Riv­iera degli Olivi l’Anci ha del­e­ga­to il com­pi­to al sen­a­tore del­la Lega Nord e vicesin­da­co di Peschiera . Gli 11 incar­i­cati dagli enti isti­tuzional­mente inter­es­sati al Gar­da avran­no il com­pi­to di met­tere ordine nel com­p­lesso sis­tema di com­pe­ten­ze che sovrin­tende il più grande lago d’Italia. In par­ti­co­lare, il nodo da risol­vere riguar­da la ges­tione del­la diga di Salionze, d’importanza strate­gi­ca per l’intero baci­no bena­cense. Le sor­ti del Gar­da sono infat­ti inter­con­nesse con quelle dell’Adige e del Po, nonché con quelle dei tre laghi di Man­to­va e dell’idrovia Fis­sero Tar­taro. A nord, inoltre, il Benà­co riceve acqua dal Sar­ca e da ben 11 impianti idroelet­tri­ci col­le­gati con questo immis­sario. Lo scol­ma­tore Mori-Tor­bole per­me­tte invece in caso di neces­sità di scari­care l’Adige nel Gar­da. Ebbene, il gov­er­no di tut­to il sis­tema col­le­ga­to al Gar­da dipende da cinque organ­is­mi: il mag­is­tra­to alle acque di Venezia, il mag­is­tra­to alle acque per il Po, le province autonome di Tren­to e Bolzano e il con­sorzio per il Min­cio. Può inoltre inter­venire in maniera autono­ma anche l’Enel. Ovvio che in questo sovrap­por­si di com­pe­ten­ze lo sbar­ra­men­to di Salionze assuma un com­pi­to pri­or­i­tario e impre­scindibile per i liv­el­li del Benà­co, per l’utilizzo delle acque del Min­cio a scopo irriguo e indus­tri­ale, e per la dife­sa dalle piene del Min­cio. La Com­mis­sione dovrà esam­inare il meto­do di ges­tione del lago di Gar­da che attual­mente viene appli­ca­to, con par­ti­co­lare rifer­i­men­to alle riper­cus­sioni di tali regole sui liv­el­li del lago, sul­la qual­ità delle acque e sul­la pro­lif­er­azione di macrof­ite. Atten­zione andrà riv­ol­ta anche all’utilizzo delle risorse idriche da parte delle popo­lazioni di valle, alla rego­lazione delle piene dell’immissario fiume Sar­ca, alla sicurez­za idrauli­ca del­la cit­tà di Man­to­va, alle riper­cus­sioni sul regime idro­logi­co del fiume Po e alle inter­con­nes­sioni in caso di piena con i baci­ni del fiume Adi­ge e del Fis­sero Tartaro.