Letto e colazione sul Baldo grazie alla rete Macramè. La Comunità montana offre supporto tecnologico e logistico

Nasce l’associazione del Bed & Breakfast

23/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Com­in­cia a pren­dere for­ma il nucleo del­la futu­ra asso­ci­azione che pun­ta a costru­ire la rete di Bed and Breakast des­ti­na­ta ad accogliere il tur­is­mo verde di qual­ità del­la zona del Bal­do-Gar­da. Mer­coledì scor­so, infat­ti, nel­la sede del­la Comu­nità mon­tana del Bal­do, a Vil­la Nich­eso­la in local­ità Pla­tano, è sta­to orga­niz­za­to il ter­zo incon­tro con le per­sone inter­es­sate a real­iz­zare, nel­la pro­pria casa, un’accoglienza di tipo B&B, cioè per­not­ta­men­to e pri­ma colazione. Pre­sen­ti in sala una venti­na di poten­ziali oper­a­tori inten­ti a capire cosa vera­mente preve­da l’iniziativa pro­mossa da Macramè, il prog­et­to finanzi­a­to e sostenu­to dall’iniziativa comu­ni­taria Equal per val­oriz­zare pic­cole imp­rese, saperi prati­ci, attiv­ità anche fem­minili. Per rispon­dere ad ogni doman­da e dare spie­gazioni sono inter­venute Loredana Aldigheri, diret­tore di Macramè; Maria Tere­sa Gia­co­mazzi, esper­ta per l’accompagnamento alla nasci­ta di imp­rese locali; Fed­er­i­ca Cano­va, azien­dal­ista del­la Mag (Mutua per l’autogestione); Maria Tere­sa Girar­di, sin­da­co e pre­sente nel­la doppia veste di asses­sore del­la Comu­nità mon­tana del Bal­do e pro­motrice dell’iniziativa. «Il grup­po propen­so ad impeg­nar­si per l’avvio dell’impresa sociale c’è», com­men­ta Aldigheri. «Abbi­amo avu­to solo due prece­den­ti incon­tri ma già si nota una cer­ta con­ti­nu­ità», rib­adisce Girar­di. «Dob­bi­amo ora arrivare a cos­ti­tuire un vero pri­mo nucleo di lavoro: per questo è nec­es­sario aumentare la fre­quen­za degli incon­tri che dovran­no avvenire ogni quindi­ci giorni: solo così si potrà lavo­rare conc­re­ta­mente insieme». La prossi­ma data è fis­sa­ta per il 29 gen­naio alle 20.30: è mer­coledì il giorno infra­set­ti­manale prefer­i­to dal­la mag­gio­ran­za. Tra meno di una set­ti­mana, dunque, si com­in­cerà a dis­cutere lo statu­to dell’impresa sociale, si anal­izzerà meglio la nor­ma­ti­va che rego­la i B&B, si cercherà di rispon­dere ai dub­bi sca­tu­ri­ti dal­la let­tura del for­bito mate­ri­ale dis­tribuito appun­to il giorno 8 gen­naio. Il mal­lop­po è sta­to comunque già scor­so: «L’azione del prog­et­to Macramè ha per­me­s­so alla Comu­nità mon­tana di svilup­pare un’idea che pun­ta alla val­oriz­zazione del­la zona dell’entroterra del com­pren­so­rio Bal­do-Gar­da dove esiste un tur­is­mo lega­to alla mon­tagna, al lago, ma anche alla cit­tà d’arte, alla pos­si­bil­ità di vis­itare i luoghi di pro­duzione di vini, for­mag­gi e altri prodot­ti locali. Il prog­et­to di ospi­tal­ità dif­fusa aprirà al tur­ista le abitazioni riva­l­u­tan­do le risorse del nos­tro ter­ri­to­rio ma anche quelle del­la gente, in par­ti­co­lare quelle fem­minili», spie­ga Gia­co­mazzi, che pre­cisa: «I dati for­ni­ti dall’Associazione ital­iana del tur­is­mo respon­s­abile (Aitr) dicono comunque che in questi ulti­mi cinque anni tale tipo di tur­is­mo è cresci­u­to molto e con­ta oggi 15mila tur­isti ital­iani che si spostano in Italia e all’estero». Molte famiglie sareb­bero pronte ad accogliere questi nuovi viag­gia­tori: «Ma l’idea dell’impresa sociale che si imper­nia sul­la nasci­ta di un’associazione è fon­da­men­tale: potrà offrire sosteg­no e pro­mozione ad attiv­ità di ospi­tal­ità dif­fusa che, iso­late, dif­fi­cil­mente decol­lano», nota Girar­di. «L’associazione, che inizial­mente avrà la sua sede alla Comu­nità, sarà un pun­to di rifer­i­men­to, offrirà servizi di mar­ket­ing, un mar­chio di qual­ità, guide tur­is­tiche, un cen­tro infor­ma­ti­vo tele­fon­i­co e fis­so. Inoltre potrà svol­gere pratiche buro­cratiche, fare for­mazione sull’ospitalità, pro­muo­vere le azioni dei soci con depli­ant, volan­ti­ni, foto, rifer­i­men­ti fisi­ci (ind­i­rizzi) e tele­foni­ci pub­bli­ciz­zan­do anche attiv­ità locali come feste pae­sane, sagre di , ris­toran­ti e agri­t­ur­is­mi tradizion­ali. Sarà pure cre­a­ta una rete di canali per facil­itare la vis­i­bil­ità dei servizi attra­ver­so un por­tale Inter­net con indi­cazioni anche in lin­gua inglese, saran­no pos­si­bili con­sulen­ze giuridi­co-fis­cali. Nel­la fase di decol­lo la Comu­nità met­terà a dis­po­sizione i mezzi nec­es­sari all’avvio dell’impresa, come com­put­er, mobili», pre­cisa Gia­co­mazzi. «I costi dell’iniziativa saran­no pro­porzion­ali ai com­pi­ti asseg­nati all’associazione di impre­sa dai sin­goli. Si stan­no comunque val­u­tan­do varie modal­ità di paga­men­to. Ma l’associazione non è che uno stru­men­to giuridi­co snel­lo e meno cos­toso di altri, volto a garan­tire un ritorno di red­di­to agli asso­ciati e sul ter­ri­to­rio» .

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