Il lago da solo non è più in grado di garantire il ripopolamento. Il business del carpione: vale 40 euro al chilo

Nasce l’incubatoio dei pesci

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Di Luca Delpozzo
Valentino Rodolfi

Car­pi­oni, luc­ci, core­go­ni, bar­bi, carpe, tinche e persi­no i salmeri­ni. Il lago di Gar­da si prepara a una mas­s­ic­cia ripopo­lazione di pesci gra­zie al nuo­vo incu­ba­toio itti­co di cui è inizia­ta la costruzione a Desen­zano. Il cantiere aper­to recen­te­mente sul­la stra­da del Vò serve per costru­ire una vera e pro­pria nurs­ery, una sala par­to su scala indus­tri­ale dove dall’autunno prossi­mo si dis­chi­ud­er­an­no centi­na­ia di mil­ioni di uova di pesce, dan­do alla luce avan­not­ti che ver­ran­no poi immes­si nel lago. La clon­azione non c’entra: le uova e il seme saran­no ottenute spre­men­do il ven­tre di esem­plari pescati durante il peri­o­do del­la fre­ga, e fat­te incubare con i meto­di di ripro­duzione arti­fi­ciale attuati ormai da anni dal­l¹am­min­is­trazione provin­ciale, come avviene nell’incubatoio di Clu­sane, sul lago d’Iseo. La novità è che, con il nuo­vo impianto di Desen­zano, si potrà ricom­in­cia­re un lavoro speci­fi­co sui pesci del Gar­da, sospe­so ormai da tre anni in segui­to alla chiusura dell’incubatoio di Peschiera. Per­ché tut­to questo? Per­ché i pesci, purtrop­po, non ce la fan­no più a ripro­dur­si da soli. «Fat­tori cli­mati­ci e ambi­en­tali — spie­gano i tec­ni­ci dell’assessorato provin­ciale alla pesca — ren­dono sem­pre meno effi­cace la ripro­duzione nat­u­rale. Non è solo col­pa del­la pres­sione pis­ca­to­ria, ma anche delle con­dizioni del lago che non sono sem­pre sta­bili, dell’alterazione delle rive, dei fon­dali, del cli­ma e, in misura sec­on­daria per il Gar­da dell’inquinamento. Ecco per­ché serve l’intervento dell’uomo: specie come il , ad esem­pio, rischi­ano di estinguer­si sen­za l’intervento umano». Pro­prioA il car­pi­one, che nel lago non viene sem­i­na­to da tre anni, trar­rà ben­efi­cio dal nuo­vo incu­ba­toio. Par­ente stret­to del­la tro­ta e del salmone (nome sci­en­tifi­co salmo car­pio), vive solo nel Gar­da. Buonis­si­mo da man­gia­re è sem­pre più raro, e in pescheria può costare anche 40 euro al chi­lo. All’incubatoio si prevede di svilup­parne a regime solo 50 mila uova all’anno, per­ché è bas­so il numero di ripro­dut­tori adul­ti che potran­no essere pescati. Poche uova, dunque, in rap­por­to alle altre specie: le pre­vi­sioni sono di ben 100 mil­ioni di uova all’anno per il core­gone, 500 mila per il luc­cio, 100 mila per il salmeri­no (altro salmonide molto comune nel lago d’Iseo, la cui intro­duzione ver­rà sper­i­men­ta­ta nel Gar­da per la pri­ma vol­ta). In par­ti­co­lare per il car­pi­one e per il salmeri­no si applicher­an­no tec­niche di accresci­men­to in vas­ca: nel lago non ver­ran­no immes­si avan­not­ti di queste due specie, ma pesci già cresciu­ti che saran­no liberati appe­na rag­giun­ta la misura di 6–9 cen­timetri. La tabel­la di lavoro seguirà i cicli nat­u­rali: tra dicem­bre e mar­zo dicem­bre si pro­dur­ran­no avan­not­ti di core­gone, tra novem­bre e dicem­bre il salmeri­no e il car­pi­one (con accresci­men­to fino a luglio), tra feb­braio e aprile il luc­cio, tra agos­to e otto­bre iciprini­di, ovvero bar­bo, tin­ca e carpa. La natu­ra det­ta i tem­pi, l’uomo farà il resto.

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