L’ambizioso progetto è stato presentato in occasione della ventunesima edizione del Festivaletteratura di Mantova, con il  lancio in edizione limitata del Garda Doc Collezione Brut 2016

Nasce lo spumante Garda DOC. Il Consorzio di tutela punta ai 20 milioni di bottiglie

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Di Luigi Del Pozzo

Nasce da un con­fron­to costrut­ti­vo tra 10 denom­i­nazioni di eccel­len­za, riu­nite in un uni­co brand, il nuo­vo ambizioso prog­et­to del Con­sorzio Gar­da Doc.

Si trat­ta del­lo Spumante Gar­da Doc, non una sem­plice bol­lic­i­na ma un pro­gram­ma strate­gi­co di val­oriz­zazione di eccel­len­ze Made in Italy.

Una sfi­da che il Con­sorzio di Tutela ha por­ta­to a ter­mine attra­ver­so la mod­i­fi­ca del dis­ci­pli­nare di pro­duzione con l’inserimento del­la tipolo­gia spumante bian­co che per decre­to deve riportare in etichet­ta il solo nome del­la denom­i­nazione Gar­da. E gli obi­et­tivi sono chiari:

Preve­di­amo di toc­care in breve tem­po i 20.000.000 di bot­tiglie, tante quante sono all’incirca le pre­sen­ze tur­is­tiche nel baci­no garde­sano – annun­cia Luciano Pio­na, pres­i­dente del Con­sorzio Gar­da Doc –.

Lo Spumante Gar­da Doc si pro­pone come tipolo­gia cen­trale del­la denom­i­nazione che va a riu­nire, come denom­i­na­tore comune, quei 7.000.000 di bot­tiglie che sono già spuman­tiz­zate in zona sot­to vario nome, pun­tan­do a una cresci­ta ulte­ri­ore che ci per­me­t­ta di essere sem­pre più pre­sen­ti sui mer­cati esteri, uti­liz­zan­do come tram­poli­no di lan­cio le sponde del Bena­co, meta di tur­isti da tut­to il mon­do e in par­ti­co­lare dal­la Ger­ma­nia”.

L’export guar­da con par­ti­co­lare inter­esse all’Inghilterra e alla Ger­ma­nia – dove attende l’importante appun­ta­men­to con ProWein —  ma anche all’Italia, dove il com­par­to degli spuman­ti traina il con­sumo di : +9,5% in val­ore e +6,8% in vol­ume, sec­on­do i dati del Con­sorzio Gar­da Doc.

Lo Spumante Gar­da Doc è prodot­to nel grande anfiteatro nat­u­rale del Bena­co, dalle mani di pro­dut­tori capaci di esprimere al meglio l’importante vari­abil­ità ampel­o­grafi­ca delle dieci denom­i­nazioni che com­pon­gono la Doc Gar­da: Valtè­ne­si, San Mar­ti­no del­la Battaglia, Lugana, Col­li Man­to­vani, Cus­toza, Bar­dolino, Val­dadi­ge, Valpo­li­cel­la, Durel­lo e Soave.

La super­fi­cie vita­ta di ques­ta denom­i­nazione è pari a 31.000 ettari, la mag­gior parte dei quali colti­vati in provin­cia di Verona (27.889) men­tre i rima­nen­ti 3.211 ettari si divi­dono tra le province di Man­to­va e Bres­cia.

La scelta del Con­sorzio è sta­ta quel­la di val­oriz­zare un brand già affer­ma­to, Gar­da, facen­do­lo diventare un vino di suc­ces­so, indi­vid­uan­do nel­la tipolo­gia spumante  il vino in gra­do di aggiun­gere altro val­ore eco­nom­i­co e com­mer­ciale alle pro­duzioni tradizion­ali delle dieci denom­i­nazioni spie­ga Car­lo Alber­to Panont diret­tore del Con­sorzio Gar­da Doc -.

Per sot­to­lin­eare l’importanza del prog­et­to il Con­sorzio ha deciso di definirne l’immagine del brand attra­ver­so un con­cor­so di idee che ha vis­to la parte­ci­pazione di 13 diverse agen­zie. Un nome così forte come Gar­da neces­si­ta­va infat­ti di trovare un seg­no dis­tin­ti­vo impor­tante”.

Il mer­i­to di aver saputo inter­pretare al meglio il brand è sta­to asseg­na­to a O, Nice Design e Ste­fano Tor­re­grossa con una grafi­ca che rac­con­ta non solo il vino ma anche il suo ter­ri­to­rio.

L’onda, resa geo­met­ri­ca­mente per­fet­ta con un’operazione con­cettuale, ha valen­ze mul­ti­ple rap­p­re­sen­ta il Lago di Gar­da, ovvi­a­mente, ma rac­con­ta anche i filari allineati dei vigneti sulle colline; il movi­men­to delle bol­licine.

L’annuncio uffi­ciale è sta­to dato nel cor­so del­la pri­ma gior­na­ta del­la ven­tunes­i­ma edi­zione di Fes­ti­valet­ter­atu­ra di Man­to­va, un appun­ta­men­to che in questi giorni tiene a bat­tes­i­mo il lan­cio in edi­zione lim­i­ta­ta del Gar­da Doc Collezione Brut 2016 con una serie di degus­tazioni aperte al pub­bli­co. Alla pre­sen­tazione ris­er­va­ta a stam­pa e pro­dut­tori han­no pre­so parte anche Pao­lo Polet­ti­ni, comi­ta­to orga­niz­za­tore di Fes­ti­valet­ter­atu­ra e il gior­nal­ista e scrit­tore Bruno Gam­barot­ta.

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