Nati 3 Crisocioni al tempo del Covid19: muso da volpe, zampette da antilope e orecchie da pipistrello

06/04/2020 in Attualità
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Di Redazione
Muset­ti da volpe, zam­pette da anti­lope e orec­chie che ricor­dano quelle di un pip­istrel­lo: i tre pic­coli “lupi sudamer­i­cani” del di Bus­solen­go non han­no che due mesi di vita e nonos­tante mam­ma Thea si sia prodi­ga­ta a ten­er­li il più nascosti pos­si­bile, già si dan­no man forte per esplo­rare in ogni ango­lo l’esterno del pro­prio repar­to. Oltre i can­cel­li chiusi e i sen­tieri forzata­mente deser­ti dunque, la bio­di­ver­sità non si fer­ma e sfog­gia le infi­nite forme che riesce ad assumere: questi esem­plari sem­bra­no somigliare più ad una com­bi­nazione di specie ma oltre gli appella­tivi che ven­gono dati loro, rispon­dono in realtà al nome di “criso­cioni” e in Brasile, si trovano a che fare con una defor­estazione che galop­pa al rit­mo del 2% all’anno.
“Siamo rius­ci­ti a sot­to­porre i tre cuc­ci­oli alla visi­ta vet­eri­nar­ia solo dopo aver las­ci­a­to che Thea, gio­vane prim­i­para, li tenesse nascosti tra la paglia per il tem­po che rite­nesse nec­es­sario”, spie­ga Cesare Avesani Zabor­ra, diret­tore sci­en­tifi­co del Par­co Natu­ra Viva. “Rius­ci­va­mo solo ad intraved­er­li e non sape­va­mo se tut­to stesse andan­do per il meglio ma poi il con­trol­lo ci ha riv­e­la­to una fem­min­uc­cia e due maschi­et­ti in otti­ma salute, molto ben accu­d­i­ti dal­la loro mam­ma”. Thea infat­ti non solo si è accor­ta subito di averne uno dei tre un pò meno reat­ti­vo degli altri, ma lo ha anche accu­d­i­to con mag­giore atten­zione por­tan­do­lo fino ad oggi in per­fet­ta for­ma. Arguta anche nel met­tere in cam­po delle vere e pro­prie manovre diver­sive per con­fondere even­tu­ali peri­coli: lei si mostra­va ai keep­er del Par­co tenen­do lon­tana l’attenzione dai pic­coli men­tre la costruzione di diverse tane ben dis­sim­u­late tra i tronchi, le per­me­t­te­vano di spostar­li spes­so. “Ma ora sono grandi­cel­li e non è più così facile ten­er­li a bada”, con­clude Avesani Zabor­ra.

Purtrop­po, non a tutte le mamme criso­cione è con­ces­so di seguire la pro­pria pro­le uti­liz­zan­do l’istinto in tut­ta tran­quil­lità: nelle pra­terie e nelle boscaglie di Brasile, Paraguay, Argenti­na e Perù, l’incessante con­ver­sione delle aree nat­u­rali in zone antropiz­zate sta sot­traen­do a ques­ta specie lo spazio vitale, espo­nen­dola ad un numero sem­pre mag­giore di inci­den­ti stradali. Gli incon­tri sem­pre più fre­quen­ti con gli ani­mali domes­ti­ci poi, la rende sogget­ta a con­trarre malat­tie letali, oltre al ris­chio costante — in quan­to pre­da­trice — di essere brac­cona­ta dall’uomo. E se dovesse scom­par­ire, con il criso­cione scom­par­irebbe anche un ele­men­to chi­ave di un intero habi­tat.

EMERGENZA COVID19

E’ pos­si­bile adottare sim­boli­ca­mente i baby criso­cioni insieme all’acquisto di un bigli­et­to a data aper­ta 2020 per sostenere la soprav­viven­za del Par­co Natu­ra Viva (www.parconaturaviva.it/emer­gen­za): tut­to il rica­va­to sarà devo­lu­to alle prime neces­sità e alle cure mediche per gli ani­mali. In un peri­o­do in cui gli incas­si sono azzerati, i costi di man­ten­i­men­to di ques­ta strut­tura riman­gono attes­ta­ti sui 10mila euro al giorno: nul­la è cam­bi­a­to infat­ti nel­la ges­tione del benessere ani­male e nelle cure quo­tid­i­ane che ven­gono ris­er­vate loro dai keep­er, dai vet­eri­nari e dagli etolo­gi. “Abbi­amo super­a­to Cer­nobyl, le crisi ener­getiche e molti altri momen­ti di dif­fi­coltà. Ma mai una situ­azione tan­to pro­l­un­ga­ta, che può met­tere a ris­chio la soprav­viven­za del Par­co”, annun­cia Cesare Avesani Zabor­ra.

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