Fermi i battelli domenica: torna a esplodere la protesta contro i pesanti tagli della Finanziaria. A rischio i lavoratori stagionali. E da ottobre stop ai traghetti

Navigarda, sciopero e timori

Di Luca Delpozzo

Le navi del servizio pub­bli­co del­la Nav­i­gar­da rester­an­no all’àncora domeni­ca prossi­ma in segui­to ad uno sciopero indet­to dalle tre sigle sin­da­cali, per «sen­si­bi­liz­zare in par­ti­co­lare il mon­do politi­co sul man­ca­to trasfer­i­men­to dei fon­di des­ti­nati dal­lo Sta­to alla Ges­tione gov­er­na­ti­va laghi», attra­ver­so la recente Finanziaria.I «tagli» decisi dal prece­dente gov­er­no sono pesan­ti, nell’ordine del 30%, tan­to da met­tere a ris­chio il servizio stes­so e, in prospet­ti­va, anche parec­chi posti lavoro.A memo­ria d’uomo è la pri­ma vol­ta che le flotte delle aziende di nav­igazione pub­bli­ca restano ferme per un giorno intero nei por­ti interni del­la Lom­bar­dia per di più di domeni­ca in piena estate.Verranno comunque garan­ti­ti, nelle 24 ore di agi­tazione, soltan­to i servizi pre­visti nel­la fas­cia oraria d’apertura dalle 8 alle11 e in quel­la di chiusura dalle 17.40 alle 20.40.La scure del­la legge finanziaria 2006 ha taglia­to oltre il 30% delle risorse pari ad 8 mil­ioni di euro, ai quali si devono aggiun­gere 3 mil­ioni chi­esti dal­la direzione gov­er­na­ti­va per l’aumento del carburante.In prat­i­ca, ai con­ti del­la nav­igazione pub­bli­ca man­cano oltre 11 mil­ioni di euro: questo ha provo­ca­to una riduzione del bilan­cio da 30 a 18 mil­ioni di euro. L’allarme era già scat­ta­to in mar­zo, con i pri­mi scioperi lim­i­tati a poche ore. Il tim­o­re era quel­lo di un ridi­men­sion­a­men­to del servizio, e anche dei posti di lavoro. Adesso, si stan­no avver­tendo i pri­mi dis­as­trosi contraccolpi.L’altro giorno il diret­tore d’esercizio del­la Nav­i­gar­da, Mar­cel­lo Cop­po­la, ha infor­ma­to l’assemblea del­la Comu­nità del Gar­da, svoltasi a Peschiera, che dal 1° otto­bre non è improb­a­bile che dovran­no essere sospe­si i servizi di traghet­to tra le sponde bres­ciana e veronese.Il pres­i­dente comu­ni­tario Aventi­no Frau ha promes­so il pro­prio impeg­no per scon­giu­rare ques­ta minac­cia. Ma i tagli del­la Finanziaria pro­dur­ran­no effet­ti neg­a­tivi anche sul per­son­ale. Per far quadrare il bilan­cio è sta­to da tem­po mes­so a pun­to un piano di con­teni­men­to delle spese del per­son­ale, dei con­su­mi e delle manuten­zioni per pot­er garan­tire il servizio di nav­igazione almeno fino al 30 set­tem­bre. Ma dopo?«Dopo sarà nec­es­sario agire sul per­son­ale – ril­e­va Mar­cel­lo Cop­po­la — e questo sta a sig­nifi­care bloc­co delle assun­zioni degli sta­gion­ali e delle prestazioni stra­or­di­nar­ie dei dipen­den­ti in ruolo».E’ sta­to inoltre deciso, per scon­giu­rare la minac­cia, di creare un tavo­lo inter­re­gionale per trovare un’intesa tra le regioni inter­es­sate e il governo.Il lago di Gar­da è quel­lo che offre un servizio sta­gionale a dif­feren­za degli altri laghi; mantiene in inver­no solo i col­lega­men­ti tra Mader­no e Tor­ri del Bena­co e riesce ad aut­o­fi­nanziar­si gra­zie agli oltre 2 mil­ioni e 150 mila passeg­geri e 90 mila veicoli trasportati nell’arco dei dod­i­ci mesi ed alle crociere.Un bilan­cio fino­ra sano e soli­do che ha per­me­s­so di offrire un lavoro sta­gionale a molti gio­vani e il varo, qua­si ogni anno, di una nuo­va unità di nav­igazione. Sen­za dimen­ti­care il ruo­lo di sos­ti­tu­to del trasporto su gom­ma quan­do la Garde­sana (ci si augu­ra che non si ver­i­fichi più) nel­la zona tra Gargnano e Limone è rimas­ta inter­rot­ta a causa di frane. Anni addi­etro fu pro­prio gra­zie al tem­pes­ti­vo col­lega­men­to orga­niz­za­to dal­la Nav­i­gar­da tra Limone e Riva del Gar­da che alcu­ni pae­si del­la riv­iera non rimasero del tut­to isolati.È insom­ma in gio­co un impor­tante pat­ri­mo­nio di lavoro e di servizi, che una Finanziaria miope rischia di com­pro­met­tere. Ma la par­ti­ta è aper­ta, il peg­gio si può anco­ra evitare.

Maurizio Toscano

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