Luogo ideale per le associazioni che danno una mano al paese

Neanche il temporale è riuscito a rovinare la festa al Mandracchio

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Nem­meno il tem­po incer­to e ben due tem­po­rali sono rius­ci­ti a rov­inare ven­erdì sera la fes­ta allesti­ta sull’isolotto del Man­drac­chio e volu­ta dalle Asso­ci­azioni aril­i­cen­si per cel­e­brare l’opera del Grup­po eco­logi­co di Peschiera, che da tre anni si occu­pa del recu­pero e del­la manuten­zione di questo lem­bo di ter­ra all’esterno delle mura del­la Fortez­za veneziana. , , Com­pag­nia del Mor­bo, Remiera, Beato Andrea, Pro loco: il volon­tari­a­to locale, coor­di­na­to dal­lo stes­so Gep, ha scel­to gli anni ’60 in musi­ca per invitare la gente di Peschiera a ritrovar­si e ritrovare il pro­prio comune passato,in un’isolotto tan­to caro ai ricor­di del­la gioven­tù. Un’idea subito rac­col­ta da quan­ti han­no volu­to parte­ci­pare accettan­do la richi­es­ta di pre­sen­tar­si con un abbiglia­men­to in tema, così come lo sono state le note del­la band che ha suona­to rig­orosa­mente dal vivo: gli ex Tor­na­dos Mar­co Attard e Luciano Benedet­to Val­lenari, rispet­ti­va­mente voce solista e bas­so; Fabio Cobel­li, Anto­nio Rec­chia e Diego Chi­up­pani ovvero bat­te­ria, chi­tar­ra e tastiere del­la Rugan­ti­no Band. Il pri­mo vio­len­to acquaz­zone ha bag­na­to, ver­so le 20, i pri­mi ospi­ti traghet­tati nel breve tragit­to dal­la riva del canale del Min­cio all’isolotto con l’ausilio di imbar­cazioni a remi; una venti­na di minu­ti scru­tan­do il cielo, e poi il via alla musi­ca e alle danze. Ma pro­prio sul più bel­lo del­la fes­ta, la nuo­va, temu­ta «doc­cia fred­da»: un sec­on­do tem­po­rale ha, infat­ti costret­to, gli improvvisati isolani a riparar­si sot­to i gran­di ten­doni per cir­ca tre quar­ti d’ora; for­tu­nata­mente anche questo sec­on­do rovescio ha las­ci­a­to il pos­to alle prime stelle che face­vano capoli­no nel cielo las­ci­a­to libero dalle nubi e la musi­ca ha potu­to ripren­dere a riscal­dare l’atmosfera e gli ani­mi. «È sta­ta davvero una bel­la ser­a­ta», ha com­men­ta­to Attard, «gra­zie anche all’impeccabile orga­niz­zazione; pen­so che, leg­gi e rego­la­men­ti per­me­t­ten­do, l’isolotto dovrebbe pot­er essere uti­liz­za­to in questo modo e a favore delle asso­ci­azioni di Peschiera: è un luo­go di grande fas­ci­no e il poter­lo rag­giun­gere solo su queste pic­cole imbar­cazioni lo rende uni­co». Giu­dit­ta Bolognesi

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