Chincarini: «Si chiude una lunga vicenda che al Comune avrebbe potuto fruttare maggiori introiti»

Negozi e appartamentinell’ex scuola elementare

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Due mil­ioni e 400mila euro per l’immobile comu­nale sede delle ex scuole ele­men­tari del capolu­o­go. È la cifra, sta­bili­ta dal­la per­izia tec­ni­ca dell’architetto Luciano March­esi­ni, da cui parte l’asta, con rial­zo min­i­mo di 50mila euro, indet­ta per il 10 otto­bre dal Comune di Peschiera per la ven­di­ta del­lo sta­bile real­iz­za­to negli anni Cinquan­ta che si affac­cia davan­ti su piaz­za Fer­di­nan­do di Savoia, più nota come piaz­za d’Armi, e sul retro sul Canale di mezzo.[FIRMA]Ma insieme alla strut­tura, e più pre­cisa­mente al suo vol­ume e sed­ime per­ché il cor­tile res­ta esclu­so dal­la ven­di­ta, l’acquirente com­pre­rà anche il prog­et­to, già approva­to dal­la Soprint­en­den­za di Verona, di ciò che in quell’area può essere real­iz­za­to: un edi­fi­cio a des­ti­nazione com­mer­ciale a piano ter­ra e res­i­den­ziale nei piani supe­ri­ori sec­on­do il dis­eg­no inser­i­to, insieme al ban­do d’asta e alla rel­a­ti­va doc­u­men­tazione, nel sito inter­net del Comune.Il com­p­lesso, nelle indi­cazioni dell’amministrazione comu­nale, dovrà man­tenere il nome «Dante Alighieri», quel­lo del­la scuo­la elementare.«La vari­ante per il cam­bio d’uso dell’edificio, da servizi a res­i­den­ziale, è sta­ta approva­ta qualche anno fa», spie­ga il vice sin­da­co Wal­ter Mon­tre­sor. «Il Comune ha prefer­i­to affi­dare la redazione di un prog­et­to di mas­si­ma del futuro sta­bile a due tec­ni­ci esterni, l’ingegner Sil­vano Car­li e l’architetto Alfre­do Pas­quet­to, che saran­no pagati da chi acquis­terà l’immobile».«Il dis­eg­no che si tro­va sul nos­tro sito è quel­lo approva­to da tut­ti gli enti e organ­is­mi com­pe­ten­ti, inclusa appun­to la Soprint­en­den­za. Il che sig­nifi­ca che chi­unque inten­desse mod­i­fi­care il prog­et­to, dovrebbe chiedere nuo­va­mente l’autorizzazione».La ven­di­ta riguar­da solo la super­fi­cie dell’area cop­er­ta dal­la ex scuo­la; restano fuori la parte del cor­tile anti­s­tante, che diven­terà suo­lo pub­bli­co come in tutte le zone del cen­tro stori­co, e l’edificio a fian­co, costru­ito in fre­gio al ponte dei Voltoni, occu­pa­to un tem­po dall’ex macel­lo e che sarà abbattuto.«In questo modo», aggiunge il vice sin­da­co, «il ponte tornerà com’era, con le scale di acces­so su tut­ti e due i lati. E anche il Canale di mez­zo recu­per­erà entrambe le sue passeg­giate». «L’iter di questo prog­et­to è sta­to lun­go e com­p­lesso», dice il sin­da­co , e che è pas­sato anche attra­ver­so la Soprint­en­da regionale che ha dichiara­to l’insussistenza di inter­esse cul­tur­ale dell’immobile. Comunque il risul­ta­to ottenu­to è impor­tante: chi com­pra sa già cosa deve real­iz­zare e come per­ché l’indirizzo del­la Soprint­en­den­za di Verona è chiaro».«Certo è», com­men­ta Chin­car­i­ni, «che il tem­po trascor­so ci ha fat­to perdere anche dei denari per­ché i val­ori immo­bil­iari di oggi sono infe­ri­ori a quel­li del 2006. Dunque anche le indi­cazioni per la nos­tra base d’asta sareb­bero state diverse. E vis­to che par­liamo di sol­di pub­bli­ci questo non è un ele­men­to di poco con­to». «A questo pun­to spe­ri­amo che il mer­ca­to mostri di apprez­zare il prog­et­to in modo da incas­sare la som­ma pre­vista: una parte di ques­ta ci per­me­t­terà di evitare il mutuo per il com­ple­ta­men­to del­la pisci­na che si sta ulti­man­do a San Benedet­to di Lugana. E l’altra parte», con­clude il sin­da­co, «andrà a creare un fon­do cas­sa impor­tante da uti­liz­zare quan­do si deciderà del­la riqual­i­fi­cazione del­la piazza».

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