Faccia a faccia tra sindaco e commercianti. Per ora aderiscono in 20. Cipani: «no» all’esodo autunnale

«Negozi, orario lungo nel fine settimana»

21/07/2006 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Fac­cia a fac­cia l’altra sera tra il Comune di Salò e l’Ascom, anco­ra in sub­buglio dopo le dimis­sioni di Iris Buf­foli. Il sin­da­co e l’asses­sore al Com­mer­cio Nir­vana Grisi han­no con­vo­ca­to i com­mer­cianti nel­la sala dei Provved­i­tori del palaz­zo comu­nale. Il dibat­ti­to si è con­cen­tra­to sui temi più cal­di del­la sta­gione: dagli orari di aper­tu­ra dei negozi nel peri­o­do esti­vo alla neces­sità di pre­dis­porre, in futuro, peri­o­di di chiusura a rotazione evi­tan­do che tut­ti gli oper­a­tori di un com­par­to vadano in vacan­za contemporaneamente.«L’Amministrazione — ha sostenu­to il sin­da­co — ha lib­er­al­iz­za­to al mas­si­mo la con­ces­sione del plateati­co e la real­iz­zazione di strut­ture esterne: gaze­bo, tende, e via dicen­do Si trat­ta di una strate­gia per far diventare Salò sem­pre più accogliente, e in gra­do di com­petere con le altre local­ità tur­is­tiche. Sen­za par­lare degli enor­mi inves­ti­men­ti effet­tuati negli ulti­mi anni. Ma voi dovete dar­ci una mano».Cipani si è poi sof­fer­ma­to sul pri­mo nodo, gli orari di aper­tu­ra dei negozi. «Per offrire un’im­mag­ine anco­ra più gioiosa alle migli­a­ia di vis­i­ta­tori che affol­lano il lun­go­la­go e il cen­tro stori­co ogni sera, vi invi­to a chi­ud­ere più tar­di il ven­erdì, il saba­to e la domeni­ca». Che sen­so ha, si chiede il sin­da­co, aprire i bat­ten­ti alle 14.30 o alle 15? Il sole e il gran cal­do spin­gono la gente a rimanere a casa o ad andare in spi­ag­gia. «Per­chè invece — pro­pone Cipani — non iniziare alle 17 o alle 18, e pro­l­un­gare l’orario fino alle 23, se non dopo? Capis­co che esis­tano prob­le­mi di carat­tere sin­da­cale e orga­niz­za­ti­vo da risol­vere, ma bisogna cam­biare men­tal­ità e abi­tu­di­ni, bisogna fare un salto di qual­ità. Il ris­chio è che Salò fac­cia la fine di Gar­done Riviera».Seconda ques­tione cal­da del­la ser­a­ta: il fug­gi fug­gi autun­nale e inver­nale di molti oper­a­tori salo­di­ani. «Non è ammis­si­bile — ha pros­e­gui­to Cipani — che lo scor­so non ci fos­se una pizze­ria aper­ta. Così, per una margheri­ta con alcu­ni vec­chi ami­ci uni­ver­si­tari, son dovu­to andare a Toscolano Mader­no». Il Comune — ha affer­ma­to il sin­da­co — sta dan­do una pro­va di col­lab­o­razione, alles­ten­do un ric­co cartel­lone di man­i­fes­tazioni allarga­to a 12 mesi (per le fes­tiv­ità di fine anno sono sta­ti spe­si, ad esem­pio, 40mila euro, di cui 15mila per la Fos­sa). «A volte però abbi­amo l’im­pres­sione di essere una cat­te­drale nel deser­to. Spendi­amo cifre esor­bi­tan­ti, ma sen­za riscon­tri. Vor­rem­mo che in ogni peri­o­do dell’anno rimanesse in fun­zione un cer­to numero di locali».Il sin­da­co ha poi aggiun­to che l’Am­min­is­trazione comu­nale si sta bat­ten­do con­tro il nuo­vo grande cen­tro com­mer­ciale pre­vis­to a Gavar­do, «una costruzione da 5mila metri qua­drati cop­er­ti: l’en­nes­i­ma dopo Vil­lan­uo­va, Roè Vol­ciano e via dicen­do». «Siamo sta­ti a , in Regione, alla con­feren­za dei servizi, espri­men­do tim­o­ri e pre­oc­cu­pazioni. Il prossi­mo incon­tro è fis­sato per il 13 set­tem­bre. Andremo con una relazione redat­ta da un grup­po di esper­ti. Non so se otter­re­mo risul­tati. In ogni caso dob­bi­amo difend­ere la nos­tra realtà economica».Numerosi i com­mer­cianti che han­no pre­so la paro­la dopo l’intervento del sin­da­co. Attilio Maroni, tra l’al­tro pres­i­dente del­la Can­ot­tieri, ha defini­to «enco­mi­a­bili» le pro­poste di Cipani. E Ser­gio Bas­set­ti, alber­ga­tore, vicepres­i­dente del con­sorzio Riv­iera dei limoni ha aggiun­to: «Solo col­lab­o­ran­do, rius­cire­mo a trasfor­mare Salò. Per le fasce orarie, i prob­le­mi più grossi riguardano i negozi con molti dipen­den­ti, non quel­li a ges­tione famil­iare. Ma sono prob­le­mi risolvi­bili: del resto, se non rius­cis­si­mo ad arrivare a fine anno con le tasche piene di quat­tri­ni, ter­rem­mo aper­to 24 ore su 24». I com­mer­cianti han­no volu­to poi appro­fondire altre ques­tioni a loro care: i parcheg­gi, il piano-soste, l’il­lu­mi­nazione, le far­ma­cie, i lavori pubblici.Al ter­mine del­l’assem­blea una venti­na di oper­a­tori (ma se ne dovreb­bero aggiun­gere altri che l’al­tra sera non han­no parte­ci­pa­to all’assemblea) han­no accetta­to di tenere aper­ti i negozi fino alle 23 nei week end.

Parole chiave: