La notizia da «Il collezionista». Fu tra i primi in Italia ad ospitare un ufficio postale interno

Nel 1925 il Grand Hotel aveva già il suo annullo

16/07/2006 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Attilio Mazza

Nel 1925 il Grand Hotel di Gar­done Riv­iera fu tra i pri­mi in Italia ad avere un pro­prio uffi­cio postale inter­no con rel­a­ti­vo annul­lo spe­ciale. La notizia con­fer­ma l’importanza del­la sec­on­da grande sta­gione tur­is­ti­ca di Gar­done Riv­iera, inizia­ta nel feb­braio del 1921 con l’approdo di nel­la tenu­ta di Car­gnac­co, e sim­boli­ca­mente con­clusa nei pri­mi mesi del 1938 con la morte del Poeta. Un paio di anni dopo, la parte­ci­pazione dell’Italia alla sec­on­da guer­ra mon­di­ale pose ter­mine alla fase di tur­is­mo mon­dano che ave­va rilan­ci­a­to l’immagine di Gar­done, qua­si in con­ti­nu­ità con la sua pri­ma grande sta­gione mit­tleu­ro­pea ter­mi­na­ta con la pri­ma guer­ra mon­di­ale: quel­la di stazione cli­mat­i­ca inter­nazionale, inizia­ta attorno al 1883 per mer­i­to di due medici tedeschi, Lud­wig Rohden, famoso cli­ma­tol­o­go, e. Karl Koeniger autore nel 1886 del­la fon­da­men­tale e for­tu­na­ta mono­grafia «Gar­done Riv­iera am Gardasee».La notizia dell’annullo postale ottenu­to dal Grand Hotel nel 1925 si deve a Vito Salier­no, autore dell’articolo «Annul­li alberghieri d’Italia», pub­bli­ca­to nel numero di giug­no del­la riv­ista «Il Collezion­ista», edi­ta da Bolaf­fi. Salier­no, noto anche per gli stu­di dan­nun­ziani, scrive che «sebbene al servizio postale alberghiero ital­iano non fos­se sta­ta con­ces­sa la licen­za di emet­tere fran­cobol­li pro­pri, come invece avvenne in Svizzera, alcu­ni hotel aderirono alla pos­si­bil­ità di dis­porre di bol­li con cui annullare la cor­rispon­den­za in parten­za, usufru­en­do in alcu­ni casi anche del servizio di rac­co­man­da­ta e telegrafi­co». Gli alber­ga­tori si era­no resi con­to del­l’u­til­ità di fornire un servizio postale in loco «anche per­ché molti era­no i cli­en­ti di pas­sag­gio: ne avreb­bero ben­e­fi­ci­a­to gli uten­ti, ma anche gli alberghi che ne avreb­bero trat­to una cer­ta pub­blic­ità. E quan­do, subito dopo la pri­ma guer­ra mon­di­ale, le decis­ero di emet­tere car­to­line postali pub­blic­i­tarie, 6 alberghi otten­nero car­to­line pro­prie». I tem­pi era­no maturi per l’apertura di uffi­ci su vas­ta scala. Il regio decre­to 2488 del 16 otto­bre 1923 risolse il prob­le­ma con l’istituzione di agen­zie a tito­lo gra­tu­ito. «Le prime entrarono in fun­zione nel 1925 in local­ità di alto tur­is­mo inter­nazionale: l’hotel Por­doi sul­la stra­da delle Dolomi­ti, l’al­ber­go Dolomi­ti Bor­ca san Vito a Bel­luno, l’al­ber­go Val Martel­lo di Bolzano, i pres­ti­giosi grand hotel di Gar­done Riv­iera e hotel Savoy di San Remo che usarono tut­ti un bol­lo a guller». Nel giro di pochi anni sorsero altri uffi­ci postali alberghieri, ma i pri­mi furono quel­li sopra seg­nalati, fra cui, appun­to, il pres­ti­gioso Grand Hotel di Gar­done Riv­iera. Al ter­mine del­la guer­ra, la fama tur­is­ti­ca del­la local­ità garde­sana com­in­ciò a dec­linare, ma all’inizio degli anni Cinquan­ta la cit­tad­i­na era anco­ra annover­a­ta tur­is­ti­ca­mente fra le più impor­tan­ti e belle d’Italia. L’annullo fu inclu­so, uni­ta­mente a quel­li di Capri, Corti­na, Taormi­na e ad altri luoghi assai famosi, nei sei fran­cobol­li cel­e­bra­tivi del­la «Serie tur­is­ti­ca» emes­sa il 31 dicem­bre 1953 dalle Poste Ital­iane. E per il bozzet­to del fran­cobol­lo fu pro­prio scel­to il Grand Hotel. Ma fu quel­lo l’ultimo decen­nio del grande splen­dore di Gar­done Riviera.

Parole chiave: