«La Fortezza delle Emozioni»: ambienti sensibili multimediali per architetture di guerra in tempo di pace

Nel forte dei linguaggi del futuro

22/07/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

«La Fortez­za delle Emozioni»: ambi­en­ti sen­si­bili mul­ti­me­di­ali per architet­ture di guer­ra in tem­po di pace. Questo il tito­lo del prog­et­to che Stu­dio Azzur­ro, una delle realtà inter­nazion­ali più accred­i­tate nel cam­po dei lin­guag­gi inno­v­a­tivi e del rap­por­to tra cul­tura, arte e nuove tec­nolo­gie, sta real­iz­zan­do a Forte Belvedere Gschwent sull’idea e l’impegno di un team guida­to dall’Apt dell’Altopiano di Fol­gar­ia, Lavarone e Luser­na e com­pos­to anche dagli Asses­so­rati provin­ciali al tur­is­mo e alla cul­tura, dal­la Trenti­no SpA, dai tre Comu­ni del ter­ri­to­rio, dal­la Fon­dazione che gestisce il forte.Un prog­et­to tri­en­nale arti­co­la­to in una serie d’installazioni inter­at­tive che val­orizzer­an­no lo stra­or­di­nario pat­ri­mo­nio delle mem­o­rie anco­ra “cus­todite” da ques­ta fortez­za attra­ver­so per­cor­si emozion­ali che faran­no riv­i­vere in for­ma con­tem­po­ranea la dimen­sione inti­ma e per­son­ale degli uomi­ni in guer­ra nel­la loro quo­tid­i­an­ità e fragilità.Nel mese di luglio ver­rà pre­sen­ta­to un «Plas­ti­co Ani­ma­to» tridi­men­sion­ale prog­et­ta­to in modo da atti­var­si con un sem­plice gesto del­la mano for­nen­do al pub­bli­co una serie di infor­mazioni dinamiche, immag­i­ni e ani­mazioni per meglio com­pren­dere il mon­do e la sto­ria del forte.Contemporaneamente ver­rà atti­va­ta anche la videoin­stal­lazione inter­at­ti­va «Le Sen­tinelle», un sis­tema di guide per­son­ali nelle gal­lerie del­la for­ti­fi­cazione, visu­al­iz­za­to attra­ver­so la proiezione di sig­ni­fica­tivi momen­ti di vita quo­tid­i­ana ricostru­iti a grandez­za nat­u­rale con sil­hou­ette di mil­i­tari inten­ti alle loro attiv­ità: il pub­bli­co attiverà auto­mati­ca­mente la proiezione e ne sarà diret­ta­mente coinvolto.Infine nel­la stes­sa data ver­rà mes­sa in fun­zione l’opera gli «Obi­ci dei Suoni». Si trat­ta di un’opera sono­ra che spar­erà nelle cupole dove si trova­vano i can­noni “spar­erà” suoni e rumori del­la guer­ra: colpi di artiglieria, voci, coman­di, com­men­ti, umani colpi di tosse, respiri…Una ricostruzione per “ascoltare” in modo indelebile il vor­tice dram­mati­co dei combattimenti.Verrà vara­ta invece in autun­no «Occhi di Luce», un’installazione che rie­vocherà, sem­pre in for­ma mul­ti­me­di­ale e inter­at­ti­va, il telegrafo otti­co che attra­ver­so la Stazione di Monte Rust con­sen­ti­va la comu­ni­cazione in tem­po reale tra i prin­ci­pali for­ti dell’altopiano.Nel 2009 è pre­vista la real­iz­zazione dei «Diari dei Nidi delle Mitragli­atri­ci», per dar voce alle mem­o­rie dei sol­dati che han­no vis­su­to e com­bat­tuto a Forte Belvedere Gschwent, men­tre nel 2010 il prog­et­to si con­clud­erà con «La Casa dei Mes­sag­gi», una “nuvola infor­mat­i­ca” che nell’intero ter­ri­to­rio delle fortezze con­sen­tirà attra­ver­so tele­foni­ni e pal­mari di rice­vere mes­sag­gi e soprat­tut­to di inviarne in ogni dove: mes­sag­gi di pace dalle mem­o­rie del­la guer­ra i cui flus­si, mon­i­torati su una sfera traspar­ente che simulerà il globo ter­restre, trac­cer­an­no sim­boli­ca­mente una nuo­va geografia del mon­do. Nel seg­no del­la con­viven­za tra popoli e culture.26 luglio ore 11Inaugurazione del Plas­ti­co Ani­ma­to, delle Sen­tinelle e degli Obi­ci dei SuoniLavarone, Forte Belvedere Gschwent4 novem­bre ore 18Inaugurazione degli Occhi di LuceLavarone, Forte Belvedere Gschwen­tUn tes­ti­mone di vita e di guer­ra nelle Fortezze dell’ImperatoreSfrutta uno sper­one roc­cioso e un aval­la­men­to del ter­reno che per­me­tte di “spro­fon­dare” di tre liv­el­li la casamat­ta prin­ci­pale. Si salvò per l’in­ter­ven­to del Re Vit­to­rio Emanuele III che, in visi­ta nel 1935 a quel­lo che era sta­to il fronte dei for­ti, volle che almeno uno rimanesse in pie­di. Nonos­tante questo la fame di mate­ri­ali da costruzione, pietre e met­al­lo, che fece segui­to alle due guerre mon­di­ali finì per ridur­lo in cat­tive con­dizioni, fino a quan­do nel 1996 venne acquis­ta­to dal Comune di Lavarone gra­zie al deter­mi­nante con­trib­u­to del­la Provin­cia Autono­ma di Trento.Furono quin­di avviati una serie di prog­et­ti per la val­oriz­zazione del­la strut­tura, con un pro­fon­do restau­ro con­ser­v­a­ti­vo, il ripristi­no del­la cop­er­tu­ra orig­i­nale in zin­co, la sis­temazione dei solai, nonché il risana­men­to del sito.Attualmente è in con­dizioni otti­mali, resti­tu­ito all’origine sia all’esterno che all’interno, dove è allesti­to un aggior­na­to stori­co ded­i­ca­to non solo al Forte Belvedere Gschwent e alle fortezze degli Altip­i­ani, ma anche alle più ampie prob­lem­atiche locali e inter­nazion­ali del­la pri­ma guer­ra mon­di­ale. Acces­so da Lavarone Cap­pel­la seguen­do le indi­cazioni per Oseli.

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