Il Baldo, la montagna del Garda, è un paradiso zoologico. In pochi anni la fauna si è arricchita di cervi, aquile e marmotte

Nel «Giardino d’Europa» si contano ben 400 camosci

21/11/2001 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
s.z.

Il cen­si­men­to sul­la popo­lazione ital­iana, che si svolge in questi giorni, è sta­to antic­i­pa­to nelle set­ti­mane scorse da un altro cen­si­men­to, quel­lo sui camosci del monte . Si è scop­er­to che ce ne sono più di quat­tro­cen­to. Avvis­ta­ti anche un paio di dai­ni, un gio­vane cer­vo, una fem­mi­na di gal­lo cedrone in posizione di cova, due aquile, fran­col­i­ni, mar­motte, ecc. Orga­niz­za­ta dal­la Provin­cia di Verona (Set­tore fau­nis­ti­co-ambi­en­tale) e dal Gav (il Grup­po di accom­pa­g­na­tori vena­tori, com­pos­to da appas­sion­ati stu­diosi), la ril­e­vazione è sta­ta effet­tua­ta da un’ot­tan­ti­na di per­sone, dis­tribuite un po’ ovunque, a quote com­p­rese fra i 1400 e i 1600 metri, qual­cuno sul ver­sante garde­sano, altri dal­la parte oppos­ta. Rag­giun­to il rifu­gio Telegrafo di sera, con fred­do e ven­to impetu­oso, i parte­ci­pan­ti sono sta­ti rifocil­lati dal gestore, poi han­no segui­to una lezione di Pao­lo De Mar­tin. Alle quat­tro del mat­ti­no la sveg­lia. Cias­cuno si è reca­to in una deter­mi­na­ta postazione. Ulti­mate le osser­vazioni, dopo le 9.30, il coor­di­na­tore Giuseppe Ada­mi ha rac­colto le schede. Tre­cen­to­quindi­ci i camosci «con­tati». In base alla pro­porzione matem­at­i­ca usa­ta dai fau­nisti, si pen­sa che in realtà siano più di 400. Sono state viste 103 fem­mine (con­tro le 121 del 2000), 77 pic­coli (una quindic­i­na meno del­l’an­no scor­so), 49 maschi (nove in più) e un’ot­tan­ti­na gli jarhling (esem­plari che han­no super­a­to i 12 mesi di vita). «La mor­tal­ità più ele­va­ta colpisce quel­li in ten­era età. Chi supera l’an­no ha buone pos­si­bil­ità di adat­tar­si all’am­bi­ente e soprav­vi­vere», ha dichiara­to Ada­mi, spie­gan­do il ridot­to numero di fem­mine col fat­to che «i camosci sof­frono moltissi­mo il ven­to. Prob­a­bile siano quin­di rimaste acco­v­ac­ciate e immo­bili col loro pic­col­i­ni nel folto dei mughi, diven­tan­do prati­ca­mente invis­i­bili. Pro­va ne è che sul ver­sante più ripara­to gli avvis­ta­men­ti non sono man­cati». Conosci­u­to come il par­adiso dei botani­ci, che fin dal Set­te­cen­to ne han­no apprez­za­to l’in­cred­i­bile ric­chez­za floris­ti­co-veg­e­tazionale (alcu­ni l’han­no defini­to «Hor­tus Europae», altri «rar­i­o­rum plan­tarum hor­tus»), il Monte Bal­do sta diven­tan­do anche un gia­rdi­no zoo­logi­co. Tut­to è inizia­to nel 1988, con l’in­tro­duzione di cinque camosci che, evi­den­te­mente, han­no figlia­to. Per la gioia di nat­u­ral­isti, escur­sion­isti e degli stes­si cac­cia­tori, sono parec­chie le specie tor­nate a popo­lare prati, boschi e roc­ce: dal capri­o­lo al cer­vo, dal­l’aquila alla mar­mot­ta. Un risul­ta­to di rilie­vo, ottenu­to gra­zie a una mag­giore coscien­za ambi­en­tale e all’im­peg­no con­giun­to di vari enti. Il pres­i­dente del com­pren­so­rio, Lui­gi Gira­mon­ti, ha det­to che «forse è giun­to il momen­to di iniziare la fase dei pre­lievi, lim­i­tati ai capi anziani. Lo scopo: evitare che i camosci più deboli vengano attac­cati da malat­tie paras­si­tarie con pos­si­bile con­ta­gio degli esem­plari sani». L’al­tro peri­co­lo è rap­p­re­sen­ta­to dal­la pre­sen­za di cani randa­gi oppure las­ciati sen­za guin­za­glio dai loro padroni. «Le ammin­is­trazioni comu­nali e la Provin­cia devono capire che ogni giorno le cov­ate sono minac­ciate, e la tran­quil­lità del­la fau­na stanziale dis­tur­ba­ta. Occor­rono quin­di norme adeguate e sev­eri con­trol­li, specie nei fine set­ti­mana», ha con­clu­so Gira­mon­ti. Quan­to al Gav, è com­pos­to da 150 iscrit­ti. Superati gli esa­mi a Tren­to, di fronte a una com­mis­sione ester­na, ed effet­tua­to un lun­go tirocinio, pos­sono accom­pa­gnare i cac­cia­tori nel­la scelta del­la sel­vaggi­na da abbat­tere. Inoltre con­ducono (gra­tuita­mente) tut­ti col­oro che vogliono vedere gli ani­mali dal vivo. Nel 2002 inten­dono orga­niz­zare una serie di vis­ite di carat­tere naturalistico.

Parole chiave: