L’Arpav: «Nella fioritura cianoficee potenzialmente pericolose per i bagnanti». Legambiente rilancia Cigno Azzurro. Ancora lontani i limiti di guardia, controlli quotidiani

Nel lago ci sono alghe tossiche

Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Le alghe sono mas­s­ic­cia­mente aumen­tate, ora stan­no for­man­do gran­di tap­peti ver­das­tri gal­leg­gianti in rot­ta ver­so le spi­agge. Si trat­ta di alghe cianoficee, con poten­zial­ità tossiche per cui, se il fenom­e­no peg­gior­erà, la bal­neazione rischia di essere sospe­sa. A lan­cia­re l’allarme è l’ufficio dell’Arpav (Agen­zia regionale pre­ven­zione e pro­tezione ambi­en­tale), che dal­la set­ti­mana scor­sa ha inten­si­fi­ca­to i con­trol­li e che vista la situ­azione ha deciso di fare ric­og­nizioni giornaliere.Il caso scop­pia pro­prio men­tre si mette in moto la Golet­ta dei laghi — Cig­no Azzur­ro, la cam­pagna nazionale di Legam­bi­ente pre­sen­ta­ta pro­prio ieri a Laveno (Varese) e che, dopo i pri­mi mon­i­tor­ag­gi sui laghi Mag­giore e di Como, arriverà anche sul Gar­da tra dal 21 al 25 luglio.Proprio sul Gar­da lo svilup­po del fito­planc­ton, lega­to alla disponi­bil­ità di nutri­en­ti e luce, ha rag­giun­to un ele­va­to adden­sa­men­to: «La fior­it­u­ra è in aumen­to e sta proce­den­do ver­so le rive», affer­ma Gior­gio Franzi­ni, respon­s­abile dell’ufficio lago di Gar­da, «si notano stria­ture sull’intero baci­no, con un pro­gres­si­vo spi­ag­gia­men­to in cor­so». Chi ha una bar­ca le vede benis­si­mo, ma sono state avvis­tate già ieri anche a riva, in alcune baie come in quel­la di fronte a Vil­la Canos­sa, a Garda.Anche i bag­ni sono a ris­chio: «La specie di fito­planc­ton coin­vol­ta è la Anabae­na lem­mer­man­nii, un’alga micro­scop­i­ca delle cianoficee. Des­ta pre­oc­cu­pazione non solo per il brut­to aspet­to ma per­ché tra i suoi sot­togrup­pi ce ne sono alcu­ni di tossi­ci», spie­ga Franzi­ni, «per questo il min­is­tero del­la Salute rac­co­man­da di sospendere la bal­neazione se i para­metri super­a­no la soglia di cinquemi­la cel­lule per mil­li­l­itro. Ora siamo ben al di sot­to di questo lim­ite, vis­to che l’addensamento mas­si­mo è di cir­ca 800 cel­lule per mil­li­l­itro nei pri­mi tre cen­timetri di acqua e nelle zone peggiori».L’accumulo di alghe è dif­fu­so comunque in tut­to il lago, favorito sulle rive dove non c’è ven­to. «Se le alghe aumen­tassero, la bal­neazione potrebbe essere vieta­ta in via cautel­a­ti­va», con­clude il tec­ni­co dell’Arpav.Michele Bertuc­co, pres­i­dente Legam­bi­ente-Verona, ricor­dan­do che la Golet­ta dei laghi — Cig­no Azzur­ro nasce dall’esperienza idea­ta da Legam­bi­ente Verona nel 1990 e in par­ti­co­lare dal­la biolo­ga Cecil­ia Dal Cero pre­mat­u­ra­mente scom­parsa nel 2003, com­men­ta: «Da anni pun­ti­amo il dito sul mal­fun­zion­a­men­to del col­let­tore, ril­e­van­do che si con­tin­ua a sver­sare a cen­tro lago e da tem­po seg­na­liamo un forte incre­men­to di sostanze organiche che favoriscono una fior­it­u­ra algale for­tis­si­ma. Rin­novi­amo all’Arpav la richi­es­ta di non lim­i­tar­si a con­trol­li rel­a­tivi alla bal­ne­abiltà, ma di tenere con­to del gen­erale sta­to di salute del Gar­da». Anco­ra Bertuc­co: «I Comu­ni dovreb­bero rifare le fog­na­ture div­i­den­do le acque bianche da quelle nere per evitare il sovrac­cari­co del col­let­tore, men­tre i respon­s­abili dell’ (Ags) dovreb­bero, con l’Arpav, eseguire anal­isi sul fon­do per vedere di quan­to l’inquinamento sta avanzando».Franzini rib­at­te: «Dal 1990 fac­ciamo annual­mente alla Regione una relazione sul­la sorveg­lian­za algale (clas­si­fi­cazione e con­teg­gi delle alghe) e sulle indagi­ni lim­no­logiche (mis­urazioni dei para­metri chim­i­co fisi­ci su tut­ta la colon­na d’acqua), che poi pub­blichi­amo sul nos­tro sito, www.arpa.veneto.it/acque/garda/trasparenza.htm, dove spieghi­amo cosa sono le fior­i­t­ure algali, quan­do e dove e in che entità il fenom­e­no si è ver­i­fi­ca­to. L’ente pub­bli­co ha tutte le infor­mazioni per agire di con­seguen­za, non ci stancher­e­mo mai di dire che si deve smet­tere di scari­care fos­foro nel lago». Il pres­i­dente di Legam­bi­ente, Bertuc­co, con­clude: «La nos­tra cam­pagna mira a sua vol­ta a infor­mare sul­lo sta­to di salute dell’ecosistema lago e a pro­muo­vere politiche di buona ges­tione e sal­va­guardia. Noi per pri­mi uti­lizzi­amo il sito Arpav, da cui emerge una pre­oc­cu­pazione che è anche la nostra».