I due vecchi quadranti dell'orologio della torre Apponale, smontati da qualche anno e dati per dispersi, sono riemersi al cantiere comunale, peraltro ridotti a ferraglia o poco più.

Nel puzzle quadrato di 4 metri ricostruito l’orologio della torre

03/09/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

I due vec­chi quad­ran­ti del­l’orolo­gio del­la torre Apponale, smon­tati da qualche anno e dati per dis­per­si, sono riemer­si al cantiere comu­nale, per­al­tro ridot­ti a fer­raglia o poco più. Qualche giorno fa operai e tec­ni­ci han­no por­ta­to il muc­chione di ritagli, la mag­gior parte in fer­ro cor­roso e pie­ga­to, il resto in rame, in un locale sgomber­a­to per l’oc­ca­sione e grande abbas­tan­za per tentare la ricostruzione. Poi pez­zo per pez­zo, han­no prova­to a rimet­tere al loro pos­to i ritagli: sul pavi­men­to è cresci­u­to, un po’ alla vol­ta, un enorme puz­zle, quat­tro metri per quat­tro, fino a ripro­porre in maniera qua­si com­ple­ta, il quad­rante com’era in orig­ine: con le ore romane più le cifre ara­biche, sec­on­do una pecu­liar­ità che asso­lu­ta­mente non si vuole perdere. Da due che era­no, dicono i tes­ti­moni fra cui l’asses­sore Mat­teot­ti, i resid­uati sono bas­ta­ti per ricopi­are, nelle dimen­sioni e con i par­ti­co­lari, l’o­rig­i­nale. L’op­er­azione è sta­ta resa pos­si­bile dal­l’ac­cor­do final­mente rag­giun­to fra ammin­is­trazione comu­nale e Beni cul­tur­ali del­la provin­cia: tipolo­gia, dimen­sioni, for­ma e mate­ri­ali per i quad­ran­ti infat­ti devono essere con­cor­dati con Tren­to. Ora non res­ta che pas­sare il dis­eg­no ad un arti­giano incar­i­ca­to di ripro­porre, nuovi di zec­ca, i quad­ran­ti da instal­lare all’ester­no di quei cer­chi di col­ore azzur­rog­no­lo in cui svanis­cono adesso le razze. Per­al­tro il dan­no, per ora, non sem­bra essere molto grave: infat­ti non risul­ta che l’orolo­gio fun­zioni, nonos­tante il tram­bus­to cre­ato intorno al restau­ro. Il silen­zio avvolge per­al­tro tut­ta la torre: tre pri­ma­vere fa, l’am­min­is­trazione (era sin­da­co Moli­nari) annun­ciò come immi­nente l’aper­tu­ra del­la torre e la pos­si­bil­ità ai tur­isti di goder­si un colpo d’oc­chio incred­i­bile sul­la cit­tà e sul lago. Da allo­ra più nul­la si muove, la torre rimane chiusa e sig­illa­ta, e l’orolo­gio zitto.