Anche il ministro Enrico Letta ribadisce la primogenitura benacense nel settore

Nella guerra delle scarpe, Riva batte Bologna

14/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Dopo averne fat­to l’ap­pun­ta­men­to più impor­tante d’Eu­ropa e forse del mon­do per il set­tore del­la calzatu­ra «di vol­ume», quel­la che priv­i­le­gia la quan­tità, i respon­s­abili di Riva Schuh han­no cer­ca­to, per­lomeno nelle tre ultime edi­zioni, di usare la fiera come vet­ri­na in cui esi­bire con un pizzi­co di orgoglio i risul­tati con­se­gui­ti. L’op­er­azione serve in con­tem­po­ranea a più scopi: sostenere la can­di­datu­ra del­l’Al­to Gar­da a cap­i­tale trenti­na del set­tore fieris­ti­co, con­vin­cere la provin­cia che vale la pena di inve­stire nel set­tore, com­pattare nel­l’ap­pog­gio all’inizia­ti­va un’opin­ione pub­bli­ca non sem­pre entusiasta.Il reg­ista niente affat­to occul­to del­la svol­ta è Mario Mal­ossi­ni, entra­to a tirare le fila delle relazioni esterne di Pala­con­gres­si srl. Un anno fa è venu­to il min­istro Fassi­no, nel giug­no 2000 è toc­ca­to al sot­toseg­re­tario Fab­ris, ieri all’­Ex­po Bal­tera è sbar­ca­to il min­istro in car­i­ca per il com­mer­cio con l’Es­tero, Enri­co Let­ta. Sul piano dei con­tenu­ti, la pre­sen­za degli espo­nen­ti del gov­er­no serve a com­bat­tere la guer­ra con­tro Bologna, can­di­da­ta a strap­pare la fiera ‑e tut­ti gli svariati mil­iar­di che movi­men­ta diret­ta­mente e nel­l’in­dot­to- a Riva. Se il pro­nun­ci­a­men­to di Fab­ris con­tro la assur­dità d’u­na con­cor­ren­za sui­ci­da fra due imp­rese ital­iane era sta­ta più esplici­ta, anche il tito­lare del com­mer­cio con l’es­tero ha con­dan­na­to ieri il munic­i­pal­is­mo esaper­a­to, pec­ca­to tut­to ital­iano. Ha par­la­to del­la neces­sità di fare sis­tema, soprat­tut­to in una realtà euro­pea dove i tedeschi ci riescono benis­si­mo ed il france­si li seguono a ruo­ta. Ha con­clu­so sul­la disponi­bil­ità ad un impeg­no diret­to del gov­er­no nel cal­mare gli ecces­si, quan­do la con­cor­ren­za diven­ti «con­fliggente». A Gian­ni Zon­ti­ni, pres­i­dente di Pala­con­gres­si srl, questo impeg­no, su cui Riva gio­ca una fet­ta impor­tante delle prospet­tive di futuro svilup­po, bas­ta. Per­al­tro con quel­la di Let­ta, ha incas­sato anche la promes­sa di Del­lai: la provin­cia riconosce il ruo­lo del­la fiera rivana e con­tin­uerà ad impeg­nar­si per sostenerla.Per finire un po’ di numeri. Gli espos­i­tori sono 820, di 26 pae­si. Metà (415) ital­iani, 99 tedeschi, 74 spag­no­li, ma anche 29 da Tai­wan, 14 thai­lan­desi: ci sono rap­p­re­sen­tanze pure dagli Usa e dal prin­ci­pa­to di Mona­co. I rap­p­re­sen­tan­ti dei pro­dut­tori por­tano a Riva i mod­el­li del­la pro­duzione per l’in­ver­no 2001–2002. I vis­i­ta­tori atte­si sono 8000, il 60% dal­l’es­tero. Il giro d’af­fari, dif­fi­cile da pre­cis­are, è quan­tifi­ca­bile in 500 miliardi.

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