I livelli delle acque rimangono alti ma il presidente dell’azienda speciale Garda Uno tranquillizza

«Nessun danno al depuratore»

Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Anche con il ritorno del bel tem­po i liv­el­li delle acque del Gar­da riman­gono alti. Ieri mart­edì mat­ti­na era­no attes­ta­ti a quo­ta 172 sopra lo zero idro­met­ri­co di Peschiera dopo che la set­ti­mana scor­sa ave­vano rag­giun­to la quo­ta mas­si­ma di più 174 cen­timetri. Riman­gono quin­di gravi le pre­oc­cu­pazioni del­la popo­lazione garde­sana anche se la situ­azione rimane costan­te­mente sot­to con­trol­lo da parte dei respon­s­abili del Mag­is­tra­to alle Acque che con le chiuse di Salionze regolano l’uscita del Min­cio che attual­mente scar­i­ca 190 metri cubi di acqua al sec­on­do, che, a sua vol­ta, va a inter­es­sare i laghi di Man­to­va. Situ­azione che mantiene anche l’Azienda spe­ciale in sta­to di aller­ta per quan­to con­cerne le con­dut­ture del­la strut­tura cir­cum­lacuale che rac­col­go­no le acque di scari­co di gran parte del­la spon­da occi­den­tale del per coin­vogliar­le poi al depu­ra­tore di Peschiera dove con­fluis­cono anche tutte quelle del­la spon­da ori­en­tale dell’. Nat­u­ral­mente con questo sta­to di cose nei due col­let­tori stan­no entran­do anche gran­di quan­tità di acque non prove­ni­en­ti esclu­si­va­mente dalle fog­na­ture. Acque bianche, o qua­si, che rag­giun­gono il cen­tro di di Peschiera la cui ges­tione è affi­da­ta alla Gar­da Uno. «Una situ­azione assai pesante, che ci impeg­na quo­tid­i­ana­mente nei con­trol­li sis­tem­ati­ci di tut­ta la rete», affer­ma il pres­i­dente del Gar­da Uno Gui­do Maru­el­li», in modo da aver mon­i­tora­ta min­u­to per min­u­to l’intera situ­azione». Nes­sun dan­no al momen­to è seg­nala­to all’impianto depu­ra­ti­vo né tan­to meno alla rete di rac­col­ta dell’intero sis­tema di col­let­ta­men­to. Una situ­azione quin­di che ras­si­cu­ra e fa ben sper­are per la prossi­ma sta­gione tur­is­ti­ca vol­ta a bis­sare le ultime pos­i­tive annate che han­no vis­to una sem­pre mag­giore e costante situ­azione di pulizia e bal­ne­abil­ità delle acque del lago di Gar­da. Attiv­ità quel­la del che guar­da anche ver­so nuove inizia­tive e nuovi «pas­sag­gi fon­da­men­tali» e che riguardano anche la spon­da veronese del lago nel ten­ta­ti­vo di cos­ti­tuire un uni­co ambito di ges­tione per tut­to il baci­no garde­sano. «Nec­es­sario fare i con­ti- affer­ma il pres­i­dente del Con­sorzio bres­ciano- con le rispet­tive province e regioni ma mi sem­bra che final­mente le cose ora com­in­ci­no a cam­minare nel ver­so gius­to». L’obiettivo dell’Azienda bres­ciana, oltre alla trasfor­mazione in una soci­età per azioni, prat­i­ca in cor­so, è che la stes­sa cosa ven­ga effet­tua­ta anche nel Veronese . Tra i prog­et­ti pre­sen­tati da Gar­da Uno alla Com­mis­sione ecolo­gia del­la provin­cia di Bres­cia, anche quel­lo rel­a­ti­vo alla pulizia dell’acqua di super­fi­cie dei por­ti e dei litorali, con l’uso del bat­tel­lo spazz­i­no più razionale. Un prog­et­to da 550 mil­ioni che dovrebbe risol­vere il prob­le­ma del­la pulizia delle spi­agge e di tut­ti quei pun­ti com­pre­si tra la parte asfal­ta­ta e la parte a lago che spes­so risul­tano essere ter­ra di nes­suno ma che van­no egual­mente gesti­ti e tenu­ti puli­ti. Una prob­lem­at­i­ca ques­ta che inter­es­sa anche la spon­da veronese del lago e che va affronta­ta per dare mag­giore pos­i­tiv­ità all’immagine tur­is­ti­ca e ambi­en­tale del Gar­da e delle sue sponde.