Petizione contro i parchimetri: 400 firme in pochi giorni

Nessuno vuole pagare per la sosta

03/04/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
cad.

L’e­lim­i­nazione dei parcheg­gi a paga­men­to attorno alla cit­tà, richi­es­ta l’al­tro giorno dal pres­i­dente dei com­mer­cianti del cen­tro stori­co, Bruno Lunel­li, dava l’im­pres­sione del­la soli­ta ester­nazione di una cat­e­go­ria che fat­i­ca a quadrare i mod­esti bilan­ci del loro negozio. La realtà è risul­ta­ta ben diver­sa. I negozianti sono pas­sati dalle parole ai fat­ti. Stanchi di rimanere inascoltati in comune, han­no avvi­a­to una rac­col­ta di firme per far sman­tel­lare gli odiati par­cometri dal Foro Boario e dal piaz­za­le del Cas­inò. In alcu­ni giorni han­no già rac­colto oltre 400 firme e sono sicuri di arrivare a cifre a tre zeri.Se qualche com­mer­ciante teme­va di met­ter fuori la tes­ta, s’è presto ricre­du­to di fronte all’i­naspet­ta­to suc­ces­so del­l’inizia­ti­va. «Abbi­amo avu­to la con­fer­ma di quan­to sia incavola­ta la gente per il fat­to di dover pagare un parcheg­gio 1200 lire all’o­ra — com­men­ta sod­dis­fat­to Gian­ni Righet­ti, il popo­lare coif­feur-velista di via Segan­ti­ni — Non abbi­amo dovu­to insis­tere per far­la fir­mare e nes­suno s’è tira­to indi­etro. Il record è del negozio di con­fezioni in piaz­za Tre Novem­bre: nel­la sola gior­na­ta di saba­to sono state rac­colte oltre cen­to ade­sioni, tante quan­ti i cli­en­ti che sono entrati». Dopo la chiusura domeni­cale e quel­la del lunedì, oggi la petizione ripren­derà alla grande. E i com­mer­cianti sono cer­ti di con­clud­ere in fret­ta l’«operazione anti­tiket». Al ter­mine pre­sen­ter­an­no al comi­ta­to di cir­co­scrizione l’is­tan­za di ripristinare la sos­ta gra­tui­ta al Foro Boario e nel piaz­za­le dietro il Cas­inò. Il tut­to accom­pa­g­na­to, sec­on­do le pre­vi­sioni, dal «peso» di qualche migli­aio di cit­ta­di­ni. «Ovvi­a­mente non chiedi­amo di ritornare al parcheg­gio libero sen­za alcun lim­ite, che in pas­sato noi stes­si non vol­e­va­mo, ma a dis­co orario — incalza il pres­i­dente Lunel­li — solo che il tem­po mas­si­mo di sos­ta a nos­tro avvi­so non dovrebbe essere di un’o­ra, ma di due. Lo sap­pi­amo tut­ti che spes­so ses­san­ta minu­ti non sono suf­fi­ci­en­ti a sbri­gare varie com­mis­sioni, e se sfori ti ritro­vi puni­to con la mul­ta sot­to il tergicristallo».La petizione del­l’As­socen­tro ha fat­to riemerg­ere anche il prob­le­ma del reper­i­men­to delle mon­e­tine per i par­cometri. Le «macchinette» in uso ad Arco accettano soltan­to denaro metal­li­co, mille lire com­p­rese. Impos­si­bile invece pagare, come altrove, con la ban­cono­ta da mille. «Questo logi­ca­mente provo­ca le imman­ca­bili arrab­bia­ture degli auto­mo­bilisti, che sovente, trovan­dosi a cor­to di spic­ci­oli — aggiunge Righet­ti — si riv­ol­go­no nelle bot­teghe o nei bar vici­ni per cam­biare le mille di car­ta con mon­ete. Ma non sem­pre gli eser­centi accettano, anche per­ché in cer­ti momen­ti c’è la pro­ces­sione dei cac­cia­tori di sol­di­ni, e allo­ra il mal­cap­i­ta­to è costret­to a con­sumare un caf­fè per ottenere il «resto» da infi­lare nelle man­gia­sol­di. C’è chi, piut­tosto di fare ques­ta trafi­la, spes­so umiliante, las­cia perdere i negozi del cen­tro stori­co e dirot­ta sui super­me­r­cati del­la per­ife­ria, dove non ci sono prob­le­mi di sos­ta e di pedaggi».