A Ferrara di Monte Baldo sono caduti 120 centimetri di neve, a Novezza si è arrivati a un metro e mezzo

Neve: raggiunte le contrade isolate

29/01/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

«Sono i nos­tri angeli, sono som­m­er­sa dal­la neve e loro sono venu­ti a lib­er­ar­mi. Bravis­si­mi». Flavia Bir­ti, 54 anni, abi­ta a Monte Cuc­co, una delle con­trade rimaste iso­late dall’eccezionale nevi­ca­ta di questi giorni. I volon­tari del­la comu­nale han­no lavo­ra­to per pulire la stra­da e scav­are un cam­mi­na­men­to che per­me­tte ai res­i­den­ti di uscire di casa. Era­no anni che lassù non cade­va tan­ta neve. «Ieri erava­mo in una situ­azione dis­as­trosa, c’era il sole ma lo stra­to ave­va rag­giun­to un metro e 20 cen­timetri in paese e un metro e 50 a Novez­za. Ci sono molte frazioni nelle quali vivono tre o quat­tro anziani e, con questo tem­po, sono rimasti intrap­po­lati», spie­ga Palmeri­no Loren­zi, respon­s­abile del grup­po di pro­tezione civile che, tra giovedì sera e ieri, ha lavo­ra­to per fron­teggia­re l’emergenza. Col­lab­o­ran­do con Comune e Provin­cia, ha con­tribuito a man­tenere l’asfalto prat­i­ca­bile, sen­za mai scor­dare chi, in questi casi, non usa cer­to le strade. «Abbi­amo sem­pre con­tat­ta­to tele­foni­ca­mente i nos­tri anziani», spie­ga Loren­zi. «Abi­tano ad Albaré, Meneghei, Cam­bri­gar, Campedel­lo, Pravaz­zar ma spes­so, anche se stan­no bene, non rispon­dono, per cui andi­amo di per­sona a con­trol­lare». Han­no fat­to così in varie occa­sioni, ma da tem­po non accade­va che davan­ti a tante casette di sas­so dovessero scav­are sen­tieri per ricon­giunger­le alla stra­da. Da qui arrivano anche i riforn­i­men­ti, a cui provvede il sin­da­co Pao­lo Rossi, tito­lare dell’unico pan­i­fi­cio del paese: «Alla spe­sa pen­sa il sin­da­co», dice Loren­zi. «Por­ta il pane e, se serve, anche altri generi ali­men­ta­ri». Insom­ma, in una pic­co­la comu­nità tut­ti, in cer­ti momen­ti, si rim­boc­cano le maniche e si dan­no una mano: «Ven­erdì comunque», pre­cisa Loren­zi, «anche gli addet­ti alla Pro­tezione civile provin­ciale si sono inter­es­sati e sono venu­ti a chieder­ci se ser­vi­va aiu­to. Ma siamo rius­ci­ti ad arran­gia­r­ci». E’ sta­to un «tour de force». Tra neve, ven­to, e tem­per­a­ture da briv­i­do l’altro ieri han­no lavo­ra­to dalle 5 alle 22 e, nei giorni prece­den­ti, non han­no mai stac­ca­to pri­ma dell’una di notte. Arman­do Loren­zi­ni, asses­sore alla pro­tezione civile in Comu­nità mon­tana, e il geome­tra Anto­nio Riolfi del­la pro­tezione civile del­la Provin­cia sono sal­i­ti a con­trol­lare. «Ven­erdì, men­tre nevi­ca­va, abbi­amo fat­to un sopral­lu­o­go per vedere se i volon­tari ave­vano bisog­no di aiu­to», spie­ga Loren­zi­ni. «Han­no garan­ti­to di poter­cela fare da soli, ma ne abbi­amo approf­itta­to per ricor­dare che, come chiesto dal 118, la Provin­cia ha mes­so a dis­po­sizione, nelle scorse not­ti, tre fuoristra­da, di cui uno ha pre­sidi­a­to l’ospedale di Capri­no, con un medico e un infer­miere pron­ti a inter­venire dap­per­tut­to in caso di emer­gen­za». Il grup­po di pro­tezione civile comu­nale di Fer­rara, che con­ta trenta volon­tari, ha uno «zoc­co­lo» duris­si­mo. Da anni i volon­tari oper­a­no inces­san­te­mente su una mon­tagna che amano, ma che li costringe spes­so a scen­dere in pri­ma lin­ea. «E’ uno dei ven­ticinque migliori grup­pi del­la provin­cia», con­clude Lorenzini.

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