La Soprintendenza chiede al Ministero di vincolare l’area verde della Traina

Niente case vicino al Vittoriale

21/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

La novità arri­va alla fine. Dopo ore di dis­cus­sione, a sor­pre­sa, quan­do l’attenzione dei più sta ormai calan­do e la mente legge e rilegge il nas­tro degli argo­men­ti già affrontati. «La Soprint­en­den­za di Bres­cia — dice il sin­da­co di Gar­done Riv­iera, Alessan­dro Baz­zani — ci ha comu­ni­ca­to di avere chiesto di ren­dere ined­i­fi­ca­bile una fas­cia di verde al con­fine col Vit­to­ri­ale. Si trat­ta di una parte del­l’area Traina, meglio conosci­u­ta come pro­pri­età Luc­chi­ni. Even­tu­ali osser­vazioni van­no invi­ate entro trenta giorni. Il vin­co­lo sarà deciso dal Min­is­tero dei Beni cul­tur­ali. Insom­ma, un bas­ton­ci­no tra le ruote dei pri­vati». Il con­siglio comu­nale ris­er­va sem­pre il sale (o il veleno?) sul­la coda. All’ul­ti­mo pun­to, infat­ti, si par­la degli argo­men­ti di stret­ta attual­ità. Così, dopo l’ap­provazione del bilan­cio pre­ven­ti­vo, ecco le ques­tioni più inter­es­san­ti. La Traina, dunque. La pro­pri­età Luc­chi­ni. In parte potrebbe diventare «ined­i­fi­ca­bile». Per­ché? Per inquadrare la vicen­da, è nec­es­saria una arti­co­la­ta pre­mes­sa. Il vec­chio piano rego­la­tore gen­erale, approva­to nell’86 e ritoc­ca­to nel ’92, prevede­va grossi aumen­ti di vol­ume­tria. Nel mar­zo ’97, in con­siglio comu­nale, passò una vari­ante (il prog­et­tista era l’ar­chitet­to Gio­van­ni Cigognetti, allo­ra sin­da­co di Salò), resti­tui­ta nel ’99 dal­la Regione, con la richi­es­ta di una serie di mod­i­fiche. Qual­cuno ave­va sug­ger­i­to di riget­tar­la. «No, no — osservò a suo tem­po Baz­zani -. Molto meglio ten­er­la». Il moti­vo? «In caso di con­trap­po­sizione tra il piano rego­la­tore in vig­ore e l’ul­ti­ma vari­ante adot­ta­ta, vale la nor­ma più restrit­ti­va». Det­to, fat­to. L’in­dus­tri­ale Lui­gi Luc­chi­ni, ex pres­i­dente di Con­find­us­tria, e la soci­età in acco­man­di­ta sem­plice «Gar­dasee», del gen­ero Michele Bai­et­ti, ave­vano la pos­si­bil­ità di costru­ire 26 mila metri cubi: 18 mila per un alber­go-res­i­dence, 4 mila per un con­do­minio, altret­tan­ti per un hotel tradizionale. L’am­min­is­trazione gui­da­ta da Pier­car­lo Belot­ti con­cordò un taglio, dimez­zan­do il tut­to: 9 mila metri cubi abi­ta­tivi e 4 mila alberghieri, per un totale di 13 mila. Il Pirellone però ha poi boc­cia­to la parte res­i­den­ziale («a causa del­la posizione adi­a­cente al Vit­to­ri­ale e del­la par­ti­co­lare mor­folo­gia»), autor­iz­zan­do solo i 4 mila metri cubi, da col­lo­care tra un liv­el­lo di 120 e 130 metri sul liv­el­lo del mare. E, al momen­to, vale quest’ul­ti­ma indi­cazione. Adesso la pro­pos­ta del­la Soprint­en­den­za di vin­co­lare tut­ta la fas­cia a ridos­so del Vit­to­ri­ale. Sec­on­do argo­men­to esam­i­na­to a ruo­ta lib­era: la chiusura del­l’ospedale San­ta Coro­na di Fasano, dove si effet­tua riabil­i­tazione car­di­o­log­i­ca. «Abbi­amo appre­so dai gior­nali locali che andrebbe a Roè Vol­ciano — com­men­ta il sin­da­co -. Ques­ta è la pre­vi­sione inseri­ta nel piano tri­en­nale approva­to dal­la . Non pos­si­amo asso­lu­ta­mente accettare il trasfer­i­men­to. Riten­go quin­di indif­feri­bile un incon­tro con il dot­tor Lucio Mas­tro­mat­teo, diret­tore del Civile di Bres­cia, da cui la strut­tura di Fasano dipende». In pas­sato la vil­la patrizia, con uno splen­di­do gia­rdi­no a lago, era adibi­ta a colo­nia esti­va: un cen­tro di pre­ven­zione pedi­atri­co per malat­tie reumatiche. Divenne ospedale nel ’65 (il San­ta Coro­na, appun­to), aggre­ga­to al Civile nel ’78. L’ul­ti­ma ristrut­turazione risale al ’96, con la creazione di una pic­co­la ala e di un parcheg­gio da 25 auto sul­la pias­tra sopras­tante, ed il miglio­ra­men­to dei servizi igien­i­ci. Dispone di un centi­naio di posti let­to (due sezioni maschili, una fem­minile e alcune camere sin­gole a dif­feren­zi­azione alberghiera). Altret­tan­ti i dipen­den­ti (dieci i medici e 35 gli infer­mieri pro­fes­sion­ali). Sono 2500–2600 i ricoverati nel­l’ar­co di un anno: un migli­aio i reduci da infar­to, altret­tan­ti gli operati di by pass e 500 sot­to­posti a sos­ti­tuzioni valvolari. Arrivano, in gran parte, dal­la Lom­bar­dia; non man­cano, comunque, lig­uri e veneti. Nel ’99, inter­pel­la­to sul ris­chio di una chiusura di Fasano, Mas­tro­mat­teo rispose: «Le pre­oc­cu­pazioni sono infon­date. Noi inten­di­amo adeguare l’of­fer­ta delle prestazioni ai bisog­ni dei cit­ta­di­ni. In ques­ta otti­ca, il San­ta Coro­na è des­ti­na­to a inte­grar­si nel dipar­ti­men­to car­dio-toraci­co, in virtù del­la spe­cial­iz­zazione da sem­pre posse­du­ta nel­la riabil­i­tazione di infar­tuati e ammalati di cuore. A tale scopo è pre­vista la ricon­ver­sione di 15 posti let­to, oggi medi­a­mente non uti­liz­za­ti, in riabil­i­tazione res­pi­ra­to­ria per pazi­en­ti che proven­gono da chirur­gia». Ma, dopo l’ap­provazione del nuo­vo piano ospedaliero, Baz­zani teme che la strut­tura ven­ga can­cel­la­ta. Ter­zo argo­men­to: la pro­pos­ta del­l’Is­ti­tu­to tec­ni­co «Bat­tisti» di Salò di aprire il liceo tur­is­ti­co. «Siamo pre­oc­cu­pati — riconosce il sin­da­co -. A Gar­done c’è l’is­ti­tu­to pro­fes­sion­ale alberghiero. Non vor­rem­mo fos­se dan­neg­gia­to da una sim­i­le con­cor­ren­za. Il Cate­ri­na de’ Medici, tra l’al­tro, ha vis­to aumentare le iscrizioni per il 2001/2002, tan­to da richiedere la disponi­bil­ità di alcune aule delle vicine scuole medie».