Hanno distrutto la cassa senza trovare nulla e si sono accaniti su mobili e computer, danni per cento milioni

Niente soldi, i ladri appiccano il fuoco

21/09/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Fumo e fiamme al bar Sire­na. Nel­la notte tra mart­edì e mer­coledì ignoti han­no pre­so di mira il locale di Loren­zo Boni, sul­la passeg­gia­ta Rival­un­ga al con­fine con Gar­da. I mal­viven­ti se ne sono andati sen­za alcun bot­ti­no, ma han­no las­ci­a­to alle loro spalle un vero dis­as­tro. L’episodio, una set­ti­mana dopo un altro ten­ta­ti­vo di incen­dio, non fa che alzare il liv­el­lo di guardia in paese e tra i gestori di bar e ris­toran­ti l’allarme è pal­pa­bile. Questi i fat­ti: per cause anco­ra da accertare il fuo­co svilup­pa­to all’interno del bar Sire­na la scor­sa notte ha forte­mente rov­ina­to l’ala del piano bar provo­can­do dan­ni che sec­on­do una pri­ma sti­ma dovreb­bero aggi­rar­si attorno ai cen­to mil­ioni. Ben più grave pote­va comunque risultare l’opera dei mal­viven­ti se, poco pri­ma delle due e durante il con­trol­lo di rou­tine, un agente del­la tele­vig­i­lan­za Adi­ge non si fos­se accor­to del­la puz­za di fumo che fuo­rius­ci­va dal locale. Subito avver­ti­ti i tito­lari del bar e i vig­ili del fuo­co, l’incendio è sta­to per for­tu­na cir­co­scrit­to pri­ma di svilup­par­si nelle altre stanze. Il tut­to è avvenu­to sen­za uno strac­cio di tes­ti­mone, nonos­tante la pre­sen­za a poche decine di metri del campeg­gio La Roc­ca. L’ora tar­da e l’oscurità del pos­to han­no sen­za dub­bio avvan­tag­gia­to i balor­di, che sono pen­e­trati nell’esercizio dopo aver rot­to con la mano — trac­ce evi­den­ti di sangue sono rimaste sparse un po’ ovunque — un ango­lo dell’ampia vetra­ta con vista sul­la ter­raz­za. Una vol­ta den­tro, i ladri si sono accan­i­ti sul reg­is­tra­tore di cas­sa (han­no perfi­no tolto i tasti uno a uno) con la sper­an­za, rimas­ta vana, di trovare l’incasso del­la gior­na­ta. Forse pro­prio a causa dell’ira per un colpo anda­to a vuo­to han­no inizia­to a strap­pare i fili del com­put­er uti­liz­za­to per le ordi­nazioni dei cli­en­ti, han­no poi svuo­ta­to i cas­set­ti e i frig­oriferi dei gelati. Quin­di si sono recati in cuci­na ma qui, tranne qualche brioches, non han­no toc­ca­to nul­la. A quan­to pare non han­no nem­meno imboc­ca­to le scale che por­tano sot­to, in mag­a­zz­i­no e all’adiacente stan­za da let­to che in piena estate viene occu­pa­ta dai gestori. I tito­lari, infat­ti, vista l’ora tar­da di chiusura durante la sta­gione, preferiscono rimanere a dormire in loco anziché tornare a casa, sul­la col­li­na di .