Il sindaco Dalla Pellegrina ribadisce di aver cancellato la manifestazione come segno di lutto per la guerra. Intanto si allontanano i campionati del mondo previsti in giugno

«No ai fuochi solo per rispetto»

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

«Nes­suna inten­zione di pian­gere, ma solo una for­ma di sen­si­bil­ità nei con­fron­ti di chi, in questo momen­to, sof­fre a causa del­la guer­ra in cor­so: se poi ques­ta sen­si­bil­ità non è con­di­visa ma, anzi, viene stru­men­tal­iz­za­ta da qualche ammin­is­tra­tore di Lazise beh, non pos­so che rispon­dere che mi dispi­ace molto ma che, forse, ques­ta per­sona, o queste per­sone, dovreb­bero pre­oc­cu­par­si mag­gior­mente di quan­to avviene in casa loro». È il com­men­to del sin­da­co Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na dopo che l’amministrazione laciniense ha deciso di dare ospi­tal­ità, ques­ta sera, allo spet­ta­co­lo pirotec­ni­co sull’acqua che Peschiera ha scel­to di sospendere in seg­no di rispet­to per le tragedie legate agli even­ti bel­li­ci in cor­so; in par­ti­co­lar modo, il sin­da­co si è risen­ti­to soprat­tut­to per le insin­u­azioni avan­zate e che fareb­bero ricadere la deci­sione di sospen­sione del­lo spet­ta­co­lo non ad una for­ma di parte­ci­pazione a quan­to avviene in Iraq, ben­sì a dis­si­di all’interno dell’amministrazione aril­i­cense. «Si trat­ta di una stru­men­tal­iz­zazione gra­tui­ta e fal­sa, vista l’armonia che pro­prio in questi mesi sta viven­do la mia coal­izione. A dif­feren­za di quan­to ripor­ta­to, noi non sti­amo piangen­do: abbi­amo sem­plice­mente scel­to di mostrare conc­re­ta­mente il nos­tro unanime rispet­to per quel­lo che sta succe­den­do nel mon­do». «Even­ti», con­tin­ua Dal­la Pel­le­g­ri­na, «che ritene­vo potessero rap­p­re­sentare un momen­to di comune sol­i­da­ri­età tra i vari sin­daci del lago; mi pare, invece, che ci sia chi ha pen­sato bene di sfruttare lo spet­ta­co­lo vis­to che è gra­tu­ito e ha pen­sato, allo stes­so tem­po, di sen­tir­si autor­iz­za­to ad avan­zare ipote­si e critiche del tut­to prive di fon­da­men­to». «È cap­i­ta­to spes­so che noi ammin­is­tra­tori siamo sta­ti chia­mati a pren­dere posizione nei con­fron­ti del­la guer­ra, così come è cap­i­ta­to a me con la richi­es­ta di espo­sizione del­la bandiera del­la pace; e una vol­ta che qual­cuno lo fa, c’è chi si soll­e­va e mette in dub­bio le inten­zioni e le moti­vazioni: con quale dirit­to? Queste per­sone fareb­bero molto meglio ad occu­par­si delle vicende, anche politiche, di casa loro». Ma la rispos­ta del sin­da­co di Peschiera non si limi­ta a queste reazioni vis­to che annun­cia che «alla luce di quan­to avvenu­to, sono costret­to anche a rimet­tere in dis­cus­sione la com­parte­ci­pazione del nos­tro Comune alla real­iz­zazione del Cam­pi­ona­to del mon­do di fuochi d’artificio che avran­no luo­go sul Gar­da nei prossi­mi mesi: se questi sono i pre­sup­posti dei rap­por­ti tra Comu­ni lim­itrofi», con­clude Dal­la Pel­le­g­ri­na, «bisogn­erà ripren­dere anche a questo prog­et­to».