In Comune arriva una lettera dei genitori che frequentano i giardini pubblici della Maratona. La protesta di un centinaio di mamme che portano i bimbi al parco

«No ai giochi a pagamento»

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

«Cer­ti giochi eserci­tano un’at­trazione notev­ole sui bam­bi­ni, se poi risul­tano anche a paga­men­to allo­ra accom­pa­gnare i pic­coli ai gia­r­di­ni pub­bli­ci diven­ta una dis­per­azione per gen­i­tori ed edu­ca­tori, per­ché non per­me­tte più alle famiglie di trascor­rere ore piacevoli». E’ questo in estrema sin­te­si il con­cet­to espres­so da un centi­naio di mamme di Desen­zano attra­ver­so una protes­ta for­male, invi­a­ta al sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za, al quale viene chiesto per­ché sia sta­ta autor­iz­za­ta, nel gia­rdi­no del­la Mara­tona, sul lun­go­la­go Anel­li, l’in­stal­lazione di giochi gon­fi­a­bili a paga­men­to. Questi svaghi per i pic­coli a paga­men­to, sec­on­do l’opinione e l’esperienza delle mamme, rap­p­re­sen­tereb­bero un’ir­re­sistibile attrazione per i pic­coli che, pur di salir­ci sopra, non esi­tano a piantare capric­ci insosteni­bili per gli «impo­ten­ti gen­i­tori». Che alla fine, per fare smet­tere i pro­pri figli di pian­gere e fare capric­ci, si vedono costret­ti a scu­cire diver­si euro per ogni gior­na­ta pas­sa­ta al gia­rdi­no pub­bli­co. Ma sec­on­do l’asses­sore al tur­is­mo Ade­lio Zanel­li «il prob­le­ma pro­prio non esiste, per­chè chi­unque a Desen­zano ha la pos­si­bil­ità di andare a trovar­si un altro gia­rdi­no pub­bli­co, dove non ci sono i giochi a paga­men­to». «Siamo un grup­po di mamme — scrive la loro por­tav­oce Emanuela Almi­ci — che da anni, durante la passeg­gia­ta gior­naliera, fa tap­pa al par­co giochi del­la Mara­tona, luo­go d’in­con­tro per le famiglie e di diver­ti­men­to per i bam­bi­ni. Ma da cir­ca un mese, pos­si­amo dire, il par­co giochi del­la Mara­tona è diven­ta­to un par­co giochi «a paga­men­to», per­ché nel­la parte inte­grante del par­co comu­nale è sta­ta autor­iz­za­ta l’in­stal­lazione di giochi gon­fi­a­bili, fruibili solo a paga­men­to. La costante pres­sione psi­co­log­i­ca eserci­ta­ta sui bam­bi­ni da tali attrazioni — con­tin­ua le petizione — non per­me­tte più alle famiglie di trascor­rere ore piacevoli nei gia­r­di­ni pub­bli­ci. Chiedi­amo per­tan­to: è sta­ta val­u­ta­ta atten­ta­mente l’au­tor­iz­zazione dei giochi gon­fi­a­bili a paga­men­to nel­l’ex par­co giochi? Non sarebbe più cor­ret­to creare un’area esclu­si­va per diver­ti­men­ti a paga­men­to? Ci sono inter­es­si eco­nomi­ci supe­ri­ori rispet­to alla lib­ertà di trascor­rere piacevoli ore con i nos­tri bam­bi­ni? Cosa si pen­sa di fare per resti­tuire il par­co alle famiglie?». Fin qui la let­tera che, ripeti­amo, è sta­ta spedi­ta al sin­da­co Pien­az­za. Nel frat­tem­po, pro­va a dare una rispos­ta l’asses­sore al tur­is­mo Ade­lio Zanel­li: «Premet­to subito che sul prob­le­ma è com­pe­tente l’Uf­fi­cio Trib­u­ti, che è quel­lo che ha pro­ce­du­to alla prat­i­ca ed alla rel­a­ti­va autor­iz­zazione. Tut­tavia non mi sem­bra un prob­le­ma così serio come viene pro­pos­to dai gen­i­tori autori del­la petizione. Si trat­ta, infat­ti, di alcu­ni giochi, che sono sta­ti autor­iz­za­ti in un gia­rdi­no per far diver­tire i bam­bi­ni, ovvi­a­mente a dis­crezione dei loro gen­i­tori. Cosa c’è di male? Se si vuole evitare che i pro­pri bam­bi­ni giochi­no con attrazioni a paga­men­to, a Desen­zano — pros­egue Zanel­li — esistono diver­si gia­r­di­ni, gran­di e pic­coli, dove sono sta­ti instal­lati giochi sen­za nes­sun obbli­go di pagare. Cosa dovrem­mo fare, allo­ra, in pre­sen­za di una gios­tra? Proibirne l’at­tiv­ità per­ché eserci­ta un’at­trazione sui bam­bi­ni? Comunque, la deci­sione non spet­ta a me, io ho espres­so una mia val­u­tazione. Ma fran­ca­mente ci sono diverse zone in cui le famiglie pos­sono sostare con i bam­bi­ni sen­za che deb­bano essere costret­ti a tirare fuori i soldi».