Un’interrogazione del consigliere provinciale D’Arienzo riapre la discussione sull’ipotesi di tracciato a pagamento.
Il sindaco Bernardi è contrario: «Il traffico si scaricherebbe sui nostri paesi»

No alla superstrada a pedaggio

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Il con­sigliere provin­ciale Vin­cen­zo D’Arienzo tor­na sul tema del­la futu­ra trasfor­mazione delle tan­gen­ziali e vari­anti alle prin­ci­pali arterie stradali in strade a paga­men­to. È questo, infat­ti, l’argomento dell’interrogazione a rispos­ta ver­bale ind­i­riz­za­ta al pres­i­dente del­la Provin­cia Elio Mose­le; e che ha per ogget­to in par­ti­co­lare la regionale 450, ovvero il trat­to di col­lega­men­to tra la roton­da di Cav­al­caselle, frazione di Castel­n­uo­vo del Gar­da, e il casel­lo di Affi dell’autostrada del Brennero.«Sono venu­to infor­mal­mente a conoscen­za — scrive D’Arienzo — che vari sogget­ti» che fan­no rifer­i­men­to «al set­tore del­la prog­et­tazione e degli inves­ti­men­ti immo­bil­iari, stareb­bero svol­gen­do stu­di, ricerche e altro nec­es­sario per for­mu­la­re even­tual­mente una pro­pos­ta di project financ­ing (oper­azione di finanzi­a­men­to di opere di pub­bli­ca util­ità con cui uno o più sogget­ti pro­pon­gono a una Pub­bli­ca ammin­is­trazione di finanziare, eseguire e gestire un’­opera pub­bli­ca, il cui prog­et­to è sta­to già approva­to, in cam­bio degli utili che deriver­an­no dai flus­si di cas­sa, ndr) alla Regione con­cer­nente la stra­da regionale in oggetto».«In prat­i­ca l’idea su cui si starebbe lavo­ran­do è quel­la di riqual­i­fi­care la Sr 450 Affi-Castel­n­uo­vo per trasfor­mar­la a pedag­gio, assumerne la gui­da in con­ces­sione e real­iz­zare dei col­lega­men­ti con la regionale 249 (Garde­sana ori­en­tale) nonché una nuo­va via­bil­ità di col­lega­men­to tra la parte ter­mi­nale ad Affi e l’area del Comune di Tor­ri del Bena­co. Si trat­ta di prog­et­ti in ordine ai quali, per­al­tro, si dis­cute da tempo».A sosteg­no del­la tesi, il con­sigliere provin­ciale sot­to­lin­ea come il pro­gram­ma tri­en­nale di Vene­to Strade Spa, recen­te­mente approva­to dal­la Regione, veda inser­i­to al numero 366 «un inves­ti­men­to di 25 mil­ioni di euro per il “sis­tema di col­lega­men­to tra Auto­bren­nero e Sr 249” che rical­ca più o meno la pro­pos­ta di cui si par­la». «Di con­seguen­za appare chiaro che alla cosa sia inter­es­sa­ta la stes­sa Regione del Vene­to, per la quale potrebbe non fare nes­suna dif­feren­za se l’obiettivo fos­se real­iz­za­to diret­ta­mente o da altri in concessione».«Per favorire in anticipo la doverosa rif­les­sione in mer­i­to — con­clude D’Arienzo — chiedo se la Provin­cia sia a conoscen­za del prog­et­to in ques­tione e, in ogni caso, quali inizia­tive inten­da assumere, in accor­do con i Comu­ni inter­es­sati, rispet­to alla prospet­ti­va comunque in essere e se non riten­ga nec­es­sario avviare tem­pes­ti­va­mente quan­to di pro­pria com­pe­ten­za per redi­gere uno stu­dio di fat­tibil­ità con cui val­utare gli sce­nari futuri, com­p­rese le impre­scindibili com­pen­sazioni territoriali».Una pro­pos­ta con­di­visa da Mau­r­izio Bernar­di, sin­da­co di Castel­n­uo­vo del Gar­da, il Comune del Bas­so lago più inter­es­sato dalle trasfor­mazioni via­bilis­tiche. «Scelte prog­et­tuali così impor­tan­ti dovreb­bero senz’altro essere con­di­vise. Un tavo­lo isti­tuzionale allarga­to gli enti locali sarebbe quan­to mai aus­pi­ca­bile e in questo sen­so sono cer­to che la Provin­cia può gio­care un ruo­lo più inci­si­vo rispet­to ai sin­goli Comuni».Ben diver­sa l’opinione su una futu­ra via­bil­ità dell’area garde­sana com­ple­ta­mente a paga­men­to. «Un’idea cui resto forte­mente con­trario: queste tan­gen­ziali sono, di fat­to, dei bypass dei cen­tri abi­tati; met­ter­le a paga­men­to porterebbe all’interno delle strade comu­nali un traf­fi­co trop­po impeg­na­ti­vo. E se questo dovesse poi sig­nifi­care il dover costru­ire anco­ra altre vie di comu­ni­cazione per las­cia­r­le sen­za pedag­gio allo­ra le per­p­lessità aumen­tano: una cosa è trovare le risorse per garan­tire la manuten­zione delle strade, altro é pen­sare di cari­care ulte­ri­or­mente il nos­tro ter­ri­to­rio di infrastrutture».«Forse è giun­to il momen­to — con­clude Bernar­di — di val­utare seri­amente altri tipi di trasporto: per esem­pio con­tinuiamo ad usare poco la fer­rovia, che potrebbe essere di grande aiu­to su tut­to l’asse Verona-Bres­cia, ormai sim­i­le ad un’unica grande area met­ro­pol­i­tana».