La vicenda dell’animale ucciso in Baviera accostata alle scorribande di un altro cucciolo nell’area gardesana. Al Parco dell’Alto Garda: «Qui si privilegia il risarcimento agli allevatori danneggiati»

«Noi l’orso Bruno non lo avremmo abbattuto»

29/06/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Non è servi­ta a nul­la la bat­tuta di Loren­zo Del­lai, il pres­i­dente del­la Provin­cia di Tren­to, che ave­va ironiz­za­to sul­la pau­ra provo­ca­ta dal­l’or­so Bruno in Baviera. «Quan­ta pau­ra per un orset­to», ave­va det­to. Per «Bruno», che si era sposta­to dalle mon­tagne del Trenti­no nel­la Ger­ma­nia merid­ionale c’è invece sta­to l’ab­bat­ti­men­to, lunedì mattina.Anche sul­l’al­to Gar­da un orso ave­va provo­can­do dan­ni analoghi a quel­li accusati dagli all­e­va­tori tedeschi. Come «Bruno» era un cuc­ci­o­lo di dimen­sione rag­guarde­v­ole — un paio di metri di altez­za e un quin­tale di peso -; entram­bi face­vano parte del­la colo­nia che ave­va ripopo­la­to il Par­co del­l’Adamel­lo Brenta, por­tan­dosi qua e là a dis­pet­to dei con­fi­ni geografi­ci. Ed entram­bi han­no causato dan­ni. «Bruno», in Baviera, si è ciba­to di 35 pecore e qualche alveare. Anche il suo com­pag­no di scor­ribande, che è venu­to a vis­itare i mon­ti attorno al lago, si è dato da fare. Eppure, l’ipote­si di abbat­ti­men­to non è sta­ta nep­pure con­sid­er­a­ta. «Anche nel ter­ri­to­rio del Par­co altog­a­rde­sano ci sono sta­ti episo­di di predazione — dicono negli uffi­ci del­l’Er­saf di Gargnano — e la Comu­nità Par­co vi ha fat­to fronte con l’in­den­niz­zo ai pro­pri­etari del bes­ti­ame, dopo il pron­to inter­ven­to del­la Polizia provin­ciale e del­l’Er­saf stes­sa per ver­i­fi­care l’en­tità dei dan­ni». In mer­i­to a questi scon­fi­na­men­ti, in pas­sato era sta­to fir­ma­to un accor­do tra la Provin­cia autono­ma di Tren­to, la ed il Par­co del­l’al­to Gar­da». Nel vici­no Trenti­no sono poco meno di una venti­na gli orsi in lib­ertà. Da uno stu­dio del­la Provin­cia di Tren­to risul­terebbe che il tur­is­mo è anda­to incre­men­tan­dosi per la pre­sen­za degli orsi.Quanto alla ipote­si che un orso pos­sa divenire stanziale sulle mon­tagne bres­ciane, «ques­ta pare dif­fi­cile, si trat­ta per­lop­iù di scon­fi­na­men­ti dal vici­no par­co del­l’Adamel­lo. Sono esem­plari gio­vani e curiosi. Non è mai sta­to seg­nala­to alcun attac­co all’uomo».Al momen­to di avviare il prog­et­to Life-natu­ra nel par­co del­l’al­to Gar­da, era­no sta­ti ero­gati finanzi­a­men­ti, in par­ti­co­lari per la costruzione di recinzioni elet­triche a pro­tezione del bes­ti­ame. Adesso questi fon­di sono esauri­ti. Un ele­men­to pos­i­ti­vo di Life-natu­ra è la speci­fi­ca preparazione cui sono sta­ti sot­to­posti i capi squadra garde­sani che si sono recati nel Par­co del­l’Adamel­lo Brenta per l’addestramento». Forse la dif­feren­za tra quan­to accadu­to da noi ed in Baviera — fan­no capire all’Ersaf — con­siste pro­prio nel­la ges­tione dei dan­ni delle incur­sioni: da noi si è provve­du­to al ris­arci­men­to delle otto incur­sioni che han­no provo­ca­to dan­ni (su 12 totali degli orsi), ris­arci­men­ti per 3200 euro.

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