Dopo il blitz dei Nas negli stabilimenti balneari. Perinelli aggiunge: «E ci sono spiagge fuorilegge»

Noleggiatori seccati: «Troppi gli abusivi»

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Nei giorni scor­si i Nas di Bres­cia, nel­l’àm­bito di una vas­ta oper­azione com­pi­u­ta in tut­ta Italia, han­no con­trol­la­to una deci­na di sta­bil­i­men­ti bal­n­eari sul­la spon­da bres­ciana del Gar­da. I par­ti­co­lari del­l’­op­er­azione sono sta­ti illus­trati nel cor­so di una con­feren­za stam­pa tenu­tasi a Bres­cia. Il blitz degli uomi­ni del Nucleo Anti­sofisti­cazioni ha por­ta­to alla chiusura di uno sta­bil­i­men­to nel­la zona del cen­tro lago per «gravi inadem­pien­ze». Pare che, oltre a vio­lazioni in mate­ria igne­ico-san­i­taria, nel­la strut­tura non fos­se pre­sente il pre­scrit­to bagni­no addet­to al sal­va­men­to. Altri sta­bil­i­men­ti sareb­bero sta­ti, invece, trovati sen­za alcune autor­iz­zazioni. Il velo soll­e­va­to sul set­tore ha fat­to venire alla luce, però, altri prob­le­mi che inve­stono per cer­ti ver­si le pub­bliche ammin­is­trazioni e gli organi di con­trol­lo. Questo almeno è il severo il giudizio di Alber­to Per­inel­li, pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione Noleg­gia­tori del Gar­da, che se la prende in par­ti­co­lare «con le autorità com­pe­ten­ti che man­cano di vig­i­lare ed imporre le pre­scrizioni di legge in certe aree a lago». Per­inel­li pun­ta l’indice, innanz­i­tut­to, sul fenom­e­no del­l’abu­sivis­mo, sem­pre più dif­fu­so, di noleg­gia­tori di natan­ti «privi di rego­lari per­me­s­si e cer­ti­fi­cati di idoneità delle pro­prie barche». Infat­ti, i natan­ti uti­liz­za­ti per il noleg­gio o il trasporto deb­bono, per legge, sot­tostare a delle vis­ite tec­niche peri­odiche che ne garan­tis­cono la nav­i­ga­bil­ità e, di con­seguen­za, la sicurez­za per i passeg­geri. A lato di questo prob­le­ma, però, il pres­i­dente del­l’As­sono­leg­gia­tori, ne soll­e­va un altro, forse più grave se dovessero risultare attendibili: quel­lo delle con­dizioni di sicurez­za di alcune spi­agge aperte al pub­bli­co. «Vi sono aree attrez­zate, di pro­pri­età del demanio e ora pas­sate ai Comu­ni, che non possiedono cer­ti para­metri di sicurez­za o di igiene. Per esem­pio, come si può tenere un solo servizio igien­i­co o uno spoglia­toio quan­do vi sono anche mille bag­nan­ti? E anco­ra, alcune zone non han­no nem­meno la pre­sen­za di un bagni­no. Io stes­so — con­tin­ua Per­inel­li — eserci­to l’at­tiv­ità di noleg­gio in una spi­ag­gia, ma non pos­so essere ritenu­to respon­s­abile del­l’area per inter­ven­ti di sal­vatag­gio per i bag­nan­ti». Sul­la cos­ta bres­ciana, da pun­ta Grò di Sirmione a capo Reamol di Limone esistono cir­ca 25 sta­bil­i­men­ti. Sot­to l’aspet­to san­i­tario si occu­pa l’Asl di Bres­cia: Fino­ra, a quan­to pare, non ci sono sta­ti problemi.