Ancora polemiche dopo le analisi sulla discarica. L’Arpa: «Tutto ok». I comitati: «Non ci fidiamo»

Non c’è pace tra i rifiuti

Di Luca Delpozzo
Diego Albano

Nes­suna trac­cia di met­al­li pesan­ti, nel­la nor­ma i val­ori di Pcb e Diossi­na. Eppure i risul­tati delle anal­isi dei ter­reni con­dotte da Asl e Arpa dopo l’in­cen­dio del­la Cas­tiglione Rifiu­ti, resi noti ieri, non han­no sopi­to i tim­o­ri del «Comi­ta­to dei cit­ta­di­ni cas­tiglione­si» cos­ti­tu­ito dai vici­ni di casa del­l’azien­da. Il dub­bio è nei luoghi indi­vid­uati per i cam­pi­ona­men­ti. «Trop­po dis­tan­ti» per i cit­ta­di­ni ma «rispon­den­ti ad un cri­te­rio sci­en­tifi­co» sec­on­do i tec­ni­ci del­l’Arpa. Le anal­isi sono state effet­tuate ad una dis­tan­za di 200 metri (un cam­pi­one) e ad oltre 1000 metri per altri 3 cam­pi­oni. Gli abi­tan­ti di via Tas­so, stra­da con­tigua allo sta­bil­i­men­to anda­to a fuo­co, non ci stan­no. Sec­on­do il por­tav­oce del comi­ta­to Fran­co Tiana «non si capisce per­ché il 10 set­tem­bre scor­so l’Asl ave­va affer­ma­to che l’area di mag­gior ricadu­ta del­la sostanze tossiche prodotte dal­l’in­cen­dio fos­se cir­co­scrit­ta in un rag­gio di 500 metri a par­tire dal­la Cas­tiglione Rifiu­ti. Inoltre il 6 set­tem­bre si era con­venu­to di attuare una col­lab­o­razione con gli abi­tan­ti del­la zona. Una col­lab­o­razione che non c’è sta­ta». Altra obiezione: la direzione dei ven­ti. L’Arpa ha uti­liz­za­to i dati di una cen­trali­na sit­u­a­ta pres­so il liceo Belfiore di Man­to­va, adducen­do la sostanziale iden­tità dei dati reg­is­trati a Man­to­va con quel­li cas­tiglione­si. «Tra Cas­tiglione e Man­to­va ci sono 35Km — affer­ma Tiana — impos­si­bile che la direzione del ven­to, data la dis­tan­za e la diver­sa con­for­mazione del ter­ri­to­rio, sia la stes­sa. Oltre­tut­to nei pri­mi due giorni del rogo, a parte una leg­gera brez­za, vi era una cap­pa di fumo su tut­ta l’area». Asl e Arpa riven­di­cano invece le loro scelte, fat­te esclu­si­va­mente seguen­do «un cri­te­rio tec­ni­co — come spie­ga il dot­tor Sil­vio Arti­oli, diri­gente dell’ Uo Sis­te­mi Ambi­en­tali dell’ Arpa man­to­vana — e con­cor­date con l’Asl sen­za alcu­na con­trad­dizione». Più pre­ciso il diret­tore del dipar­ti­men­to Arpa di Man­to­va Mario Pres­ti­ni: «La dif­fu­sione del­la nube ha sem­pre un anda­men­to ad ombrel­lo. Non è det­to che il luo­go più vici­no alla fonte inquinante sia quel­lo più col­pi­to dal­la ricadu­ta». Un con­fron­to ser­ra­to che ha comunque vis­to il comi­ta­to ottenere una con­ces­sione impor­tante. L’am­min­is­trazione comu­nale si è infat­ti impeg­na­ta ad assumer­si l’onere di effet­tuare altri cam­pi­ona­men­ti in zone con­cor­date con i cit­ta­di­ni stes­si, in modo da fugare defin­i­ti­va­mente i restanti timori.