Le caratteristiche in un opuscolo

Non c’è soltanto il vino nella Terra dei forti Un invito per scoprirla

17/04/2001 in Avvenimenti
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Antonella Traina

«Ter­ra dei For­ti non è sola­mente un mar­chio che indi­ca una doc ma un nome che carat­ter­iz­za un intero ter­ri­to­rio con pecu­liar­ità sue pro­prie», affer­ma Pao­lo Castel­let­ti, com­po­nente del Con­sorzio tutela vini Val­dadi­ge. Castel­let­ti è fra gli ideatori di Ter­ra dei For­ti. La riscop­er­ta del gus­to : un opus­co­lo che illus­tra carat­ter­is­tiche dei vini ma che par­la anche di sto­ria, natu­ra e par­ti­co­lar­ità di ques­ta parte del ter­ri­to­rio veronese. Poco più di una venti­na di pagine, corre­date da fotografie, per rac­con­tare la Bas­sa Val­la­ga­ri­na. «Pro­muo­vere il da solo non ha sen­so, soprat­tut­to nel caso di un ter­ri­to­rio così ric­co e vario», con­tin­ua Castel­let­ti, «la sot­to­zona Ter­ra dei For­ti è com­pos­ta da quat­tro comu­ni, Avio, Brenti­no Bel­luno, Dol­cè e Riv­o­li Veronese, diver­si tra loro per sto­ria, cul­tura e tradizioni. Inoltre com­prende due regioni, il bas­so Trenti­no e l’alto Veronese, due comu­nità mon­tane, e Lessinia. È una zona dove si pro­ducono il for­mag­gio Monte veronese doc, l’olio extravergine dop vene­to e miele con un nutri­to numero di api­coltori. In Lessinia e sul Bal­do si rac­coglie il tartu­fo nero. Per quan­to riguar­da lo sport, il trat­to di Adi­ge che corre in questo ter­ri­to­rio è fra i più puli­ti e pescosi, con zone ris­er­vate speci­fi­ca­mente alla pesca no kill, poi ci sono pareti che sono palestre di roc­cia nat­u­rale, il Vajo dell’Orsa dove si prat­i­ca il tor­ren­tismo e sen­tieri per escur­sioni. Insom­ma, c’è ne abbas­tan­za per pot­er attrarre appas­sion­ati di enogas­trono­mia, tur­isti e sportivi». Il libret­to è sta­to pre­sen­ta­to per la pri­ma vol­ta durante il . Scrit­to in tre lingue, ital­iano, inglese e tedesco, è divi­so in 11 capi­toli di due pagine l’uno. Rac­con­ta a gran­di linee la sto­ria del­la Val­dadi­ge e soprat­tut­to quel­la dei for­ti, Riv­o­li e Avio, che dan­no il nome alla sot­to­zona. Ma par­la anche dell’orto botan­i­co di Novez­za, del­la Lessinia con i fos­sili di Bol­ca e il di Moli­na. Indi­cati anche peri­o­di di aper­tu­ra, orari di visi­ta e recapi­ti tele­foni­ci dove riv­ol­ger­si per infor­mazioni. La parte cen­trale è comunque ded­i­ca­ta al vino e in par­ti­co­lare ai vit­ig­ni su cui stan­no pun­tan­do i colti­va­tori locali per rilan­cia­re sul mer­ca­to la zona. In par­ti­co­lare, un capi­to­lo è ris­er­va­to all’Enantio, vit­ig­no preis­tori­co autoctono del­la Val­dadi­ge, e al Pinot Gri­gio, che ha sop­pi­anta­to il più inter­nazionale Chardon­nay. L’opuscolo è sta­to real­iz­za­to con la col­lab­o­razione delle Comu­nità mon­tane di Bal­do e Lessinia, delle ammin­is­trazioni dei quat­tro Comu­ni che fan­no parte del­la sot­to­zona, del Con­sorzio per la tutela del for­mag­gio Monte veronese, del­la Cam­era di com­mer­cio di Verona ed è sta­to stam­pa­to con il con­trib­u­to del­la Cas­sa rurale Bas­sa Val­la­ga­ri­na di Avio.

Parole chiave: -