La Lega protezione uccelli allarmata per gli atti di crudeltà contro i maestosi animali che vivono sul Garda. Denuncia la Lipu: «Nidi distrutti, esemplari uccisi a colpi di remo»

Non è più il lago dei cigni

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Di Luca Delpozzo
Elena Cardinali

Non è più il lago dei cig­ni. Tra qualche anno, se con­tin­uerà lo ster­minio, dei can­di­di volatili, i più ele­gan­ti tra le specie che popolano il Gar­da, non resterà trac­cia. A lan­cia­re l’allarme è la Lipu, la Lega ital­iana per la pro­tezione degli uccel­li, che seg­nala una dras­ti­ca dimin­uzione del­la popo­lazione dei cig­ni nel bas­so lago, tra Peschiera e il cor­so del Min­cio fino a Valeg­gio, ma anche nelle acque anti­s­tan­ti Lazise e . Dice Francesco Di Grazia, respon­s­abile delle guardie Lipu: «Nelle ultime set­ti­mane abbi­amo trova­to diver­si cig­ni mor­ti, uccisi a bas­to­nate, prob­a­bil­mente con i remi, o fer­i­ti, con gli ami da pesca in gola. Parec­chi i nidi dis­trut­ti insieme alle uova. Un paio di set­ti­mane fa una sig­no­ra che abi­ta lun­go le sponde del Min­cio ci ha sehnala­to quat­tro sconosciu­ti che spar­a­vano in piena notte, prob­a­bil­mente con­tro i cig­ni o altre specie di uccel­li che vivono lun­go il fiume». La mag­gior parte delle seg­nalazioni di ani­mali mor­ti o fer­i­ti arri­va dall’area del bas­so lago, «zona pro­tet­ta», pre­cisa Di Grazia, «così come i cig­ni sono specie pro­tet­ta, per cui è reato sia uccider­li che mal­trat­tar­li». I motivi di ques­ta assur­da mat­tan­za sono diver­si, ipo­tiz­za Di Grazia: «Fon damen­tal­mente si trat­ta di atti di tep­pis­mo, che por­tano la fir­ma di gente sen­za scrupoli, oltre che sen­za cervel­lo. Ci è anche arriva­ta voce, ma è tut­ta da val­utare, che alcu­ni ani­mali, non solo cig­ni ma anche oche, ana­tre e altre specie, siano cac­ciati da qualche straniero a scopo ali­menta­re». Un altro fat­tore di ris­chio per i cig­ni e gli ani­mali lacus­tri sono le dis­tribuzioni di pane e altri ali­men­ti get­tati loro dai tur­isti, che provo­cano dis­tur­bi gas­tri­ci anche molto seri agli ani­mali. Da qualche anno ques­ta prat­i­ca è sta­ta vieta­ta dai Comu­ni lacus­tri, per pro­teggere la fau­na locale. Pec­ca­to che, a fronte di tante atten­zioni, si molti­plichi­no gli episo­di di van­dal­is­mo nei con­fron­ti dei volatili di ogni specie da parte di tep­pisti che restano però qua­si sem­pre impuni­ti. C’è anche chi ipo­tiz­za che a cac­cia­re i gran­di volatili siano dei pesca­tori con­vin­ti, a tor­to, che i cig­ni si nutra­no di pesci. In realtà i cig­ni sono erbivori, anche se nel­la loro con­tin­ua ricer­ca di alghe lun­go le sponde effet­ti­va­mente impov­eriscono di microor­gan­is­mi le acque dove vivono e si nutrono i pesci. Sul­la ques­tione si reg­is­tra la decisa pre­sa di posizione di Begal, pres­i­dente provin­ciale del­la Fips, la fed­er­azione ital­iana pesca sporti­va: «Chi dice che i pesca­tori com­bat­tono i cig­ni per­ché impov­eriscono i fiu­mi di pesci non par­la cer­to di pesca­tori autor­iz­za­ti ed esper­ti. Come fed­er­azione siamo in pri­ma lin­ea nel cam­po del­la dife­sa ambi­en­tale. Sono i nos­tri tesserati che ten­gono pulite dalle immon­dizie le sponde del Min­cio, che provve­dono a tagliare i rami sporgen­ti e peri­colosi degli alberi, che riem­pi­ono le buche nel ter­reno. Tra l’altro la Fips ha in con­ces­sione tut­to il trat­to del Min­cio e altri fiu­mi del Bas­so Veronese. Per cui chi va a pescare sul Min­cio deve per forza essere un nos­tro tesser­a­to. Gli altri sono intrusi, brac­conieri o tep­pisti. Purtrop­po abbi­amo nota­to spes­so gli esi­ti del pas­sag­gio di questi laz­za­roni: con­teni­tori delle immon­dizie roves­ciati, le nos­tre tabelle but­tate nel Min­cio e dis­truzioni dei nidi. Pen­sate che quan­do abbi­amo delle gare e noti­amo dei nidi sulle sponde, quel trat­to lo iso­liamo per evitare di dis­tur­bare gli ani­mali. Come Fips ci impeg­namo nel­la dife­sa dei cig­ni e di tutte le altre specie pro­tette sul lago». La «mat­tan­za» dei cig­ni è un fenom­e­no c he si reg­is­tra da sei o sette anni, pre­cisa Francesco Di Grazia: «Come Lipu abbi­amo rac­colto un dossier elen­can­do tut­ti i casi di mor­ti e fer­i­men­ti. Fra questi il caso del ger­mano reale che da un paio d’anni gira con due pun­ta di frec­cia infi­late nel cor­po. Nonos­tante ques­ta sua sin­go­lare con­dizione è rius­ci­to a soprav­vi­vere e si guar­da bene dal far­si avvic­inare, anche da chi, come noi, vor­rebbe curar­lo. Com­pren­si­bile, direi. Abbi­amo anche trova­to ani­mali mor­ti per aver ingoia­to boc­coni di pane che avvol­gevano degli ami da pesca. Solo un esem­pio del liv­el­lo di crudeltà rag­giun­to dai van­dali che negli ulti­mi anni han­no pre­so d’assedio il Bas­so lago». Il respon­s­abile delle guardie Lipu è pre­oc­cu­pa­to per i futuri ori­en­ta­men­ti del­la Provin­cia: «Pare che, anziché creare oasi pro­tette, si vogliano isti­tuire delle zone di cac­cia, già a par­tire dall’anno prossi­mo, in alcune aree costiere del lago. Per noi è un’idea impro­poni­bile, che com­bat­ter­e­mo in tut­ti i modi. Ci auguri­amo che quest’ipotesi, a nos­tro avvi­so anche peri­colosa per l’incolumità delle per­sone che tran­si­tano sul lun­go­la­go, ven­ga quan­to meno riconsiderata».

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