Desenzano: il consigliere leghista Rino Polloni ha presentato una interrogazione al sindaco

«Non immettete nel lago le acque del fiume Adige»

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

C’è chi, davan­ti alla grave sic­c­ità, sta dibat­ten­do sul­la neces­sità di far affluire più acqua pos­si­bile alle cam­pagne man­to­vane e al resto del­la pia­nu­ra attorno al baci­no del Gar­da. Altri, invece, che, pur non nascon­den­do la pre­oc­cu­pazione per i liv­el­li del lago, denun­ciano un mag­gior peri­co­lo per la salute del grande baci­no se, per caso, vi dovesse affluire l’ac­qua del fiume Adi­ge attra­ver­so la gal­le­ria Mori-Tor­bole. Acqua che, molti esper­ti ambi­en­tal­isti (ma c’è chi, invece, dice il con­trario) e isti­tuzioni, riten­gono «dan­nosa per l’e­co­sis­tema del Gar­da a causa del­la sua tem­per­atu­ra più fred­da e delle sostanze inquinan­ti che gen­eral­mente con­tiene», dato che scorre nel­l’area indus­tri­ale di Rovere­to. Una minac­cia, dunque, che sarebbe «peg­giore del male». A par­larne è il capogrup­po leghista di Desen­zano, Rino Pol­loni, che ha inoltra­to un’in­ter­rogazione urgente al sin­da­co Pien­az­za per­ché ne par­li nel prossi­mo Con­siglio comu­nale, con l’im­peg­no che la stes­sa aula pos­sa poi esprimere una mozione da inviare agli enti com­pe­ten­ti. «Una malau­gu­ra­ta ipote­si» la definisce Pol­loni, per­ché «l’ac­qua che ver­rebbe immes­sa nel lago, oltre che più fred­da, è cer­ta­mente inquina­ta da scorie e residui chimi­ci pesan­ti; inoltre la sua stes­sa tem­per­atu­ra com­porterebbe scom­pen­si ter­mi­ci e minerebbe il del­i­ca­to micro­cli­ma garde­sano». In effet­ti, se queste ipote­si, di cui si par­la da decen­ni, dovessero risultare vere, all’ab­bas­sa­men­to dei liv­el­li (che sta provo­can­do già dan­ni all’it­tio­fau­na per­ché molti can­neti sono prosci­u­gati), si aggiun­gerebbe lo scon­vol­gi­men­to del­l’e­co­sis­tema: neb­bie in inver­no, dan­ni anco­ra al pat­ri­mo­nio itti­co, abbas­sa­men­to del cli­ma. Dunque, la pro­pos­ta in sin­te­si è ques­ta: sì all’aiu­to all’a­gri­coltura, ma a pat­to che non si scel­ga l’im­mis­sione dell’acqua dell’Adige. Che poi è la posizione assun­ta dal­la . Lo scor­so anno la gal­le­ria di Mori venne aper­ta poche ore per evitare che la piena superasse gli argi­ni e inon­dasse i comu­ni. Lì c’er­a­no di mez­zo vite umane e nes­suno obi­et­tò. Sta­vol­ta, però, in soc­cor­so delle cam­pagne ci sono i baci­ni idroelet­tri­ci. E allo­ra tut­ti d’ac­cor­do nel­la dife­sa del del­i­ca­to eco­sis­tema del Gar­da, che se non altro for­nisce acqua per il con­sumo pota­bile attra­ver­so impianti di .

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