Il consigliere Salvador Valandro si schiera a favore dei concertini e delle feste in spiaggia

«Non spegnete il divertimento a Riva»

18/07/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Sal­vador Valan­dro inter­viene sulle polemiche legate a feste e con­cer­ti “trop­po rumor­osi”. «Scri­vo da sem­plice cit­tadi­no, in un cer­to sen­so, anco­ra facente parte del­la schiera dei cosid­det­ti “gio­vani”. Per un momen­to, quin­di, dimen­ti­cat­e­vi del fat­to che io sia anche un con­sigliere comu­nale. Fac­cio questo tipo di pre­mes­sa per­ché mi preme seg­nalare un prob­le­ma che Riva ha e che pochi vedono e sentono. Mi riferisco essen­zial­mente all’as­sor­dante silen­zio in cui si vuol far pre­cip­itare la nos­tra cit­tà. Per quest’es­tate è sta­to vara­to dal­l’Am­min­is­trazione comu­nale un nuo­vo rego­la­men­to che prevede una sor­ta di copri­fuo­co per le esi­bizioni musi­cali nel cen­tro cit­tà: alle 23.30 tut­ti in silen­zio! E se pro­prio si “deve” suonare, che siano solo con­cer­ti unplagged, acus­ti­ci. Per car­ità, e ci ten­go a sot­to­lin­ear­lo, fin tan­to che siamo a ridos­so delle case è gius­to sal­va­guardare anche il sacrosan­to dirit­to degli onesti cit­ta­di­ni a goder­si un po’ di pace entro le pro­prie mura. Il dis­cor­so cam­bia quan­do si par­la di spazi aper­ti e in par­ti­co­lare mi riferisco alla spi­ag­gia. È asso­lu­ta­mente impens­abile che una cit­tad­i­na come Riva, che ha dis­po­sizione tut­to quel ben di Dio di spi­ag­gia, non lo sfrut­ti. È impens­abile che la spi­ag­gia ven­ga usa­ta solo per la tintarel­la diur­na e per le passeg­giate ser­ali. È impens­abile che in spi­ag­gia sia ammes­so solo il suono di una chi­tar­ra acus­ti­ca e di un pif­fero. La spi­ag­gia va sfrut­ta­ta anche per orga­niz­zare feste e con­cer­ti, musi­ca e bal­li. La spi­ag­gia deve diventare il polo attrat­ti­vo per i gio­vani rivani, spe­cial­mente d’es­tate. Gio­vani, che in quan­to tali, non si accon­tentano di un vol­ume lim­i­ta­to, ma han­no bisog­no di ascoltare la loro musi­ca con i giusti impianti di ampli­fi­cazione. Tro­vo ridi­co­lo immag­inare noti dj come Molel­la o Far­get­ta fare musi­ca unplugged: sarebbe come pre­tendere che imbrac­ciasse una chi­tar­ra elet­tri­ca. Purtrop­po c’è chi a Riva questo pro­prio non riesce a capir­lo. Non mi riferisco tan­to all’Am­min­is­trazione, quan­to piut­tosto ad alcu­ni oper­a­tori tur­is­ti­ci sem­pre pron­ti a lamen­tar­si, a bat­tere i pug­ni sul tavo­lo, a fare i capric­ci. Mi riferisco a chi si osti­na a chia­mare i per qualche nota di musi­ca sul­la spi­ag­gia, nascon­den­dosi dietro la scusa che ques­ta dis­tur­ba i cli­en­ti. Ma siamo seri! Lo san­no tut­ti che sono pro­prio i cli­en­ti degli alberghi a chiedere un po’ di ani­mazione, un po’ di fes­ta. D’al­tra parte è gius­to che lo chiedano, sono in ferie, loro. Chi invece a Riva ci vive può solo approf­ittare di questo. Il mio, quin­di, è un appel­lo a chi vuole togliere la spina a chi­tarre e ampli­fi­ca­tori: pen­sate­ci bene, potrebbe essere con­tro­pro­du­cente pro­prio per voi. Il gio­vane rivano e il gio­vane tur­ista han­no il dirit­to di goder­si la cit­tà e le sue spi­agge con la gius­ta colon­na sono­ra e con il gius­to volume».

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