Entro il 2010 riduzione del 50% delle emissioni di anidride carbonica Arco nell'Alleanza dei comuni per il clima L'IMPEGNO CHE CONTA

«Non stiamo a guardare»

14/09/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Arco

Sono più di 700 per ora i Comu­ni che han­no ader­i­to all’as­so­ci­azione «Allean­za per il cli­ma» e tra questi, per effet­to di una recen­tis­si­ma delib­era di giun­ta, c’è anche il Comune di Arco. Il quale, sot­to­scriven­done lo statu­to, si è impeg­na­to a rag­giun­gere gli scopi, tra i quali il più impor­tante è la riduzione sul pro­prio ter­ri­to­rio delle emis­sioni di anidride car­bon­i­ca fino al 50 per cen­to (rispet­to ai val­ori attuali). Un risul­ta­to che si intende rag­giun­gere entro il 2010. Non c’è ter­mine, invece, per la riduzione sostanziale di tut­ti i gas con­siderati ril­e­van­ti per l’ef­fet­to serra.Potrà apparire velleitario, da parte dei Comu­ni europei (a propos­i­to: la sede del­l’Al­lean­za per il cli­ma, fon­da­ta nel 1992, si tro­va a Fran­co­forte sul Meno) che come Arco si sono pre­fis­sati questo obi­et­ti­vo, riten­er­si in gra­do di oper­are effi­cace­mente rispet­to ad un prob­le­ma plan­e­tario. Ma come va ripe­tendo l’asses­sore all’am­bi­ente Fab­rizio Miori, i risul­tati si otten­gono e sono migliori se l’azione si svilup­pa, pri­ma o dopo, nel­l’am­bito locale. E ad Arco, anco­ra pri­ma di aderire all’Al­lean­za, qual­cosa è già sta­to fat­to per il con­teni­men­to dei con­su­mi di ener­gia, «quel­l’en­er­gia che si spre­ca e per la cui pro­duzione — ha affer­ma­to Miori nel­l’in­con­tro sul­l’in­quina­men­to lumi­noso che si è svolto un paio di set­ti­mane fa a Palaz­zo Pan­ni — si immet­tono ogni giorno ton­nel­late di anidride car­bon­i­ca in atmos­fera, si toglie l’ac­qua ai nos­tri fiu­mi e si gen­er­a­no peri­colose scorie che è qua­si impos­si­bile smaltire».Modestamente, ma conc­re­ta­mente, gli ammin­is­tra­tori comu­nali arcensi han­no pos­to in essere delle inizia­tive per risparmi­are ener­gia. Par­tendo innanz­i­tut­to dagli uffi­ci munic­i­pali (nelle sedi pub­bliche, si sa, gen­eral­mente non si bada a ten­er con­trol­lati i con­su­mi nè per quan­to riguar­da il riscal­da­men­to nè per la luce): nel cor­so del 2001 è sta­to redat­to il bilan­cio ener­geti­co e i dati emer­si sono sod­dis­facen­ti, anche per­ché molti degli edi­fi­ci pub­bli­ci esam­i­nati sono sta­ti ristrut­turati di recente. Lo stes­so mon­i­tor­ag­gio ha riguarda­to i 40 chilometri (1700 pun­ti luce) di rete di illu­mi­nazione pub­bli­ca. In segui­to sono state sos­ti­tu­ite le lam­pade a vapori di mer­cu­rio con lam­pade al sodio ad alta pres­sione, real­iz­zan­do così un risparmio del 15% del­la poten­za impeg­na­ta. Inoltre sul 30% del­la stes­sa rete (entro l’an­no aumenterà al 50%) sono sta­ti mon­tati dei ridut­tori di poten­za fun­zio­nan­ti nelle ore not­turne; il risparmio ener­geti­co ottenu­to è pari al 30%. Sul resto del­la rete fun­ziona la doppia lin­ea cn speg­n­i­men­to alter­na­to delle lam­pade ad orario pro­gram­ma­to. Il Comune per il futuro intende sper­i­menta­re sis­te­mi di illu­mi­nazione con fibre ottiche (che con­sentono di illu­minare ampi spazi con con­su­mi ridot­tis­si­mi), ma intan­to, ricor­da Miori, ha già prova­to con le fonti alter­na­tive, ossia con i lam­pi­oni ali­men­tati da pan­nel­li solari che, ad esem­pio, rischiara­no alcu­ni parchi gio­co. «E’ un sis­tema che ha dei lim­i­ti — spie­ga l’asses­sore — vis­to che l’en­er­gia foto­voltaica prodot­ta deve essere immagazz­i­na­ta in accu­mu­la­tori posti alla base del lam­pi­one, poiché non è anco­ra pos­si­bile il col­lega­men­to con la rete di ener­gia elet­tri­ca. Tut­tavia cre­do che l’ente pub­bli­co deb­ba per pri­mo dare l’e­sem­pio nel­la prospet­ti­va di un uti­liz­zo sem­pre più dif­fu­so delle fonti ener­getiche pulite».