«Aliment» si chiude a tavola E i sapori bresciani trionfano

Notevole il successo per l’«Officina del gusto»

21/01/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
m.mon.

Non pote­va che con­clud­er­si a tavola l’appuntamento alla Fiera di Mon­tichiari con la diciottes­i­ma edi­zione di «Ali­ment e Attrez­za­ture» che ha mes­so nel piat­to tut­ti i del­la provin­cia di Bres­cia, dai salu­mi ai for­mag­gi ai vini oltre che l’eccellenza del­la ris­torazione. In par­ti­co­lare è emer­so che si fa sem­pre più stra­da una filosofia dei cibo inte­so come arte, cul­tura, benessere, impara­n­do ad ass­apo­rare e val­oriz­zare quan­to pas­sa dal piat­to alla boc­ca. Ha infat­ti mes­so radi­ci «Bres­cia offic­i­na del gus­to» che ha lo scopo di edu­care a riconoscere la qual­ità degli ali­men­ti e dei prodot­ti, legan­doli anche alla loro prove­nien­za, e per quel che ci riguar­da al ter­ri­to­rio bres­ciano. Riconoscen­do infat­ti le carat­ter­is­tiche che cos­ti­tu­is­cono l’identità di un prodot­to si pon­gono le basi per «con­ser­vare il futuro», «ali­men­tan­do» il pas­sato con una appro­fon­di­ta conoscen­za si ser­ba appun­to quel­la iden­tità, la si tra­man­da e «rac­co­man­da» alla memo­ria». L’«Officina del gus­to» mette in pista gli arti­giani che pro­ducono e pro­muovono il piacere del cibo attra­ver­so ingre­di­en­ti come la cre­ativ­ità, la qual­ità e lo stile, ma dif­fonde la conoscen­za e la capac­ità di apprez­zare il cibo legan­do­lo anche alla sua ter­ra di orig­ine. Men­tre il set­tore agroal­i­menta­re bres­ciano si va con­sol­i­dan­do a liv­el­li alti, anche gli «avven­tori» apprez­zano sem­pre più il benessere a tavola, attrez­zan­dosi a riconoscere le com­po­nen­ti e la qual­ità dei cibi, ori­en­tan­dosi nel­la ric­chez­za delle pro­poste, aman­do e rispet­tan­do il ter­ri­to­rio che le pro­duce. Una tavola imban­di­ta sug­gerisce non solo la con­vivi­al­ità, ma anche la capac­ità di dis­tinguere i diver­si prodot­ti nelle loro carat­ter­is­tiche, e soprat­tut­to a riconoscere le pro­duzioni locali, i par­ti­co­lari bres­ciani, dif­fonden­done il con­sumo, preferi­bil­mente in compagnia.

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