Notte degli Oscar: quanto conta essere giovani

23/02/2019 in Attualità
Di Redazione

È la notte sog­na­ta da tut­ti noi, quel­la che si svol­gerà a Los Ange­les fra domeni­ca sera e lunedì mat­ti­na. Chi non ha immag­i­na­to almeno una vol­ta nel­la sua vita di cal­care quel magi­co e luc­ci­cante tap­peto rosso, indos­sare uno di quei vesti­ti ele­gan­ti e dal prez­zo inim­mag­in­abile: chi non vor­rebbe salire su quel pal­co e, stat­uet­ta alla mano, elargire uno di quei bei dis­cor­si capaci di entrare nel­la sto­ria del cin­e­ma. Pao­lo Sor­renti­no ringraz­iò Maradona anni fa dopo il pre­mio per La Grande Bellez­za, Benig­ni corse ad abbrac­cia­re Sofia Loren e un po’ tut­ti quel­li che cap­i­tarono attorno a lui, per La Vita è Bel­la.

Ques­ta edi­zione degli Oscar, che si ter­rà pres­so il Dol­by The­atre, vedrà la musi­ca al cen­tro del mon­do con due pel­li­cole che enorme suc­ces­so han­no riscos­so fra crit­i­ca e pub­bli­co soprat­tut­to. L’interpretazione di Remi Malek di Fred­dy Mer­cury nel­la pel­li­co­la ded­i­ca­ta allo stori­co e indi­men­ti­ca­to leader dei Queen e “A star is born” di Lady Gaga, can­di­da­ta a miglior attrice pro­tag­o­nista con Bradley Coop­er, quest’ultimo scop­er­tosi can­tante a sor­pre­sa dalle ottime e stu­pe­facen­ti capac­ità.

Eppure, il rap­por­to fra più nom­i­na­tion e pos­si­bil­ità di vit­to­ria dell’Oscar è tutt’altro che scon­ta­to, sec­on­do quan­to emerge da uno stu­dio sta­tis­ti­co sug­li ulti­mi 90 anni dell’Academy. Basti notare come solo due volte nel­la sto­ria del cin­e­ma un film can­dida­to a tut­ti e quat­tro i pre­mi indi­vid­u­ali più impor­tan­ti ha rac­colto almeno tre stat­uette, fra quelle di miglior attore e attrice pro­tag­o­nista e non. Anzi, su 118 film che han­no ottenu­to tre o più nom­i­na­tion in queste cat­e­gorie, il 41% è tor­na­to a casa sen­za vin­cerne nem­meno una e solo il 22% ha vin­to più di una stat­uet­ta.

Un altro dato che las­cia per­p­lessi e sus­ci­ta scal­pore, è quel­lo rel­a­ti­vo al rap­por­to fra età media e la pos­si­bil­ità di vit­to­ria di una stat­uet­ta indi­vid­uale. È quan­to meno curioso notare come tra i dieci ulti­mi miglior attori pre­miati nes­suno di questo è sta­to il can­dida­to più anziano. E se andi­amo nel cam­po fem­minile questo dato assume con­torni ancor più evi­den­ti: l’età media delle donne nom­i­nate per migliore attrice (anche non pro­tag­o­nista) è di 43, con­tro i 48 delle cat­e­gorie maschili.

Il bud­get è un altro degli aspet­ti cen­trali e più influ­en­ti per quan­to con­cerne l’assegnazione del­la stat­uet­ta più atte­sa, quel­la al miglior film. In ques­ta edi­zione si è spe­so come non mai, stan­do alle selezioni dell’Academy: i sei film can­di­dati han­no infat­ti uti­liz­za­to un bud­get ben supe­ri­ore a nove degli ulti­mi dieci film pre­miati come miglior pel­li­co­la dell’anno.

Ulti­ma, non buona notizia, per la tan­to accla­ma­ta Lady Gaga: solo in una occa­sione delle ultime dieci stat­uette asseg­nate al miglior film, vede­vano can­di­da­ta un’attrice al ruo­lo di miglior pro­tag­o­nista. In sette occa­sioni invece il film ave­va la nom­i­na­tion come miglior regia, aspet­to col quale anche stori­ca­mente vi è un legame decisa­mente più stret­to.

L’appuntamento è dunque pre­vis­to per domeni­ca notte, a Los Ange­les, nel­lo stori­co impianto del Dol­by The­atre.