Cantiere subito per realizzare una struttura avveniristica vicino al rifugio e il Comune cerca altri finanziatori. Venezia ha concesso 68mila euro per costruire l’osservatorio astronomico

Novezzina potrà vedere le stelle

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Le stelle più nitide e chiare del Vene­to si potran­no vedere osser­van­do i cieli del Bal­do. Lo ha con­fer­ma­to la Regione comu­ni­can­do all’amministrazione di Fer­rara di Monte Bal­do il con­trib­u­to per la costruzione dell’osservatorio astro­nom­i­co di Novezzi­na. Sarà una strut­tura “galat­ti­ca”, con tan­to di cupole, tet­ti apri­bili, com­put­er comand­abili a dis­tan­za, mega-tele­scopi, aper­ta a pub­bli­co e scuole. Il prog­et­to pre­sen­ta­to dal Comune, che prevede una spe­sa finale di qua­si mez­zo mil­iar­do di vec­chie lire, si è clas­si­fi­ca­to pri­mo tra oltre 20 richieden­ti. Ricev­erà quin­di un finanzi­a­men­to di 68.171,00 euro. È vero che ammin­is­tra­tori ed astro­fili locali sper­a­vano in una cifra supe­ri­ore, ma la sod­dis­fazione di essere comunque sta­ti clas­si­fi­cati come il pun­to migliore per guardare le stelle non è cer­to da but­tar via. In qualche maniera il resto dei sol­di si tro­verà e ci sono comunque le basi per costru­ire, entro l’anno, le mura e acquistare una parte degli stru­men­ti. La relazione vin­cente, redat­ta da Comune e Cir­co­lo astro­fili verone­si, spie­ga i motivi per cui Novezzi­na è l’ambiente migliore per osser­vare i cor­pi celesti, descrive la strut­tura dei futuri due locali di osser­vazione, chiarisce la scelta del­la stru­men­tazione otti­ca, spie­ga l’importanza del­la «remo­tiz­zazione», cioè la neces­sità del­la con­nes­sione a dis­tan­za, e i motivi per cui le apparec­chia­ture saran­no autom­a­tiz­zate. Il prog­et­to prevede anche che, a garan­tire il fun­zion­a­men­to del­la strut­tura, siano astro­fili esper­ti e il cir­co­lo di Verona ha già dato la disponi­bil­ità gra­tui­ta di oltre dieci oper­a­tori pro­fes­sion­isti in cam­bio del­la pos­si­bil­ità di fare ricer­ca. Novezzi­na è la postazione per­fet­ta per­ché è «acces­si­bile per tut­to l’anno, van­ta un numero di not­ti serene che per­me­t­tono un’adeguata vis­i­bil­ità degli astri; sono assen­ti rilievi, costruzioni, veg­e­tazione, ele­men­ti che potreb­bero deter­minare lim­i­tazione del­la visuale»; è abbas­tan­za lon­tana da cen­tri abi­tati che provo­cano inquina­men­to lumi­noso e lo rimar­rà in quan­to «area del­la Comu­nità Mon­tana del Bal­do, garanzia di man­ten­i­men­to in avvenire delle con­dizioni esisten­ti». È poi accan­to al rifu­gio Novezzi­na, dove una sala riu­nione è uti­liz­z­abile da grup­pi anche di 30 per­sone, «par­ti­co­lare impor­tante vis­to che, tra i req­ui­si­ti pre­visti dal con­cor­so regionale, sta la dif­fu­sione di attiv­ità didat­tiche ed educa­tive a carat­tere astro­nom­i­co», spie­ga Gelo­di, seg­re­tario del Cir­co­lo Astro­fili Verone­si. Il futuro osser­va­to­rio è anche nelle vic­i­nanze del Gar­da, che eserci­ta un forte richi­amo tur­is­ti­co. E nel Veronese man­ca una strut­tura analo­ga. Il prog­et­to prevede due locali di osser­vazione, di cui almeno uno sovras­ta­to da una cupo­la con­trol­la­bile a dis­tan­za. La cupo­la è «irri­n­un­cia­bile per­ché abbat­te ven­to ed even­tu­ali luci, riduce l’effetto con­den­sa, pro­tegge gli stru­men­ti dagli agen­ti atmos­feri­ci, è capi­ente, como­da ed eserci­ta forte appeal su tur­isti e stu­den­ti». Anche l’altro locale è futur­is­ti­co: «Ha tet­to apri­bile che si spos­ta lat­eral­mente a sec­on­da dei coman­di», spie­ga Gelo­di. «Nei due locali saran­no sis­temati due tele­scopi di media aper­tu­ra per ricer­ca e divul­gazione. Per quel­lo sit­u­a­to nel­la cupo­la è pre­vista una larga automazione delle oper­azioni: aper­tu­ra, chiusura e rotazione del­la cupo­la, con­trol­lo del pun­ta­men­to, dell’esposizione, degli acces­sori e dell’acquisizione dei dati per il tele­sco­pio, mon­i­tor­ag­gio dell’ambiente e dis­pos­i­tivi di sicurez­za». Tut­to sarà gestibile da remo­to, cioè a dis­tan­za, e pilota­bile via Inter­net. In futuro tale strut­tura si potrà inserire nel­la già esistente rete mon­di­ale di osser­va­tori. Facile capire i motivi degli ele­vatis­si­mi costi: «Il pre­ven­ti­vo del prog­et­to è di 257mila euro, di cui oltre metà ammes­si a con­trib­u­to. Entro l’anno, con il finanzi­a­men­to ottenu­to gra­zie all’interessamento del con­sigliere regionale , com­pleter­e­mo la strut­tura muraria inter­na ed ester­na e acquis­ter­e­mo parte del­la stru­men­tazione», spie­ga Guer­ri­no Coltri, sin­da­co. «Poi chieder­e­mo alla Regione un altro finanzi­a­men­to per ter­minare l’opera, come pre­vis­to dal prog­et­to già approva­to».

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