C’è anche un angelo con uva e melograno che protegge le palafitte del lago di Garda

Novità alla barchessa Rambaldi per la rassegna dei presepi

16/12/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Più che un una rasseg­na di Nativ­ità quel­lo allesti­to alla barches­sa Ram­bal­di dal cir­co­lo cul­tur­ale la Preon­da e vis­itabile tut­ti i giorni dalle 14,30 alle 18,30, nonché al mat­ti­no il saba­to e nei giorni di fes­ta. Ospi­ta una quar­an­ti­na tra pezzi e collezioni ambi­en­tate scenografi­ca­mente, in un edi­fi­cio del XV sec­o­lo ristrut­tura­to nel­la sua for­ma orig­i­nale qualche anno fa. A com­in­cia­re dal lun­go telo bian­co, dip­in­to con angeli fes­tanti, che dall’alto sof­fit­to degra­da su una Betlemme inten­ta alla nor­male attiv­ità di tut­ti i giorni men­tre appaiono i re Magi: il tut­to com­pos­to dalle mani esperte di Ange­lo Sposato e Gian­ni Lonardel­li e lo sfon­do dip­in­to da Arnal­do Bonomet­ti. Sul lato destro all’entrata segue alle Annun­ci­azioni di Ettore Mazzi e Ric­car­do Vis­chioni e alla sug­ges­ti­va inter­pre­tazione del­la fuga in Egit­to di Clau­dio Bar­toli, un grup­po raf­fig­u­rante il monas­tero di San­ta Chiara a Napoli con le clarisse impeg­nate, dopo aver amorevol­mente prepara­to il pre­sepe ad uncinet­to, alle prove di can­to. Un’opera di Lisy Sala Lonardel­li e Dino Peretti ritor­na­ta in quel di dopo aver migra­to per un paio d’anni in diverse cit­tà del­la Ger­ma­nia. A fian­co una bel­la ripro­duzione di Pietro Zorzi, già pre­sente anche alla scor­sa edi­zione ma ulte­ri­or­mente ampli­a­ta, del por­to di Bar­dolino e delle vie cir­costan­ti. Novità asso­lu­ta invece una elab­o­ra­ta «Nativ­ità sulle palafitte» con tan­to di vil­lag­gio palafit­ti­co­lo con a lato un ange­lo pro­tet­tore del 2000, stat­ua in leg­no del­lo scul­tore Gioe Loro, che tiene in una mano un grap­po­lo d’uva e nell’altra un mel­o­gra­no. Com­ple­tano la rasseg­na al piano ter­ra: un bor­go spag­no­lo di Luciano Vil­la, una Nativ­ità in un accam­pa­men­to nel deser­to con ambi­en­tazione di Daria, Mirella e Sonia, men­tre l’angolo di destra pri­ma di salire al sop­pal­co vede il pre­sepe allesti­to dall’Associazione ami­ci del pre­se­pio del Saval: una Nativ­ità sec­on­do la gente di San Zoane col­lo­ca­ta in un’autentica «mostaro­la». Numerose le rap­p­re­sen­tazioni del­la Sacra Famiglia allineate nel­la parte supe­ri­ore del­la log­gia: da quel­la in una stal­la dei Lessi­ni (autori Buniot­to-Zan­canel­la) all’abitazione rurale ara­ba real­iz­za­ta in leg­no, ges­so e poli­s­tiro­lo di Gian Gus­ta­vo; da quel­la in ter­ra­cot­ta, sas­si e leg­no di Gio­van­ni Castagna alla grot­ta-por­ti­ca­to di un tipi­co paesino di mon­tagna. Così le Nativ­ità: intagli­a­ta nel leg­no di cedro quel­la di Loren­zo Girar­di di Tor­ri nel leg­no d’ulivo di Alessan­dro Manci­ni di Cal­masi­no e scol­pi­ta nel mar­mo quel­la di Fio­rio-Guar­di­ni di Fane. A com­pletare la rasseg­na dei pre­sepi di Bar­dolino arriva­ta alla XVII edi­zione la vita di Gesù tut­ta fat­ta a mano con mate­ri­ali nat­u­rali di Carme­lo Nicolosi; la rap­p­re­sen­tazione del­la Nativ­ità di Roc­co Petroz­za e Loredana Piludu di Riv­o­li; il vil­lag­gio arabo di Pao­lo Mori e i lavori preparati dalle tre scuole mater­ne: Bar­dolino, Cal­masi­no e Cisano. Pre­vista, infine, la pre­sen­za in par­ti­co­lari occa­sioni di preziose fig­ure del ’700 napo­le­tano e dell’800 lec­cese quest’ultime in cartapesta.

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