Una quarantina di disabili si cimenterà domenica 16 luglio in una staffetta che parte da Lazise ed arriva a Peschiera.

Nuotano per abbattere le barriere architettoniche

Di Luca Delpozzo
Alessandra Galetto

Un’occasione sig­ni­fica­ti­va per sen­si­bi­liz­zare non solo gli addet­ti del set­tore, ma tut­ta l’opinione pub­bli­ca sul prob­le­ma anco­ra trop­po dif­fu­so delle bar­riere architet­toniche. È questo il sen­so del­la man­i­fes­tazione «NuotHandy Cup 2000», staffet­ta nata­to­ria per dis­abili, che si svol­gerà domeni­ca 16 luglio, con parten­za alle ore 9 da Lazise e arri­vo a Peschiera. L’iniziativa è sta­ta pre­sen­ta­ta dall’assessore allo sport del­la Provin­cia Davide Bendinel­li e da Car­lo Gheller del­la Polisporti­va Galm di Verona che ha orga­niz­za­to la man­i­fes­tazione con il Patrocinio dell’assessorato allo sport. Pre­sente anche l’architetto Bruno Padovani, che insieme alla col­le­ga Luisa De Isep­pi e al mag­is­tra­to Michele Dusi pren­derà parte alla tavola roton­da «Bar­ri­era architet­ton­i­ca: ques­ta sconosci­u­ta», pre­siedu­ta dal sin­da­co di Peschiera , che pre­ced­erà la man­i­fes­tazione sporti­va e si ter­rà saba­to 15 alle 17 nel­la Palazz­i­na ex finan­za in piazzetta Aril­i­cense a Peschiera. «È ques­ta la pri­ma edi­zione di una man­i­fes­tazione che spero potrà ripeter­si negli anni fino a diventare una tap­pa fis­sa, un appun­ta­men­to sporti­vo abit­uale», ha det­to l’assessore Bendinel­li. «La staffet­ta nata­to­ria impiegherà una quar­an­ti­na di nuo­ta­tori dis­abili (le dis­tanze per­corse da cias­cuno saran­no pro­porzion­ate ovvi­a­mente al gra­do di dis­abil­ità) per un totale di per­cor­ren­za di sette chilometri e affida­to al Div­ing Gar­da cen­tre, alla Soci­età remiera e all’Ana di Peschiera. La ha mes­so poi a dis­po­sizione il moto­scafo «Dante». Al di là dell’evento sporti­vo, l’aspetto più ril­e­vante sta per­ciò sicu­ra­mente nel sig­ni­fi­ca­to sociale che questo appun­ta­men­to assume: quel­lo di sti­mo­lare, anche gra­zie alla sua spet­ta­co­lar­ità, una rif­les­sione di tut­ti i cit­ta­di­ni sul prob­le­ma del­la dis­abil­ità e sulle molte dif­fi­coltà che anco­ra oggi il dis­abile incon­tra nel muover­si in cit­tà». Ecco allo­ra anche spie­ga­to lo slo­gan «L’acqua non ha bar­riere», che accom­pa­gna l’iniziativa. Per­ché quel­lo del­la caren­za di strut­ture adeguate all’accesso di «tut­ti» è un prob­le­ma, come ha ricorda­to l’architetto Padovani che da anni si occu­pa di questo tema, assai forte e non risolto: il nos­tro Paese si tro­va anzi in una situ­azione di ritar­do rispet­to alla realtà euro­pea, anche se riman­gono quelle “bar­riere men­tali”, più dif­fi­cili da elim­inare, che sono cos­ti­tu­ite dal­la man­can­za di una dif­fusa cul­tura del­la disabilità.